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Un gigante dai piedi di acciaio

I Business Analytics di SAS aiutano POSCO a ottimizzare i processi produttivi e a migliorare le performance, con un ROI che si attesta a 15.5 milioni di dollari

Nel 2003 è stata definita "l'azienda più competitiva del mondo" da World Steel Dynamics, società di ricerca specializzata nel settore siderurgico, e "Master of the Web" dalla rivista Business Week. Nel 2005 ha ricevuto dalla rivista Fortune la prestigiosa qualifica di "most admired company" su scala mondiale. Non stiamo parlando di una banca online o di qualche iniziativa che ha costruito le proprie fortune sulla virtualità del cyberspazio.

Stiamo parlando di un'industria pesante, che affonda le proprie radici nelle solide fondamenta del "brick and mortar", cioè di POSCO, il più importante produttore mondiale di acciaio che ha sede a Pohang nella Corea del Sud. A dispetto di una notorietà che varca abbondantemente i confini nazionali, POSCO è, per così dire, un gigante "gentile", modesto nel commentare un successo che ha portato i suoi prodotti fino ai quattro angoli del globo. Del resto, lo slogan dell'azienda recita "Muoviamo il mondo in silenzio", dove l'accento è appunto sul "silenzio".

La strategia Six Sigma in azione
Costituita nel 1968, POSCO conta due grandi stabilimenti produttivi e circa 19.000 dipendenti, che producono annualmente 28,5 milioni di tonnellate di acciaio. Nel 2004, POSCO ha registrato un utile netto di oltre 3,6 miliardi di dollari, su un fatturato complessivo che sfiora i 19 miliardi, ed è presente in tutto il mondo con 24 filiali e 17 sedi commerciali. Per un'impresa di questa portata, una strategia di performance management come Six Sigma può produrre effetti rilevanti sulla profittabilità complessiva. A due condizioni, però: da un lato, il commitment del management e dall'altro l'adozione di soluzioni IT mirate e flessibili. Come sottolinea Ill-Chul Shin, responsabile del progetto Six Sigma presso POSCO, "Six Sigma ha coinvolto l'intera azienda ed è stata voluta e guidata in prima persona da Ku-Taek Lee, il nostro CEO".

Una metodologia di problem solving
"La filosofia che ispira Six Sigma – prosegue Shin – può essere sintetizzata con la massima: lavorare con più intelligenza per lavorare di meno. Si tratta di un approccio di ottimizzazione e di problem solving che viene applicato a tutte le attività aziendali". Six Sigma valuta la performance di un processo in base a una metrica predefinita: più elevato è l'indice sigma, migliori sono i risultati del processo in termini di qualità e di soddisfazione del cliente. L'indice sei è il nirvana: quasi zero difetti, cioè 3,4 difetti su 1 milione. Nella metodologia Six Sigma, la qualità va a braccetto con la velocità: individuare e analizzare i fattori più significativi significa scoprire il 20% dei fattori cruciali che determinano l'80% dei problemi. Negli ultimi anni, POSCO ha varato un programma di innovazione incentrato appunto su Six Sigma: finalizzato ad aggiornare processi e pratiche che duravano inalterati da almeno tre decenni, si è rivelato decisivo per incrementare efficienza e competitività.

L'ottimizzazione dei processi dà buoni risultati
Altrettanto decisiva si è rivelata l'adozione delle soluzioni SAS. In una prima fase, la tecnologia SAS è stata impiegata per estrarre, trasformare e trasferire i dati provenienti dai sistemi ERP e legacy nel data warehouse, rendendo così disponibili all'analisi dati puliti e certificati. Nella seconda fase, le soluzioni SAS sono state determinanti sia per tracciare l'implementazione del programma, sia per sottoporre i processi ad analisi. "Ora – riprende Shin – tutto quello che bisogna fare per conoscere lo stato di un progetto è entrare nel portale Six Sigma e scegliere il nome del progetto o del responsabile. La soluzione SAS raccoglie automaticamente tutti i dati relativi e ci consente di monitorarlo su base giornaliera o mensile". Tutti gli utenti abilitati possono accedere alle informazioni per conoscere le performance dell'azienda. I risultati sono di tutto rispetto: riduzione del 50% del tempo di attraversamento per la produzione di coil laminati a caldo (da 30 a 14 giorni) e abbattimento del 60% delle scorte (da 1 milione a 400mila tonnellate). In più, introduzione di processi di innovazione e di ottimizzazione, come l'e-procurement, per accelerare i cicli di pianificazione e di vendita.

