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Il governo della sanità

La Governance della Salute è uno dei principali obiettivi per le Aziende Sanitarie italiane. Per attuarla occorrono soluzioni informatiche globali e integrate. Nel presentare l'offerta di Santer, il direttore generale Daniela Novelli sottolinea il ruolo della Business Intelligence nella corretta individuazione di percorsi clinici a misura di paziente.

Come vede il futuro del settore sanitario in Italia e in questo contesto quale pensa possa essere il ruolo svolto dall'Ict?
Premetto che il nostro punto di vista è forte di un'esperienza significativa maturata nel settore sanitario. A oggi il nostro fatturato, che nel 2004 ha superato i 17 milioni di euro, è determinato al 90% da commesse che provengono dal settore Sanità, con particolare riferimento ai sistemi gestionali amministrativo–contabili (oggi Santer è il maggior System Integrator italiano con competenza sulle Oracle Applications in ambito sanitario ed è, in tale ambito, il leader italiano per numero di progetti, installazioni e referenze attive) e ai sistemi sanitari, sia in ambito clinico-sanitario che territoriale; inoltre Santer vanta una importante presenza nei servizi di outsourcing verso le Aziende Sanitarie (gestione di circa 35mila dipendenti nell'area dei sistemi dedicati alle risorse umane e completa gestione del processo della spesa farmaceutica convenzionata delle ASL lombarde).

Credo che l'attuale situazione deficitaria del settore richieda una focalizzazione sul tema della governance della sanità, ovvero della gestione del settore sanitario in un'ottica integrata, dove al dato di spesa sia correlabile la patologia e il profilo di cura e l'obiettivo finale non sia spendere meno bensì curare meglio e quindi far recuperare efficienza al sistema. La prevenzione e la cura della salute rappresentano gli aspetti più importanti dello stato sociale di tutti i Paesi occidentali. Anche in Italia la sanità, che impegna il 6,5% del prodotto interno lordo e che riguarda tutti i cittadini, assume una rilevanza politica di primo piano. A fronte di un forte aumento della domanda di salute per diverse ragioni, tra cui l'innalzamento della vita media e l'aumento del livello di qualità dei servizi richiesto dai cittadini, la sanità deve necessariamente migliorarsi evolvendo il proprio modello organizzativo, impiegando meglio le risorse di cui dispone, contenendo la spesa entro i limiti imposti dal bilancio dello stato. In questo percorso il ruolo svolto dall'Ict è fondamentale, perché permette di raccogliere e gestire un'enorme mole di informazioni in modalità digitale. Questo è il primo passo per poter procedere nella direzione di un'analisi dei dati, che consente di creare modelli di studio e di gestione del settore sanitario.

Oggi si parla di Governance della Salute. Che cosa significa realmente e come si può arrivare a costruirla?
Parlare di Governance della Salute non siginifica avere solo la disponibilità dei dati a consuntivo, significa fare un passo avanti, creando sistemi che tengano conto della complessità dei processi sanitari. La capacità di raccogliere, correlare ed elaborare informazioni è infatti determinante per conoscere e comprendere i fenomeni socio-sanitari che sono molto complessi e articolati. Il supporto che l'ICT può offrire non si limita però alla sola presentazione di dati e risultati ma si estende alla definizione delle strategie e degli obiettivi aziendali, alla pianificazione delle risorse e delle attività, al controllo e al monitoraggio, in un modello della conoscenza circolare. La capacità informativa diviene pertanto la chiave, insieme ad appropriati strumenti informatici, per realizzare dei sistemi per il supporto alle decisioni che possano operare nelle direzioni di pianificazione, monitoraggio e simulazione, rispondendo alle esigenze di governo espresse dalle Aziende Sanitarie con una soluzione globale e integrata.

In quest'ottica qual è la strategia portata avanti da Santer?
La strategia di Santer è finalizzata a offrire alle Aziende soluzioni di reale supporto ai processi di governo, attraverso proposte e interventi articolati in una duplice direzione: da un lato potenziare l'offerta di sistemi informatici sanitari in ambito gestionale, attraverso soluzioni indirizzate verso aree operative fino a ora marginalmente considerate dal mercato, con l'obiettivo di garantire maggiore capillarità di informazioni disponibili, dall'altro sviluppare una soluzione totalmente innovativa, dedicata al governo della salute.

Quest'ultima, denominata HeGoS (Health Governance Solution), è una suite di soluzioni specifiche per il controllo direzionale in ambito clinico–sanitario, che integra un ambiente di data warehouse, modelli di programmazione e controllo di gestione, modelli di Strategic Performance Analysis, strumenti di what if analysis, aprendo scenari di governo fino a ora possibili solo in modo parziale e frammentato. La soluzione, coerentemente con la visione strategica di Santer, è concepita come un insieme di fasi e processi che, partendo dalla comprensione della domanda e dall'offerta di servizi disponibili, consentono l'impostazione della strategia aziendale, la formulazione del budget, il controllo e il monitoraggio delle attività e dei costi, l'analisi dell'efficienza e la valutazione dell'impatto dei servizi sulla domanda. E' per questa impostazione strategica che riteniamo indispensabile superare il concetto di "controllo di gestione e/o controllo direzionale" in favore del più esteso concetto di "governo della salute". Riteniamo infatti che le soluzioni per il governo della salute debbano basarsi su una conoscenza approfondita di tutti gli elementi che concorrono a formare la domanda di servizi sulla base della quale deve essere impostata l'offerta.

In quest'ottica è indispensabile integrare il sociale, il territorio e la salute, considerare la prevenzione, la cura e l'assistenza. Nel contesto attuale in cui le risorse economiche sono limitate è necessario tracciare queste attività per poterne misurare poi l'impatto sulla salute. Ci sono fattori che è importante considerare e valutare su basi statistiche (gli spostamenti delle persone, l'incidenza di una malattia, la percentuale di cittadini stranieri, ecc.) e che se considerati e analizzati in maniera preventiva possono determinare la creazione di modelli di governance che permettono di creare un sistema più efficiente, attraverso la programmazione della spesa sanitaria.

In questo percorso quale ruolo riveste la Business Intelligence e come vi aiuta a migliorare i vostri sistemi?
Crediamo molto nella Business Intelligence e per questo, quando abbiamo ripensato alla riorganizzazione della società creando delle business unit, abbiamo creato una specifica divisione che si occupa del controllo di gestione e della Business Intelligence. L'utilizzo di sistemi di questo genere è determinante nel percorso della nuova sanità e nella realizzazione di progetti che tengano conto di una maggiore efficienza nell'ambito della salute. Finora si è lavorato su sistemi di data warehouse, ma per costruire quel percorso che abbiamo delineato in precedenza, questi sistemi non sono sufficienti. La Business Intelligence consente di trasformare numeri in informazioni e permette di introdurre nei sistemi analisi di tipo clinico-sanitario, realizzando delle analisi basate sulle patologie. Il cambio di prospettiva è importante, perché viene focalizzata l'attenzione sui percorsi clinici dei pazienti e la programmazione sanitaria può essere gestita in relazione alle specifiche patologie.

La sfida che Santer oggi pone riguarda proprio questo aspetto: espandere i sistemi di governo attraverso strumenti e modelli di analisi in grado di valutare "l'appropriatezza" della cura erogata controllando la coerenza fra le linee guida di indirizzo clinico e il comportamento prescrittivo delle strutture sanitarie. Siamo assolutamente convinti che da questa impostazione scaturirà una maggiore efficacia terapeutica e un deciso miglioramento dell'efficienza delle Aziende Sanitarie.

