
Corcym, il potere degli Analytics in Cloud per gli studi clinici su prodotti salvavita
Intervista a Saverio Nucci, CIO di Corcym
Tempo di lettura: 4 min
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Circa 850 dipendenti nel mondo, due stabilimenti produttivi (uno in Italia e uno in Canada), presenza in oltre 100 Paesi per la distribuzione dei prodotti. È questa, in numeri, Corcym, nuova azienda globale, indipendente (sorta da un carve-out, ossia da uno spin-off aziendale), che si occupa di Ricerca e Sviluppo, Produzione e Distribuzione di dispositivi medici cardiaci (per le funzionalità strutturali del cuore).
Saverio Nucci, attuale CIO di Gruppo di Corcym, conosce molto bene la “nuova” azienda, dato che ha ricoperto diversi ruoli IT quando il business delle valvole cardiache era integrato all’interno di Sorin/LivaNova (il Gruppo aziendale da cui è stato poi effettuato il carve-out). Tuttavia, la sfida che ha dovuto affrontare non è stata affatto banale, dato che ha dovuto gestire la vera e propria “costruzione” dell’IT della nuova realtà, occupandosi quindi del carve-out dell’IT.
«Anche se siamo meno di mille dipendenti nel mondo, la nostra è una realtà molto complessa. Non solo perché operiamo in un settore fortemente regolamentato ma perché ci occupiamo di dispositivi salvavita», esordisce Nucci, al quale abbiamo chiesto di raccontare la sua esperienza.
"Un anno e mezzo fa quando,
insieme al mio team,
ho iniziato a disegnare i sistemi IT,
sia dal punto di vista applicativo,
sia da quello infrastrutturale, è stato chiaro
fin da subito che saremmo stata
una realtà cloud-first."
SAVERIO NUCCI
CIO - Corcym
"Un anno e mezzo fa quando,
insieme al mio team,
ho iniziato a disegnare i sistemi IT,
sia dal punto di vista applicativo,
sia da quello infrastrutturale, è stato chiaro
fin da subito che saremmo stata
una realtà cloud-first."
SAVERIO NUCCI
CIO - Corcym
Cosa significa, oggi, dover pensare da zero (o quasi) come strutturate un sistema IT a supporto di una azienda come la vostra?
La nostra è una realtà media in termini di dimensioni, ma gestiamo una complessità paragonabile a quella dei colossi internazionali. Devo dire che le tecnologie odierne permettono di fare grandi cose. Dal cloud alle soluzioni software-defined passando per gli analytics e la cybersecurity (per noi tassello importantissimo per i dati che trattiamo), siamo riusciti non solo a “mettere in piedi” in tempi estremamente rapidi un'organizzazione e una struttura tecnologica completa, ma anche a ottenere performance, affidabilità, stabilità, scalabilità e sicurezza ottimali.
In passato, anche abbastanza recente, un risultato simile sarebbe stato impensabile per una realtà come la nostra. L’impegno in termini di risorse (economiche, di tempo e di competenze) sarebbe stato troppo elevato.
Un anno e mezzo fa quando, insieme al mio team, ho iniziato a disegnare i sistemi IT, sia dal punto di vista applicativo, sia da quello infrastrutturale, ed è stato chiaro fin da subito che saremmo stata una realtà cloud-first.
In questa strategia cloud-first come si inseriscono gli analytics? Per cosa li utilizzate?
Naturalmente, gli analytics rappresentano il cuore pulsante dell’area Finance perché gli obiettivi strategici del business mirano alla crescita. Ci permettono di controllare le performance, comprendere preventivamente eventuali problemi e “aggredirli” per tempo, analizzare e mitigare i rischi, definire strategie di scalabilità ed espansione.
Abbiamo poi un focus specifico sugli studi clinici. In questa specifica area gli Analytics di SAS hanno un ruolo strategico perché, di fatto, gli studi clinici rappresentano un elemento chiave che ci permette di essere sul mercato.
Qual è il valore degli analytics per gli studi clinici?
Utilizziamo la piattaforma SAS per tutti gli studi clinici che facciamo, che riguardano sia gli studi necessari per immettere sul mercato nuovi prodotti, sia per gli studi cosiddetti di post market surveillance report, ossia tutti quegli studi e quella documentazione richiesta dagli enti regolatori per poter dimostrare la “bontà” dei prodotti anche negli anni successivi all’immissione sul mercato e identificare le necessarie azioni di miglioramento.
Per questi studi ingaggiamo direttamente i centri ospedalieri e i professionisti (tipicamente i cardiochirurghi), partecipiamo naturalmente alla definizione dei comitati etici e scientifici e alla raccolta e all’analisi dei dati dei pazienti selezionati per questi studi. Tutti i dati clinici dei pazienti (pre- e post-intervento) vengono raccolti dagli ospedali e dai centri di cura e immessi nella nostra piattaforma SAS.
Una volta ottenuti i dati, tramite modelli statistici ad hoc, li analizziamo sia per comprendere come reagiscono i nostri prodotti una volta impiantati nei pazienti (e fornire quindi tutta la documentazione necessaria agli enti regolatori), sia per ottenere insights utili per migliorare la Ricerca e Sviluppo di nuovi prodotti o migliorare quelli esistenti.
Gli Analytics rappresentano comunque un arricchimento per tutta la catena coinvolta. Ospedali e medici curanti possono sfruttare i report risultanti per comprendere meglio il decorso post-operatorio, verificare come si “comportano” le valvole cardiache meccaniche o biologiche quando vengono inserite nei pazienti, come reagiscono le persone, anche in virtù dei farmaci che prendono per la cura della malattia.
Una delle caratteristiche più importanti
per noi della piattaforma SAS
è la retrocompatibilità
Le valvole cardiache sono “prodotti salvavita” molto longevi. Questo consente di avere moltissimi dati a disposizione per lungo tempo. Una delle caratteristiche più importanti per noi della piattaforma SAS è la retrocompatibilità. Noi abbiamo adottato l’ultima versione della piattaforma SAS in cloud lo scorso anno, quando è nata l’azienda, ma la retrocompatibilità ci ha permesso di poter sfruttare da subito tutti i dati clinici che avevamo raccolto nel tempo, senza alcun problema di integrazione o “adattabilità”.
Chiudiamo, come sempre, con una domanda su curiosità e innovazione. Cosa significano per lei e che connessione hanno?
La curiosità è la scintilla che innesca il fuoco dell’innovazione. Oggi il mercato offre molto “combustibile”: nuove tecnologie che rispondono alle sfide che in passato sarebbero state insormontabili. Basta informarsi, osservare, approfondire... è così che la curiosità innesca il fuoco dell’innovazione e lo trasforma in vantaggi competitivi per le nostre aziende. Un CIO deve essere il primo a capire dove sta andando il mercato delle tecnologie e senza curiosità non può avere tale comprensione.
28 luglio 2022
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