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Cremona, verso un puntuale governo clinico

Fare simulazioni, produrre report, conoscere come si lavora, come si presta servizio agli assistiti. Per giungere, a tendere, a fare ancora di più. Alla base, il cuore pulsante del data warehouse. L'esperienza raccontata da G. Walter Locatelli, Direttore Generale dell'ASL della Provincia di Cremona.

L'ASL Provincia di Cremona ha realizzato un progetto relativo alle analisi delle prescrizioni di medicinali e alla classificazione degli assistiti, con la collaborazione di SAS, che qui commentiamo con il Direttore Generale.

Da quanto tempo è attivo il progetto?
Da diversi anni (a partire dal 2004) l’Azienda Sanitaria Locale della provincia di Cremona si è dotata di un data warehouse aziendale al fine di analizzare gli eventi sanitari del territorio. Lo scorso anno è partito il nuovo progetto di aggiornamento tecnologico del sistema, in quanto l’azienda sentiva la necessità di utilizzare strumenti più aderenti alle crescenti esigenze aziendali e maggiormente in grado di gestire l’imponente mole di dati storici. Con il supporto di Santer Reply, società partner SAS, che opera da anni nel settore della Business Intelligence in ambito sanitario, abbiamo progettato un percorso che prevede l’adeguamento tecnologico degli strumenti. È  in via di ultimazione il rilascio del sistema di Controllo di Gestione che utilizza il modulo Financial Management di SAS, e la ingegnerizzazione di flussi consolidati, quali ad esempio la  cosiddetta Banca Dati Assistiti (BDA), analisi di complessità epidemiologica che consente la classificazione degli assistiti sulla base delle patologie prevalenti, realizzata a Cremona dal 2004.

Quali risultati vi attendete? Sono già state fatte analisi sulle informazioni raccolte?  
Ci sono grandi aspettative nei confronti di questo progetto. