L’Intelligenza Artificiale ci rende più umani

C’è un ambito in cui l’essere umano non entrerà mai in competizione con la macchina: la relazione. Creare contenuti, ideare storie coinvolgenti, nutrire e condividere le emozioni di chi gli è simile

Il punto di vista di Riccardo Scandellari - blogger, creativo e giornalista

Sono d’accordo con il neuroscienziato dell’Istituto Max Planck, Danko Nikolic, che ha affermato che “non si può superare l’intelligenza umana, l’AI potrà avvicinarsi, ma superarla mai”. Stiamo assistendo all’alba di una nuova era in cui le “macchine” affiancheranno l’uomo nel ragionamento e non solo nei calcoli.

Alcuni quotidiani americani, per arrivare primi sulla notizia, hanno sperimentato forme di giornalismo automatizzato, più rapido rispetto ai tempi imposti dai giornalisti in carne e ossa. Nessun computer ha ancora vinto il premio Pulitzer e temo non succederà mai.

Train your algorithm to write a story
Source: Automated Insight

Non importa quanto sei intelligente, importa come lo sei

Le macchine, rispetto alle persone, hanno vantaggi indiscussi. Riescono ad analizzare un’enorme quantità di dati in brevissimo tempo e non si fanno influenzare. I numeri, se inseriti correttamente e non inquinati, una volta elaborati, restituiscono un quadro chiaro e impietoso di informazioni precise a cui affidarsi. Questo mestiere non apparterrà più all’essere umano. Le persone e i professionisti del futuro dovranno adattarsi a nuove mansioni, non in concorrenza con le macchine.
Howard Gardner, lo studioso che ha teorizzato l’esistenza di ben 9 tipi di intelligenza, ci avverte che “non importa quanto sei intelligente, importa come lo sei”.

Quando la relazione è più importante di un algoritmo

Le persone che svolgono ruoli surrogabili dai calcolatori devono compiere, fin da ora, una scelta. Hanno l’urgenza di spostarsi verso mansioni e ruoli a cui le macchine non potranno mai ambire: la creatività e la relazione. All’essere umano sono richiesti compiti difficilmente replicabili da un algoritmo, quali creare una visione, compiere scelte e costruire relazioni autentiche con i suoi simili. Robot e Computer non sono stati creati per sostituirci, ma per facilitare il nostro lavoro e creare le condizioni per un ulteriore progresso.

Chi ha compreso che gli strumenti di comunicazione digitale ottengono la conversione dei contenuti in relazioni, ha un enorme vantaggio competitivo. Questi strumenti sono una palestra per la creatività, un luogo in cui le idee e le informazioni si trasformano in incontri e opportunità. Anche se all’intelligenza artificiale verranno assegnati compiti di relazione automatica e di informazione, ad esempio attraverso servizi di messaggistica, non riuscirà mai a generare empatia e vicinanza con gli esseri umani.

Le persone si fidano dei loro simili, non di avanzati risponditori automatici. La Marketing Automation non risolve un problema, lo semplifica. L’acquirente si fida di più deifeedback di altri esseri umani e basa le sue convinzioni sulla passione e la competenza che un suo simile riuscirà a trasmettergli. Analogamente, la comunicazione non può essere ridotta a schemi. Serve un approccio creativo in modo da distinguerci dalla comunicazione sintetica.

Exponential growth in computing power
Source: www.time.com

Non sempre “intelligence” è sinonimo di intelligenza

C’è un ambito in cui l’essere umano non entrerà mai in competizione con la macchina, la relazione. Creare contenuti, ideare storie coinvolgenti e nutrire le emozioni dei propri simili, è la sua vocazione esclusiva. I limiti e le debolezze degli uomini non sono inferiori a quelli delle macchine. Alan Turing diceva che “se ci si aspetta che la macchina sia infallibile, allora essa non può essere anche intelligente”, perché l’intelligenza è la prerogativa di chi si assume un rischio, anche a fronte di dati contrari, seguendo l’istinto che detta regole che la logica non comprende.

Stephen Hawking ha detto che “gli esseri umani, limitati dalla loro lenta evoluzione biologica, non potranno competere e saranno sostituiti dall’Intelligenza Artificiale”. Si riferiva certamente ad esseri umani noiosi e facilmente replicabili, ragionieri dello sportello della monotonia, amministratori contabili del tedio e della ripetitività.


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Il Punto di Vista Point of View

Riccardo Scandellari

Riccardo Scandellari

Articolo di Riccardo Scandellari
Blogger, creativo e giornalista
 @skande

All’essere umano sono richiesti compiti difficilmente replicabili da un algoritmo, quali creare una visione, compiere scelte e costruire relazioni autentiche con i suoi simili.

Articolo tratto da

itasascom

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