
Connettività 5G e intelligenza artificiale: un legame imprescindibile per lo sviluppo tecnologico
Di Gianluca Dotti, Giornalista Scientifico
Tempo di lettura: 4 min
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Machine learning e dispositivi intelligenti stanno permeando tutti i settori lavorativi e la nostra quotidianità. Ma una maggiore efficienza e i minori tempi di latenza richiedono anche software e infrastrutture sempre più performanti.
“La rivoluzione indotta dalla diffusione di algoritmi avanzati di intelligenza artificiale coinvolge la maggior parte dei settori: dal marketing alle banche, passando per l’agricoltura, l’automotive, lo spazio, il turismo”
GIANLUCA DOTTI
Giornalista Scientifico
“La rivoluzione indotta dalla diffusione di algoritmi avanzati di intelligenza artificiale coinvolge la maggior parte dei settori: dal marketing alle banche, passando per l’agricoltura, l’automotive, lo spazio, il turismo”
GIANLUCA DOTTI
Giornalista Scientifico
L’intelligenza artificiale e la connettività 5G sono due alleati, o piuttosto due simbionti indispensabili l’uno all’altro, per sfruttare a pieno le potenzialità che oggi la tecnologia ci offre in ottica Internet of Things (IoT). La connettività di quinta generazione, infatti, è stata ideata non solo come innovazione incrementale per aumentare la velocità e la larghezza di banda, ma per raggiungere un livello di funzionalità e di efficienza superiore rispetto alla precedente. Un’evoluzione nient’affatto automatica, ma che deve essere giocoforza supportata da un parallelo sviluppo tecnologico delle applicazioni e dei software.
Già oggi possiamo dire, dati alla mano, che la rete 5G è ampiamente diffusa: oltre il 90% della popolazione italiana ne può disporre, ma allo stesso tempo deve fare i conti con infrastrutture che ne precludono la maggior parte delle applicazioni. Solo in Italia, il mercato dell’IoT è passato da un valore di 2,0 miliardi di euro del 2015 fino ai 7,3 miliardi del 2021 ed è destinato a continuare a crescere nel prossimo futuro, con l’avvento dell’industria 4.0 e una migliore gestione dei big data. Numeri di crescita impressionanti che, però, si accompagnano alle prestazioni limitate attualmente associate alla tecnologia 5G rispetto alle sue reali potenzialità.
Le sterminate potenzialità dell’intelligenza artificiale
La rivoluzione indotta dalla diffusione di algoritmi avanzati di intelligenza artificiale coinvolge la maggior parte dei settori: dal marketing alle banche, passando per l’agricoltura, l’automotive, lo spazio, il turismo eccetera. Spesso, senza nemmeno rendercene conto, abbiamo a che fare con una serie di cambiamenti e miglioramenti indotti dalla diffusione di dispositivi intelligenti e dotati di machine learning: basta pensare alla finanza, dove la mole di dati a disposizione ha completamente stravolto il modo di investire, o all’ambito del retail, con offerte sempre più spesso create su misura per il cliente. E ancora, le assicurazioni, il settore dell’intrattenimento e dello streaming, della logistica e della distribuzione dei prodotti: tutto questo funziona solo in presenza di una rete di qualità, che supporta tecnologie avanzate e permette di gestire grandi quantità di dati e informazioni.
Accanto a tutto il resto, l’importanza di una rete 5G alla portata di tutti si percepisce persino nelle varie applicazioni dell’intelligenza artificiale alla vita quotidiana e alle attività domestiche. Le persone saranno in grado di svolgere sempre più attività dalla propria casa, senza sprechi di energia e gestendo al meglio il tempo e le risorse a disposizione. Una migliore connettività non garantisce solamente maggiore velocità di navigazione, ma permette di creare un ambiente domestico sicuro, informaticamente robusto e intelligente, dove le tecnologie intelligenti collegate alla rete Wi-Fi possono assolvere a un gran numero di funzioni: comfort, risparmio energetico, controllo e tanto altro.
