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Quando la modellizzazione è strumento di governo

La Ragioneria Generale dello Stato, attraverso Consip, ha adottato un sistema SAS per la valutazione dell'impatto delle riorganizzazioni strutturali dei ministeri.

Basta sfogliare le pagine economiche dei maggiori quotidiani per accorgersi che i temi correlati con la previdenza sono costantemente all'ordine del giorno. E non c'è da stupirsi, se solo si pensa che la spesa pensionistica assorbe in Italia circa un terzo delle uscite statali complessive e arriva a sfiorare il 14% del Pil. In questo quadro, la previsione delle dinamiche evolutive di spesa nel medio e lungo periodo assume una valenza strategica per gli organi di governo in generale e per il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) in particolare.

Consip, la società per azioni del MEF che ha, tra le altre, la missione di fornire consulenza tecnologica e organizzativa, fornisce una stretta collaborazione nel prevedere l'andamento delle variabili macroeconomiche ed elaborare modelli previsionali di medio e lungo periodo relativi alla spesa sociale.

Valutare l'impatto dei flussi pensionistici sull'organizzazione
L’elaborazione dei modelli, e il loro costante affinamento, è appunto uno dei compiti istituzionali dell’Area Modelli di Previsione, attiva presso Consip, che si avvale delle tecnologie analitiche e predittive di SAS per governare le difficoltà operative insite nella modellizzazione di fenomeni così complessi: basti solo pensare alla ripartizione dei dati in più fondi pensionistici, all'estensione dell'orizzonte previsivo (circa 50 anni) e alla necessità di una forte parametrizzazione necessaria per gestire svariate ipotesi normative. Due recenti progetti basteranno a esemplificare l'impegno della unità organizzativa.

"Il primo progetto – spiega Alessandra De Castro, Consulente di Tematica presso Consip – scaturisce dall’esigenza di fornire al Servizio Dipartimentale per gli Affari Generali uno studio sulla distribuzione del personale dipendente presso la Ragioneria Generale dello Stato per valutare gli effetti dei flussi pensionistici sull’organizzazione degli uffici centrali e periferici nell’arco temporale di un quinquennio”.

Scenari di medio termine con granularità fine
Lo studio esplorativo preliminare ha prodotto una prima versione del modello previsionale che ha permesso di quantificare l’evoluzione del personale fino al 2011, in base alle cessazioni previste nei diversi anni sia per il raggiungimento dei limiti di età (pensioni di vecchiaia), sia per la maturazione dei requisiti contributivi (pensioni di anzianità). In una seconda fase, il modello, caratterizzato da un intervallo previsivo di medio termine, è stato rivisto e migliorato, a partire da un’analisi dettagliata della base dati in modo da ottenere una maggiore ricchezza informativa sulla distribuzione delle caratteristiche individuali in materia di pensionamento. “Il dettaglio più fine delle nuove basi dati – sottolinea Alessandra De Castro – e la maggiore articolazione degli algoritmi hanno consentito sia di ridurre e misurare il grado di incertezza delle previsioni, sia di simulare con maggiore realismo gli effetti di eventuali mutamenti normativi in materia di pensionamento. Ciò ha reso possibile la costruzione di veri e propri scenari di medio termine, utilizzabili per ottimizzare l’organico della Ragioneria Generale sotto il profilo territoriale e professionale”.

Il modello previsionale della spesa pubblica
Il secondo progetto è relativo all'affinamento e allo sviluppo del modello previsionale della spesa pubblica per pensioni rispetto al Pil. "Le finalità del progetto – interviene Cristina De Cecco, Consulente di Tematica presso Consip – sono molteplici: valutare le tendenze di medio e lungo periodo nell’ambito di scenari demografici ed economici alternativi, quantificare l’impatto strutturale delle variazioni normative, fornire all’amministrazione strumenti per monitorare la spesa nel breve periodo, analizzare le proprietà di convergenza del sistema e supportare l’attività pre-legislativa con dati analitici esplicativi”.

Si tratta di un modello multistato, caratterizzato da processi stocastici markoviani: le variabili monetarie sono espresse in termini di valore medio, ma viene determinata una distribuzione di probabilità intorno alla media per trattare i problemi delle fasce e delle soglie. Un modello di estrema complessità strutturale, come si intuisce, la cui evoluzione nel tempo sarebbe impensabile senza il supporto di un tecnologia analitica adeguata e di una sapiente programmazione: "per dare un'idea del volume dei dati che SAS deve elaborare – conclude Cristina De Cecco – basti pensare che il modello gestisce 14 fondi pensionistici, fasce di età che spaziano da 14 a 107 anni per 51 anzianità contributive, tre stati assicurativi, tre regimi pensionistici e quattro categorie di pensione, per un totale di oltre un milione di possibili posizioni".

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Esigenza di Business:
Prevedere l'andamento delle variabili macroeconomiche ed elaborare modelli previsionali di medio e lungo periodo relativi alla spesa sociale. 
Soluzione:
Le soluzioni analitiche SAS per il Forecasting. 

Il dettaglio più fine delle nuove basi dati e la maggiore articolazione degli algoritmi hanno consentito sia di ridurre e misurare il grado di incertezza delle previsioni, sia di simulare con maggiore realismo gli effetti di eventuali mutamenti normativi in materia di pensionamento. Ciò ha reso possibile la costruzione di veri e propri scenari di medio termine, utilizzabili per ottimizzare l’organico della Ragioneria Generale sotto il profilo territoriale e professionale.

Alessandra De Castro

Consulente di Tematica presso Consip

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