Un drastico risparmio nei costi
L'implementazione della metodologia Six Sigma ha permesso di allineare i processi di business alla strategia aziendale, massimizzando la soddisfazione dei clienti e degli stakeholder. Con risultati a dir poco stupefacenti. "SAS è stata la scelta migliore – spiega Shin – perché la maggior parte delle soluzioni Six Sigma pacchettizzate non sono in grado di gestire enormi volumi di dati come i nostri e offrono un set molto limitato di funzionalità analitiche. Il nostro obiettivo prioritario, invece, era scoprire le interazioni tra i fenomeni, che per lo più sono nascoste e di tipo non lineare. Analogamente, molti strumenti di reporting falliscono al compito di evidenziare nuove informazioni. Se avessimo deciso di non avvalerci di SAS, saremmo stati costretti a ricorrere a una molteplicità di prodotti eterogenei. SAS al contrario ci permette di manipolare e di analizzare i dati senza soluzione di continuità, tramite un singolo diagramma di flusso presente nella interfaccia utente. In più, ci permette di scegliere il modello più appropriato caso per caso e questo aumenta oltre misura la flessibilità del sistema".

I modelli analitici fanno bene al ROI
Come esempio di applicazione del progetto Six Sigma, Shin cita il tasso di sfridi nella lavorazione dei coil a caldo, che si attestava a un livello inaccettabile: "L'analisi statistica tradizionale non sarebbe stata di grande aiuto. Solo i modelli analitici di SAS ci hanno permesso di esaminare a fondo le singole componenti del processo fisico di produzione. Il risultato è che abbiamo ridotto drasticamente il tasso degli sfridi dal 15% all'1,5%, con un ROI che ammonta a circa 150mila dollari solo per questa fase del processo". Un altro esempio riguarda le forti variazioni che si registravano nella lavorazione dei coil a freddo per linea produttiva, per pezzo e per specifica. Utilizzando SAS per individuare le cause di questa variabilità e per isolare i fattori determinanti, POSCO è stato in grado di introdurre sostanziali miglioramenti nelle procedure operative, che hanno portato a un ritorno annuo degli investimenti pari a 1,2 milioni di dollari.

Con SAS, un approccio di intelligence
"SAS – conclude Shin – non solo ha migliorato la qualità dei risultati, ma ha anche accorciato la durata dei cicli di analisi. Ora il nostro obiettivo è quello di radicare la metodologia Six Sigma nella cultura dell'intera azienda e di acquisire una visibilità in tempo reale delle nostre performance. Si tratta di adottare un approccio di intelligence predittiva capace di prevenire l'insorgere dei problemi e di apportare le correzioni necessarie prima che essi si manifestino. SAS ha contribuito in modo diretto a ottenere un ROI di 14 milioni di dollari nel progetto Six Sigma e di 1.5 milioni in altri progetti: un risultato veramente impressionante, ottenuto per di più in meno di due anni."

Testimonianza tratta da itasascom - la rivista periodica di fatti, informazione e cultura del mondo SAS.
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POSCO

Esigenza di Business:
Ottenere le migliori performance dalla strategia Six Sigma utilizzata per incrementare la qualità dei processi e la produttività.

SAS ha contribuito in modo diretto a ottenere un ROI di 14 milioni di dollari nel progetto Six Sigma e di altri 1.5 milioni in altri progetti: un risultato veramente impressionante, ottenuto per di più in meno di due anni

Ill-Chul Shin

Responsabile del Progetto Six Sigma presso POSCO