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Il reporting epidemiologico come strumento di pianificazione

Raccolta e analisi centralizzata dei flussi informativi per il monitoraggio delle condizioni di salute della popolazione.

In ottica di riorganizzazione della spesa sanitaria, l'Assessorato Regionale alla Salute della Regione Siciliana ha rivoluzionato le modalità di comunicazione e il modello di programmazione e indirizzo a favore di una più efficiente gestione del sistema. Nonché una miglior valorizzazione del patrimonio informativo raccolto dall'Osservatorio Epidemiologico Regionale. Secondo Lucia Borsellino, Assessore alla Salute è necessario un modello di gestione del sistema sanitario di tipo manageriale e lontano dalla politica. «Solo conoscendo i flussi informativi e incrociando i dati di tutto il sistema sanitario regionale è possibile razionalizzare la spesa e superare la logica dell'indebitamento per passare a una dimensione più̀ concreta del principio di equità̀ economica e di tutela della salute». Dal canto suo, Ignazio Tozzo, Direttore Generale dell'Osservatorio Epidemiologico Regionale sottolinea "l'esigenza di collocare il tema della programmazione della spesa sanitaria all'interno di un nuovo sistema di rapporti tra Stato ed Enti locali, che deve fondarsi su principi di responsabilità, sostenibilità e razionalità per colmare gli squilibri territoriali."

Analisi di qualità e monitoraggio efficiente della salute del cittadino

"Tracciare il profilo dettagliato delle condizioni di salute della popolazione e l'andamento dei fattori che determinano stati di malattia e di rischio con la formulazione di report periodici è uno degli obiettivi dell'Osservatorio – spiega Salvatore Scondotto, Dirigente del Servizio Osservatorio Epidemiologico. - In questo modo, è possibile conoscere i trend delle patologie, la loro suddivisione tra croniche e acute, la consistenza delle strutture sanitarie, gli aspetti riguardanti la funzionalità delle strutture con particolare riguardo ai carichi di lavoro e alle esigenze della domanda."

Sebastiano Pollina-Addario e Salvatore Scondotto Le finalità operative si traducono nello sviluppo e utilizzo di strumenti e metodi epidemiologici per la valutazione dello stato di salute, delle prestazioni e dei servizi. "Abbiamo utilizzato anche metodi e protocolli di valutazione di esito degli interventi e di efficacia delle prestazioni di ricovero nelle strutture siciliane – afferma Scondotto. Le attività si svolgono in coerenza con i temi di programmazione sanitaria nazionale e in raccordo con la pianificazione in tema di prevenzione del Ministero della Salute e del Centro Controllo delle Malattie."

Il compito dell'Osservatorio è di interfacciarsi con tutte le aziende sanitarie della Regione, sia locali sia ospedaliere. "I destinatari finali – specifica Scondotto - sono le strutture regionali che si occupano di programmazione e le aziende sanitarie. Precedentemente, lavoravamo con poche banche dati incomplete, rilevazioni ad hoc e numeri contenuti. Oggi, ci confrontiamo con una mole crescente di dati che non è più possibile gestire manualmente.

Qualità e controllo per una maggiore efficienza

L'approccio analitico – spiega Sebastiano Pollina Addario, Analista e Responsabile elaborazione dati dell'Osservatorio Epidemiologico, ha prodotto un cambiamento nei processi operativi di gestione dei dati grazie all'integrazione dei flussi informativi provenienti dalle strutture ospedaliere e dal registro delle cause di morte. Quest'anno, abbiamo raggiunto l'obiettivo di avere una banca dati integrata in grado di monitorare tutta la popolazione e i flussi sanitari correnti – dai farmaci alla specialistica ambulatoriale – creando la Banca dati degli assistibili della Sicilia».

Secondo Pollina Addario, i dati hanno confermato la buona programmazione sanitaria a livello regionale e l'analisi di questi dati ha permesso di rilevare, in alcune aziende sanitarie regionali, consumi delle risorse più alti rispetto a quelli attesi e di creare una sorta di "mappa" sanitaria regionale. Siamo riusciti a raggruppare la popolazione per gruppi di patologia, distinguendo tra pazienti acuti (45%) e cronici (36%). Le provincie con un maggiore livello di attrazione di pazienti provenienti da altre aree dell'isola coincidono con le tre provincie metropolitane di Catania, Messina, Palermo. Tassi di ospedalizzazione elevati sono stati rilevati, invece, nelle provincie di Enna e Caltanissetta in controtendenza rispetto alle attese. Tutti questi elementi sono fattori critici per la programmazione efficiente delle risorse economiche».

L'analisi della mobilità intraregionale ed extraregionale si traduce in un vantaggio in termini di pianificazione e controllo perché permette di correggere l'erogazione dei servizi sanitari. «La mobilità sanitaria ha un impatto negativo sulla programmazione della spesa. L'analisi dei dati – precisa Scondotto – ci ha permesso di evidenziare una mobilità intorno all'80%, ma anche di rilevare una falsa mobilità determinata da pazienti che pur vivendo fuori regione, continuavano a mantenere la residenza in Sicilia».

Sviluppi futuri

"L'obiettivo che ci proponiamo – spiega Pollina Addario – è di individuare grandi gruppi di aggregazione per patologie per costituire dei trend di osservazione attraverso l'integrazione delle diverse fonti, fino ad avere un profilo dei pazienti a partire dall'utilizzo dei servizi. Inoltre, sappiamo che esiste anche una mobilità attiva, cioè pazienti che scelgono di venire in Sicilia per farsi curare, e ci proponiamo di monitorare anche questo flusso di dati per avere un quadro più completo dei servizi erogati dalla sanità regionale."

Articolo tratto da itasascom, 3/2013
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Regione Siciliana

Esigenza di Business:

Tracciare il profilo dettagliato delle condizioni di salute della popolazione e l'andamento dei fattori che determinano stati di malattia e di rischio con la formulazione di report periodici.

L'approccio analitico, ha prodotto un cambiamento nei processi operativi di gestione dei dati grazie all'integrazione dei flussi informativi provenienti dalle strutture ospedaliere e dal registro delle cause di morte. Quest'anno, abbiamo raggiunto l'obiettivo di avere una banca dati integrata in grado di monitorare tutta la popolazione e i flussi sanitari correnti – dai farmaci alla specialistica ambulatoriale – creando la Banca dati degli assistibili della Sicilia.