Innovation sparks
Come affrontare il riemergere dei rischi classici? Ripensando l'ALM e il rischio liquidità con una gestione integrata del balance sheet
Intervista a Giada Scalpelli, Customer Advisory Risk Management, SAS
Tempo di lettura: 5 min
Analisi e gestione dei rischi più efficace, con un approccio più orientato alle simulazioni, con tecnologie di Asset & Liability Management (ALM). La “ricetta” per gestire con più efficacia i nuovi rischi preesistenti, quelli “tipici” dell’economia (inflazione, aumento dei tassi, costo della vita).
Ogni anno il World Economic Forum rilascia il Global Risks Report che esplora alcuni dei rischi più gravi che potremmo affrontare nel prossimo decennio. Quello di quest’anno mette in risalto una serie di rischi che sembrano completamente nuovi ma, al tempo stesso, stranamente “familiari”. Si tratta di “nuovi” rischi preesistenti: ci troviamo in un’era di bassa crescita e bassa cooperazione che rischiano di erodere le azioni per contrastare la crisi climatica, per favorire lo sviluppo umano e rafforzare la resilienza (anche delle imprese).
I rischi potenziali identificati nel report di quest’anno hanno un significativo impatto su scala globale e includono:
- la crisi dell'approvvigionamento energetico,
- la crisi del costo della vita,
- l’aumento dell'inflazione,
- la crisi dell'approvvigionamento alimentare.
Da questo elenco si comprende bene l’ossimoro dei rischi nuovi e rischi familiari. “Stiamo vivendo una rinascita di rischi preesistenti”, si legge nel report del WEF. “Trovo molto interessante analizzare ogni anno il report con le edizioni precedenti”, ci fa sapere Giada Scalpelli, Customer Advisory Risk Management di SAS. “I rischi elencati quest’anno, anche se suonano così familiari, nei radar degli ultimi tre anni non erano elencati. Gli impatti e i rischi legati alla crisi climatica, per esempio, avevano avuto un ‘posto significativo’ tra i rischi monitorati prima della pandemia globale, per poi ‘lasciare il posto’ a rischi di altra natura. Quest'anno c'è stato un vero e proprio shift, quindi un ritorno a quei ‘rischi classici dell'economia’, come l’aumento dell’inflazione, l’innalzamento dei tassi di interesse, la crescita del costo della vita”.
Insomma, rischi nuovi se guardiamo ai report degli ultimi tre anni, rischi “classici”, ben noti, con i quali non si facevano i conti da un po’ di tempo ma che le recenti vicende di cronaca e attualità ci hanno ricordato essere ben presenti (per esempio il fallimento della Silicon Valley Bank – SVB, prima banca americana a fallire dal 2020 e la più grande dalla crisi finanziaria del 2008).
“Adesso, più che in precedenza, serve un monitoraggio costante di questi rischi, una loro gestione efficace, in ottica simulativa”, spiega Scalpelli. "Il fatto che eventi come quelli della recente cronaca possano accadere dovrebbe fare da monito: i rischi mitigati in passato non si possono sottovalutare, bisogna gestirli e mitigarli in ottica nuova, non solo dal punto di vista regolamentare ma anche in ottica simulativa, come peraltro suggerito dalle Banche Centrali".
Il fatto che eventi come quelli della recente cronaca possano accadere dovrebbe fare da monito: i rischi mitigati in passato non si possono sottovalutare, bisogna gestirli e mitigarli in ottica nuova, non solo dal punto di vista regolamentare ma anche in ottica simulativa, come peraltro suggerito dalle Banche Centrali.
GIADA SCALPELLI
Customer Advisory Risk Management, SAS
Il fatto che eventi come quelli della recente cronaca possano accadere dovrebbe fare da monito: i rischi mitigati in passato non si possono sottovalutare, bisogna gestirli e mitigarli in ottica nuova, non solo dal punto di vista regolamentare ma anche in ottica simulativa, come peraltro suggerito dalle Banche Centrali.
