
I love you, data! Quando la passione per i dati diventa un lavoro
Intervista a Maurizio Gallina, Risk Manager – Mediolanum Gestione Fondi SGR
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I dati ci raccontano infinite storie, basta saperli interpretare. È questo il motto che caratterizza Maurizio Gallina, Risk Manager di Mediolanum Gestione Fondi SGR, nonché direttore del Chapter di Monza e Brianza di Startup Grind, una delle più grandi community mondiali di Startup.
Gallina ha una passione sfrenata per i dati e le tecnologie emergenti (dalle tecniche di Intelligenza Artificiale alla Blockchain). Nell’ufficio di Risk Management della Gestione Fondi da circa una quindicina d’anni, con ruoli e incarichi precedenti, dall’ufficio titoli come broker all’analisi dei fondi comuni, «esperienze propedeutiche a farmi diventare il Risk Manager che sono oggi», racconta di come la passione per i dati sia oggi il fulcro della sua attività professionale di Risk Management.
"Fare Risk Management oggi significa
'essere sempre sul pezzo'. In un mondo
che cambia molto velocemente e in tempi
rapidi, è fondamentale adattarsi a tali
cambiamenti con estrema flessibilità."
MAURIZIO GALLINA
Risk Manager – Mediolanum Gestione Fondi SGR
“Fare Risk Management oggi significa 'essere sempre sul pezzo'. In un mondo che cambia molto velocemente e in tempi rapidi, è fondamentale adattarsi a tali cambiamenti con estrema flessibilità."
MAURIZIO GALLINA
Risk Manager – Mediolanum Gestione Fondi SGR
Domanda doverosa, per rompere il ghiaccio, riguarda naturalmente i dati. Qual è la sua “relazione” con i dati? Cosa vorrebbe ci rivelassero in termini di conoscenza?
Partendo dal mio ambito, ricordo spesso che la branca dello studio dell’Intelligenza Finanziaria si è basata per anni sul fatto che la distribuzione dei rendimenti all’interno dell’universo dello stock exchange fosse “normale” [nel senso matematico del termine: nella teoria della probabilità, la distribuzione normale - o distribuzione di Gauss dal nome del matematico tedesco Carl Friedrich Gauss - è una distribuzione di probabilità continua che è spesso usata come prima approssimazione per descrivere variabili casuali a valori reali che tendono a concentrarsi attorno a un singolo valor medio – ndr].
Un risk manager deve
avere “la sensibilità del dato”
La storia ci ha dimostrato che non è così, le oscillazioni sono molto più complesse. Ad un “meno x” non corrisponde un “più x” e, spesso, il “meno x” fa molto rumore e crea impatti molto più significativi. A me piacerebbe dunque che i dati venissero interpretati diversamente ma in funzione del reale utilizzo che se ne fa.
È importante capire i modelli, vale a dire come si utilizzano i dati a disposizione: è inutile creare un set di dati per trovare a tutti i costi una risposta che ho già preconfigurato in partenza. I dati non servono per dare conferme ma per avere conoscenza nuova.
Partendo da questa consapevolezza sull’utilizzo corretto dei dati, cosa significa oggi fare Risk Management in una realtà finanziaria?
Dirò una cosa banale ma fare Risk Management oggi significa “essere sempre sul pezzo”. In un mondo che cambia molto velocemente e in tempi rapidi, è fondamentale adattarsi a tali cambiamenti con estrema flessibilità. Oggi i mutamenti arrivano da più fronti e sono di svariata natura: possono venire dalle normative, dall’immissione di nuovi prodotti finanziari, ma anche dal crescere di fenomeni e tendenze nuove, dalle Spac (special purpose acquisition company, società ed entità giuridiche che si presentano come “scatole vuote” – perché non producono nulla e non offrono alcun servizio – la cui missione è acquisire altre società per la quotazione in Borsa e la crescita di capitalizzazione), alle criptovalute.
Si tratta di cambiamenti che vanno a incidere sui modelli previsionali, sulle analisi, sulle valutazioni di rischio... insomma, bisogna capire cosa succede nel mondo.
Qual è stata la più grande sfida che ha dovuto affrontare in ambito lavorativo?
La sfida più ardua è stata forse legata alla necessità di interfacciarsi con il mondo esterno, quello fuori dall’ambito specifico del risk management, come per esempio con i flussi dell’IT. Una sfida che non finisce mai perché, ovviamente, il risk management è tutt’altro che statico.
