Innovation sparks
Intelligenza dei dati e trasparenza: il modello data-driven virtuoso del Comune di Pisa
La smart city che trasforma i dati in trasparenza, servizi migliori e benessere per i cittadini
Intervista a Marco Redini, Direttore della Direzione Ambiente del Comune di Pisa, e Nunzia Linzalone, ricercatrice CNR in ambito ambientale e sanitario pubblico
Tempo di lettura: 5 min
In Italia si parla spesso di smart city pensando a metropoli ipertecnologiche. Eppure, esistono realtà di dimensioni più contenute che stanno sperimentando modelli di governance urbana basati sui dati, capaci di migliorare la trasparenza amministrativa, la qualità dei servizi e perfino la salute dei cittadini.
Il Comune di Pisa ne è un esempio concreto. Con appena 90.000 abitanti ma una complessità da grande città, l’amministrazione ha costruito un sistema avanzato di analisi e monitoraggio ambientale basato su SAS Viya, che consente di correlare le politiche pubbliche con i loro effetti reali sull’ambiente e sulla salute.
Marco Redini, Direttore della Direzione Ambiente del Comune di Pisa, e Nunzia Linzalone, ricercatrice CNR in ambito ambientale e sanitario pubblico, hanno illustrato il funzionamento e le finalità del progetto sui dati ambientali del Comune.
All’interno del Comune di Pisa, la Direzione Ambiente si occupa di una vasta gamma di temi: dai rifiuti all’inquinamento acustico, dagli scarichi fognari all’elettromagnetismo, fino alle valutazioni ambientali strategiche.
Il nostro obiettivo è garantire trasparenza ai cittadini, fornendo dati ambientali aggiornati e attendibili. Per farlo, abbiamo costruito un sistema alimentato da flussi automatici di dati, che si auto-aggiorna in tempo reale. Gestire manualmente queste informazioni, che cambiano di continuo, sarebbe impossibile per un ente pubblico. La piattaforma SAS ci permette di analizzare i dati in modo statistico, individuando anomalie e criticità, e di supportare la valutazione ambientale dei piani e dei programmi comunali. In questo modo possiamo verificare gli effetti delle decisioni politiche sulle matrici ambientali e sulla salute dei cittadini, che rappresenta sempre l’obiettivo finale del nostro lavoro.
In che modo l’uso dei dati sta cambiando la gestione dei servizi pubblici e la governance interna?
L’impatto è profondo, perché il lavoro della Direzione Ambiente non riguarda solo la parte amministrativa, ma una molteplicità di servizi che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini: dalla qualità dell’aria alla gestione dei rifiuti, dal rumore urbano agli scarichi idrici, fino alla valutazione ambientale dei piani urbanistici. Il filo conduttore di tutte queste attività è la costruzione di una filiera del dato affidabile e trasparente, che consenta non solo di monitorare, ma anche di comprendere e prevenire i fenomeni ambientali ed i risvolti sulla vulnerabilità delle comunità interessate.
Da un lato, abbiamo automatizzato i procedimenti amministrativi, tracciando lo stato di ogni pratica (ad esempio autorizzazioni per scarichi, concessioni ambientali o controlli sulle emissioni) attraverso visualizzazioni cartografiche e statistiche. Questo ci permette di vedere in tempo reale se una pratica è in corso, in scadenza o completata, con benefici evidenti in termini di efficienza, standardizzazione e rispetto dei tempi previsti dalle certificazioni ISO 9000.
Dall’altro lato, il sistema restituisce valore pubblico ai dati, perché li rende accessibili e interpretabili da chiunque. Il cittadino non è più solo destinatario passivo di informazioni, ma può diventare parte attiva del processo di monitoraggio.
Un esempio emblematico riguarda il traffico aeroportuale. Un comitato di 800 cittadini aveva sollevato il problema del rumore legato ai decolli. Con l’analisi dei dati raccolti e visualizzati tramite SAS, abbiamo potuto mostrare in tempo reale quanti voli decollano verso la città e quanti verso il mare, chiarendo che il fenomeno è governato con criteri oggettivi e trasparenti. Oggi i cittadini possono consultare autonomamente questi dati sul portale comunale, comprendendo come vengono gestite le rotte e in quali orari si concentrano i voli.
Lo stesso approccio è stato esteso ad altri ambiti: il ciclo dei rifiuti, per esempio, dove le informazioni su produzione, raccolta e smaltimento sono monitorate costantemente, consentendo di identificare le aree critiche e migliorare la pianificazione logistica; oppure il monitoraggio degli scarichi fognari e industriali, che permette di intervenire tempestivamente in caso di anomalie.
Inoltre, i dati ambientali raccolti vengono condivisi con altre strutture pubbliche e scientifiche (dalle aziende sanitarie al CNR, fino alle università) per sviluppare indicatori comuni e modelli predittivi. Questo scambio continuo di dati e competenze ha dato vita a una rete territoriale di conoscenza che rafforza la capacità del Comune di prendere decisioni basate su evidenze e di promuovere una cultura dell’open data realmente operativa e non solo dichiarata.
Tale modello, che unisce innovazione tecnologica e pianificazione strategica, è documentato nella recente pubblicazione "Rifiuti e Sostenibilità – Il Modello Pisa", in collaborazione con l'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, a conferma di come l'uso dei dati vada oltre l'efficienza amministrativa.
In sintesi, l’uso dei dati non si limita a rendere più efficiente la macchina amministrativa: trasforma la relazione tra istituzione, cittadino e territorio, costruendo una governance più trasparente, collaborativa e fondata sull’intelligenza collettiva.
Quali sono le motivazioni che hanno portato il Comune a scegliere la piattaforma SAS Viya?
Un Comune è un ente più piccolo rispetto a una struttura di ricerca, ma è il punto dove i dati vengono generati. Uno dei problemi più gravi nella Pubblica Amministrazione è la bassa qualità dei dati.
Una piattaforma come SAS Viya, che si autoalimenta, costringe le fonti a fornire dati strutturati e coerenti. In questo modo miglioriamo la qualità complessiva dell’informazione, che diventa più affidabile e riutilizzabile anche da enti superiori come Regione o Ministeri.
È evidente che una città come Pisa, piccola sulla carta ma con numeri importanti, si trova ad affrontare problemi tipici di una metropoli: gestione dei rifiuti, rumore, traffico e inquinamento. Senza strumenti tecnologici avanzati sarebbe impossibile governarla in modo efficiente.
Com’è cambiato l’approccio quotidiano del Comune da quando utilizzate strumenti di analisi?
All’inizio il progetto è partito solo all’interno della Direzione Ambiente, ma i benefici organizzativi si sono visti subito. Oggi i colleghi che usano il sistema si sentono più sicuri, più autonomi e più consapevoli. Quando i processi sono ben strutturati, si lavora meglio. Inoltre, la qualità dei dati ci ha aperto la strada a nuove collaborazioni con altri enti e istituzioni, dalle università alle aziende sanitarie.
I nostri dataset vengono spesso richiesti per attività di ricerca, e questo scambio di conoscenze alimenta un circolo virtuoso che fa crescere sia noi, sia gli altri attori del territorio.
C’è stato un progetto o un risultato che considerate emblematico di questo percorso?
Sì, ed è quello che chiamiamo il nostro “effetto wow”: la possibilità di correlare i dati ambientali con quelli sulla salute pubblica con approccio geospaziale. Grazie ad un Accordo Quadro con il CNR e alla collaborazione con l'Istituto di Fisiologia Clinica e con l’Azienda sanitaria locale, abbiamo potuto creare tassi di mortalità standardizzati per aree sub-comunali. Incrociando questi dati con indicatori socioeconomici e demografici (validati da ISTAT), abbiamo individuato aree critiche e zone resilienti della città.
Abbiamo sviluppato score aggregati che sintetizzano le informazioni e le rendono visualizzabili in mappe colorimetriche: strumenti chiari, comunicabili e utili per chi deve decidere. È un passo avanti enorme: permette ai decisori politici di basare le scelte su evidenze scientifiche e non su percezioni o pressioni.
Inoltre, questo lavoro ha ottenuto riconoscimenti dalla comunità scientifica internazionale per l’innovatività metodologica nell’ambito della pianificazione urbanistica e apre prospettive nuove di ricerca e prevenzione.
Guardando avanti, quali saranno le prossime evoluzioni?
Il passo successivo sarà integrare funzionalità di forecasting, per prevedere gli effetti delle scelte prima che vengano attuate. Un esempio concreto è la gestione dei rifiuti durante eventi straordinari come il “Giugno Pisano”: grazie ai dati storici e ai modelli predittivi, potremo ottimizzare la logistica e ridurre sprechi e inefficienze.
Stiamo anche avviando una collaborazione con la Regione Toscana e con il Ministero dell’Ambiente, per estendere questa filiera di dati a livello regionale e nazionale.
Sul fronte della ricerca, la nostra infrastruttura è già la base per partecipare a progetti europei sui Digital Twin urbani, che permetteranno di simulare scenari e politiche in un ambiente digitale, prima di applicarle nel mondo reale.
Il progetto del Comune di Pisa dimostra che non serve essere una metropoli per diventare una smart city. Serve invece visione, rigore metodologico e una cultura del dato capace di trasformare la complessità urbana in conoscenza utile. L’esperienza pisana racconta una nuova frontiera della governance pubblica: una città che non si limita a raccogliere dati, ma li trasforma in strumenti di decisione, partecipazione e salute collettiva.
| I numeri di una città di medie dimensioni, ma con complessità “da metropoli” | |
|---|---|
Abitanti residenti | 90.000 |
Turisti annui (Torre di Pisa) | 4.000.000 |
Studenti universitari | 53.000 |
Università presenti | 3 (per 210 corsi) |
Personale CNR | 4.000 persone di flusso quotidiano |
Polo ospedaliero | 15.000 accessi giornalieri, 1.000 posti letto |
Stazioni ferroviarie | 2 (15 milioni di passeggeri/anno) |
Aeroporto internazionale | 5,5 milioni di passeggeri/anno |
Basi militari | 3 (+ 1 una base americana) |
Area marina protetta | 9.000 ettari |
Parco naturale | 23.000 ettari |
Porto turistico | 354 posti barca |
Porto fluviale | 5.000 posti barca |
Turisti costieri | 500.000/anno |
9 dicembre 2025
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