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Nel corso della seconda edizione dell’evento è emersa
l’esistenza di un management più consapevole, anche
se, in alcuni casi, ancora resistente al cambiamento.
4 aprile 2008 - Le aziende pubbliche e private sono sempre più convinte
dell’importanza degli Analytics nell’aumento della
capacità decisionale, dell’efficienza e della competitività d’impresa.
E’ quanto è emerso ieri in occasione di SAS Business
Analytics Gallery, l’appuntamento romano che, alla sua seconda
edizione, ha registrato 450 iscritti e che ha visto la premiazione
dei progetti più innovativi nell’applicazione di tecniche
matematico-statistiche.
“Evitare decisioni sbagliate ed errori strategici, valutare
rischi legali, finanziari e di immagine e predire scenari futuri
- afferma Walter Lanzani, direttore marketing SAS - sono i principali
vantaggi derivanti dall’applicazione di tecniche analitiche
ai processi di business, percepite, sempre di più, come
cruciali per il raggiungimento dei risultati attesi da molte aziende
italiane e internazionali”.
Quello degli Analytics è un ramo in cui SAS opera incontrastato,
con 2,15 miliardi di dollari di fatturato e la capacità,
unica sul mercato, di combinare in modo integrale l’aspetto
analitico con quello di data management. “SAS - spiega Lanzani - si conferma l’unico produttore indipendente di software
che, da 32 anni, dedica ingenti risorse in Ricerca e Sviluppo,
per la messa a punto delle migliori competenze e di servizi e soluzioni
di Business Intelligence, fondati sulle tecniche analitiche e utilizzabili
da persone con diverse competenze e skills”.
Il valore degli Analytics inizia dalla qualità del dato. “Raccogliere
informazioni pulite, integrandole e rappresentandole attraverso
reporting e tecniche di navigazione - sottolinea il direttore marketing
- consente all’azienda di prendere le decisioni giuste e
ottenere i migliori risultati”.
Ma ciò che ne accresce il valore è l’integrazione
fra il personale IT e gli sviluppatori di modelli analitici. “Gli
analytics di SAS, infatti, sono integrati nel cuore del sistema,
e l’architettura del software è stata progettata per
gestire enormi quantità di dati. Il vantaggio di avere un “cuore
analitico” è che i modelli matematico-statistici possono
essere implementati in qualsiasi punto del processo di elaborazione
dei dati e contenuti all'interno di business solutions e soluzioni
per specifici settori di mercato”.
I modelli analizzano le relazioni tra gli eventi che hanno avuto
un impatto sul business, prevedono scenari futuri e operano in
termini di ottimizzazione, con l’obiettivo di massimizzare
il profitto e minimizzare i costi. “Per farlo - spiega Cinzia
Amandonico, Analytic Team Manager SAS - utilizzano i modelli predittivi,
per anticipare, ad esempio, il comportamento di clienti e dipendenti
(customer retention, cross-selling, rischio di frodi interne ed
esterne); il forecasting, che, aiutando a prevedere la domanda,
consente di perfezionare approvvigionamenti e logistica; l’ottimizzazione,
per definire, ad esempio, i prezzi in periodi di svendite o impiegare
nel modo migliore lo staff. Il tutto accompagnato da algoritmi
ancora più potenti e flessibili, capaci di gestire dati
ingenti e complessi e da un’interfaccia grafica utente che
facilita il lavoro degli utilizzatori”.
Gli Analytics, quindi, riducono la complessità del dato
facilitando i processi decisionali. Eppure, in Italia, se per alcune
realtà, l’abbondanza di informazioni rappresenta un
sogno, per altre può trasformarsi in un incubo. “E’ il
caso - spiega Fulvia Bertaccini, Executive & Corporate Coach,
Organization Development Consultant - di persone, ancorate a modelli
decisionali di successo nel passato, che temono l’impatto
negativo del cambiamento sull’organizzazione e che non riescono
a intravedere il proprio potenziale, che verrebbe valorizzato da
scelte innovative. In ogni caso, il cambiamento va accompagnato
e inteso anche e soprattutto nella sua accezione umana: la persona è la
soluzione, non il problema e, se si riesce a comprendere il disagio
e a guidare le risorse umane verso il futuro, si può riuscire
a trasmettere il valore aggiunto del cambiamento”.
E’ fondamentale, quindi, credere nel valore che si genera. “Se
c’è la consapevolezza del valore aggiunto - racconta
Natalia Vai, vice direttore generale Unicredit Processes & Administration
- allora ci può essere vero cambiamento: spesso il manager
non crede nella veridicità del dato oppure non è in
grado di agire di conseguenza. E spesso, si teme, un eccesso di
informazioni e di controllo”.
Gli interlocutori più consapevoli dell’importanza
del dato - spiega Antonella Dassiè, Senior Consultant Analytic
Consulting, The Nielsen Company - sono le grandi aziende dove spesso
già esistono le competenze per analizzare le informazioni,
ma che necessitano di una certificazione esterna per giustificare
il cambiamento all’interno dell’azienda. In generale,
comunque, è sempre meglio evitare la definizione di modelli
troppo complessi e cercare di tradurre i risultati in termini di
impatto su volume e profitto”.
In conclusione, l’analisi dei dati è un processo
ancora in evoluzione nel nostro Paese. “Il dato - conclude
Fulvia Bertaccini - rappresenta una base di conoscenza che aiuta
a decidere innovando. Ma rappresenta anche un momento di crescita
e di cambiamento difficile e doloroso che può trasformarsi
in un incubo, prima di tornare ad essere un sogno”.
Tra i 47 progetti presentati,
il premio del comitato scientifico per
l’innovazione nell’utilizzo delle tecnologie analitiche è andato,
per la categoria Banche, Assicurazioni e Servizi Finanziari, a
Intesa Sanpaolo, per lo sviluppo un modello di
pianificazione e analisi (What if) che permette di stimare mensilmente
i risultati
economici/patrimoniali di tutta la rete commerciale dei prossimi
12-18 mesi; nella categoria Pa e Sanità, alla Regione
Lombardia/Gruppo Lombardia Informatica, che ha realizzato
un sistema di simulazione e analisi predittiva delle aziende sanitarie
lombarde attraverso
la proiezione dei dati di 16mila serie storiche; a Snam
Rete Gas/Accenture,
nella categoria Industria, Commercio, Servizi e Utilità,
per la realizzazione di un sistema navigabile in Internet di previsione
e di bilancio che supporta le attività critiche di gestione
continuativa della rete; al Politecnico di Torino,
nella categoria Università e Istituti di Ricerca, per la
messa a punto di un insieme di indicatori statistici che consentono
di analizzare
il profilo comportamentale dei turisti, la capacità ricettiva
delle strutture turistiche esistenti e l’omogeneità degli
ambiti territoriali.
Il premio del pubblico – basato sulla creatività,
lo stile e l’originalità dei poster, ma soprattutto
sui benefici apportati dagli analytics alle strategie aziendali – è andato,
per l’area bancaria-assicurativa, a Intesa SanPaolo, E-stat
ed ex aequo a Sara Assicurazioni
e UniCredit Processes & Administration;
per l’area PA, a Inpdap/AlmavivA, CSI-Piemonte e Ministero
dello Sviluppo Economico; per l’area Industria,
Commercio, Servizi e Utilities, a Il Sole 24 Ore/Nunatac,
Istituto Motori - CNR e Vodafone; per
l’area
Università e Ricerca a Alma Mater Studiorum Università di
Bologna, Università degli studi di Milano-Bicocca e Università degli
Studi di Pavia.
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