Se tutto questo porta alla creazione della cosiddetta smart home, dove i dispositivi intelligenti sono in grado di adeguarsi ai comportamenti degli utenti e di migliorare la qualità della vita quotidiana, in futuro sarà possibile anche analizzare le emozioni, tanto che la tecnologia potrebbe essere uno strumento utile a favorire l’adozione di abitudini sane e comportamenti virtuosi. Qualcuno dice, alzando non di poco l’asticella, che in un certo senso la combinazione virtuosa delle tecnologie potrebbe diventare un tassello decisivo per la felicità.
In un certo senso questo si sta verificando con l’assistenza medica d’emergenza da remoto: la diffusione della telemedicina basata su rete 5G già oggi sta salvando parecchie vite, ma in futuro tutto questo potrebbe diventare ancora più importante con la diminuzione dei tempi di latenza, le velocità superiori e la grande efficienza. Il tutto a beneficio dell’intero ecosistema della salute: assistenza rapida, minore intasamento ospedaliero, controllo da remoto, più facile gestione delle ambulanze e delle situazioni emergenziali, per non parlare di interventi chirurgici da remoto e la possibilità di analizzare in tempo reale dati clinici avanzati raccolti altrove. Senza scordare che la sanità è, ovviamente, un caso emblematico ma in fondo soltanto uno dei tanti esempi di questo processo di innovazione.
La rete 5G funziona solo in un ecosistema high tech
La connettività 5G apre le porte a un grande numero di possibili soluzioni, ma tutto questo diventa possibile solamente se l’innovazione tecnologica in generale avanza di pari passo. In tantissimi contesti le opportunità di una rete super veloce e con bassa latenza non vengono sfruttate a pieno, anzi rischiano di restare del tutto insignificanti solo perché non si sposano con le altre necessarie tecnologie.
La connettività 5G apre le porte a un grande numero di possibili soluzioni
Ma non è solo un avanzamento tecnico tout court quello che servirà: l’intelligenza artificiale e la memorizzazione di un’enorme quantità di dati aprono le porte a varie questioni legali, normative ed etiche di complessa soluzione. Anzitutto la privacy, ma anche la trasparenza nell’utilizzo e nella gestione delle informazioni sensibili, poi servono meccanismi di profilazione, sistemi di sicurezza all’avanguardia, un costante monitoraggio e un miglioramento degli algoritmi. Ancora, l’intelligenza artificiale dovrà essere in grado di garantire libertà di pensiero e di espressione, autonomia e uguaglianza. Sfide quantomai ardue, considerando che i robot si sviluppano in una società dove le forme di discriminazione e oppressione sono all’ordine del giorno e spesso anche involontarie.
Tutto ciò diventerà ancora più importante con l’avvento della connettività di sesta generazione, che anche se si prevede possa diventare realtà solo nel corso degli anni Trenta sarà ancora più pervasiva e diffusa. Se ci si ferma a un livello tecnico, le differenze tra 5G e 6G riguardano principalmente la velocità e lo spettro di copertura, ma in senso più ampio il 6G porterà ad adottare un approccio sistemico, più flessibile, integrato e pronto ai cambiamenti. Se per il 5G abbiamo adottato un approccio di sviluppo top-down parlando delle cosiddette killer app (che finora si sono viste solo in parte), fin d’ora è importante per il 6G non parlare solo di velocità, di banda e di latenza, ma del tipo di applicazioni che saranno sviluppabili, come la cosiddetta automazione personalizzata dei processi. Come il 5G è la generazione della Internet delle Cose, il 6G sarà quella che abiliterà un vero metaverso globale, permettendo (con opportuni stratagemmi come l’edge computing e i gemelli digitali) di superare il limite fisico della velocità della luce per avere un mondo in realtà aumentata connesso in modo istantaneo. Ma avere una rete senza adeguate applicazioni è come possedere in frigo i migliori ingredienti al mondo, senza però avere una cucina e un cuoco per trasformarli in un piatto gustoso.
19 dicembre 2022
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