GIADA SCALPELLI
Customer Advisory Risk Management, SAS
L'importanza della modellazione e delle simulazioni del rischio
“I modi frammentati e isolati in cui le organizzazioni finanziarie hanno tradizionalmente gestito la responsabilità patrimoniale e la gestione del bilancio stanno diventando proibitivi in termini di costi e insostenibili”, è la vista che suggerisce Troy Haines, Senior Vice President e Head of Risk Research and Quantitative Solutions di SAS.
L’approccio regolamentare, non certo una novità, è di importanza critica. Tuttavia, invita a riflettere Scalpelli facendo eco alle parole di Haines, “se andiamo a vedere gli esercizi di stress test di un paio d’anni fa, lo scenario più avverso era comunque migliore dello scenario che si è poi realizzato a seguito della pandemia, in cui c'è stato un crollo del PIL. Questi esercizi vengono infatti disegnati in un determinato momento seguendo delle assunzioni specifiche e rischiano, rimanendo puramente regolamentari, di diventare troppo statici di fronte alla dinamicità delle evoluzioni dell’economia. Ecco perché serve un approccio diverso, che renda gli stress test e le simulazioni attività strategiche e non esercizi puntuali”.
Facendo un esempio concreto: molti degli investimenti fatti dalle banche risalgono a prima degli effetti dell’innalzamento dei tassi di interesse e dell’aumento dell’inflazione. Questo potrebbe generare disallineamenti nella liquidità e richiede una “revisione” nella gestione dei portafogli finanziari. Indipendentemente dalle questioni normative e dalla compliance.
Come superare queste criticità e gestire in modo nuovo, più efficace, rischi come quelli che stanno tornando a impattare sulle nostre economie? “Utilizzando le tecnologie più recenti, con un approccio strategico oltre che regolamentare, orientato alla simulazione dei rischi e dei loro impatti, anche sulle figure di bilancio”, sostiene Scalpelli, che suggerisce come obiettivo una gestione integrata del bilancio, che permetta sia di rispondere alle autorità bancarie che alle esigenze di business della banca, con una vista integrata lato risk e finance.
Ciò a cui si riferisce Scalpelli sono le analisi avanzate integrate in nuovi e più recenti sistemi di Asset & Liability Management (ALM), cui molte Banche ed Istituti finanziari, messi alla prova dalla volatilità delle condizioni macroeconomiche ed un panorama normativo in continua evoluzione, hanno già approcciato per ripensare i loro processi di gestione delle attività e delle passività (ALM), del rischio di liquidità e del rischio tasso. “Le banche sono alla ricerca di modi per migliorare le loro analisi ALM e ottenere così un maggiore valore strategico. Diventa quindi necessario un approccio all’ALM più dinamico, con una gestione del bilancio più efficace che integri anche le dimensioni tipiche del rischio (ad esempio, rischio di mercato, rischio di credito, rischio di liquidità, posizione patrimoniale, ecc.). Tutto questo in un sistema che garantisca sempre trasparenza, granularità e perfomance di calcolo elevate per eseguire più simulazioni giornaliere.”, osserva Scalpelli.
In questa direzione, lo scorso anno SAS ha acquisito Kamakura, azienda pioniera nella gestione dell’ALM e dei rischi finanziari, rinnovando il proprio impegno nell'innovazione per il rischio e mettendo a fattor comune la propria avanguardia tecnologia e l'esperienza di Kamakura nella gestione del rischio finanziario.
L’obiettivo deve essere quello di un sistema ALM, aperto e trasparente, che copra i requisiti regolamentari ma che permetta anche di andare oltre, garantendo l’indipendenza e la flessibilità degli utenti nelle analisi simulative e la coerenza tra i diversi dipartimenti, primi fra tutti rischio e finanza.
Serve, in altre parole, una gestione più efficace e strategica dell’ALM, che abbia come punto di arrivo la gestione integrata del bilancio.
19 aprile 2023
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