La collaborazione con SAS che obiettivi si pone e come vi ha aiutato a costruire questi sistemi più idonei allo sviluppo del settore sanitario?
Da tempo siamo consapevoli dell'importanza di inserire nella nostra offerta sistemi di Business Intelligence e abbiamo individuato in SAS, in particolare nell'ultima versione, SAS®9, l'offerta più completa. Serviva un sistema flessibile, in grado di analizzare i dati sia dal punto di vista economico-amministrativo, sia dal punto di vista clinico. In questo modo si riescono a creare percorsi clinici, individuando eventuali similitudini e dissonanze. Lo strumento creato da SAS consente di mantenere notevoli specificità, pur allargando il campo di analisi e di azione. In pratica consente di lavorare su tutte le fasi con precisione e flessibilità. Il sistema è poi costruito su moduli verticali e questo permette di lavorare su diversi livelli: dall'analisi finanziaria a quella della performance delle persone, dagli aspetti strategici a quelli operativi monitorando il processo sanitario a diversi livelli, individuando eventuali carenze ai singoli livelli e intervenendo per rimettere in asse il sistema.

L'infrastruttura di Business Intelligence opera sul data warehouse della soluzione che raccoglie le informazioni sanitarie, cliniche, territoriali e finanziarie prodotte dai sistemi di esercizio. Le informazioni sono organizzate in base a un'architettura dimensionale a "stella" nella quale i valori da esaminare (misure) sono contenuti in "tabelle dei fatti" che definiscono il fenomeno trattato (per esempio per i ricoveri ospedalieri i fatti e, quindi, le misure, potranno essere il numero di giorni di degenza, la valorizzazione del ricovero stesso, il numero dei trasferimenti, le giornate precedenti l'intervento chirurgico, ecc.), mentre gli attributi che servono a caratterizzare il fenomeno e attraverso i quali il fenomeno può essere analizzato sono contenuti nelle tabelle delle dimensioni. La maggior parte delle dimensioni sono comuni a più aree informative, creando in questo modo una correlazione implicita tra diverse tipologie di fenomeni. Per esempio l'area tematica relativa alle prestazioni ambulatoriali può essere correlata con l'area relativa ai consumi farmaceutici e all'area dei ricoveri ospedalieri, rendendo possibili analisi finalizzate a individuare le classi di assistiti che generano maggiori consumi.

E questo consente di creare un percorso migliore nel settore sanitario?
Certamente. Senza la Business Intelligence è molto complicato, se non impossibile, costruire modelli predittivi che consentano di effettuare anche simulazioni; modelli che non siano solo fatti di dati e numeri, ma che considerino gruppi di pazienti o anche un paziente unico. Non si può pensare di monitorare il processo sanitario senza disporre di dati legati al paziente. Mentre finora si erano analizzati solo gli aspetti più gestionali, oggi possiamo costruire un processo di curva legato al paziente. In pratica, grazie alle tecnologie di Business Intelligence, è possibile realizzare analisi e approfondimenti sulla domanda e sull'offerta sanitaria, arrivando in prospettiva alla creazione di un percorso virtuoso, che tenga conto dei molti fattori che caratterizzano il buon andamento del settore. Poter realizzare questo tipo di lavoro significa adoperarsi per una sanità più efficiente, oggi indispensabile per il bene del cittadino, ma anche per il bene del Paese.

Trovate questa testimonianza su itasascom (2/2005) - la rivista periodica di fatti, informazione e cultura del mondo SAS.
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Esigenza di Business:
Espandere i sistemi di governo attraverso strumenti e modelli di analisi in grado di valutare "l'appropriatezza" della cura erogata, controllando la coerenza fra le linee guida di indirizzo clinico e il comportamento prescrittivo delle strutture sanitarie.

Lo strumento creato da SAS consente di mantenere notevoli specificità, pur allargando il campo di analisi e di azione. In pratica consente di lavorare su tutte le fasi con precisione e flessibilità. Il sistema è costruito su moduli verticali e questo permette di lavorare su diversi livelli: dall'analisi finanziaria a quella della performance delle persone, dagli aspetti strategici a quelli operativi monitorando il processo sanitario a diversi livelli, individuando eventuali carenze ai singoli livelli e intervenendo per rimettere in asse il sistema.

Daniela Novelli

Direttore Generale

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    Testimonianza tratta da


    Numero 2, 2005