Un’altra sfida, legata più in generale alla figura del risk manager, riguarda l’approccio al dato e al suo utilizzo. A mio avviso, un risk manager deve avere “la sensibilità del dato”, deve comprendere immediatamente non tanto gli ordini di grandezza quanto la granularità dell’informazione che il dato può offrire. Bisogna instaurare un buon feeling con i dati.
A suo avviso quali sono le aree dell’innovazione tecnologica che secondo lei potrebbero “cambiare il mondo”?
Ne voglio citare tre. La prima è la blockchain, ma diverrà dirompente solo quando riuscirà a coniugare una sua applicazione intelligente, meglio dire di valore, con interfacce alla portata di tutti.
La seconda è la decentralizzazione e la condivisione delle risorse per il calcolo parallelo. Siamo ancora lontani da uno scenario simile, ma mi piace guardare lontano e questa sarebbe davvero una bella innovazione/rivoluzione perché consentirebbe a tutti di mettere a fattor comune risorse, anche servizi applicativi, per risolvere problemi complessi.
La terza riguarda l’attuale focus dell’esplorazione dello Spazio che mira, per esempio, alla ricerca di nuovi materiali da estrarre da altri Pianeti. Un'innovazione che ne innesca molte altre: l’invio di macchinari e sistemi estrattivi, nonché del personale competente, su altri Pianeti potrebbe portarci ad una nuova idea di esplorazione spaziale, fino addirittura alla colonizzazione di altri pianeti.
Qual è la sua definizione di curiosità e che relazione ha con l’innovazione?
"Dico qualcosa di impopolare. Secondo me la curiosità coincide con l’essere giovani. I cuccioli di qualsiasi specie sono curiosi, sentono il bisogno di esplorare, conoscere, capire. Per loro è una necessità."
Per alimentare la curiosità la sfida più dura è dunque mantenersi giovani.
L’innovazione a mio avviso è un processo, che nasce e inizia sicuramente attraverso la curiosità, che deve avere uno scopo: migliorare ciò che ci circonda.
SAS Analytics Explorers, un gioco per essere costanti
«Ho iniziato a sfruttare la piattaforma SAS Analytics Explorers perché mi dicono che non sono costante». Inizia così il racconto di Maurizio Gallina, Risk Manager di Mediolanum Gestione Fondi SGR, relativo alla sua esperienza con l’ambiente digitale sviluppato da SAS per consentire ai propri clienti di creare una vera e propria community dove condividere esperienze e pensieri in un ambiente stimolante e accedere a contenuti sempre aggiornati.
«Il fatto di dover verificare quotidianamente se ci sono nuove sfide da affrontare è stato decisamente il primo grande risultato ottenuto. Non si può più dire che io non sia costante», scherza Gallina. «La verità è che ogni giorno trovo sempre qualcosa di diverso con il quale misurarmi ed apprendo sempre moltissime cose nuove; tante delle sfide affrontate e superate si riferivano a cose di cui non avevo conoscenza o padronanza. È quindi un bellissimo modo per apprendere e ampliare i propri orizzonti di conoscenza e pensiero».
La piattaforma, infatti, è pensata come una esperienza di gamification che integra un sistema di reward ideato per premiare tutte le interazioni che avvengono all’interno dell’ambiente digitale. Le persone ottengono così dei punti con i quali scegliere tra i vari premi in elenco: corsi di formazione, ebook, kit per la degustazione del vino, e molto altro.
«Se dovessi descrivere la mia esperienza e la piattaforma in tre aggettivi – conclude Gallina – direi:
1
Cangiante
Cangiante
Ci sono tantissime sfumature di sapere e condivisione della conoscenza, non si parla solo di dati e le sfide non riguardano solo ambiti professionali legati all’analisi dei dati; c’è molto spazio anche per temi più legati alla “vita” (al vivere meglio), solo per fare un esempio;
2
Giornaliero
Giornaliero
Ormai sono diventato metodico, anche nelle festività e ho persino scoperto tante cose di culture diverse dalla mia (proprio perché le festività sono differenti) da altre persone che “popolano” la piattaforma;
3
Nuovo
Nuovo
Ogni giorno si trova (e si prova) qualcosa di inaspettato.
Sei un cliente SAS e vuoi entrare a far parte di SAS Analytics Explorers?
Richiedi l’invito SAS Analytics Explorers | SAS
o scrivi una mail a augusta.longhi@sas.com.
22 settembre 2022
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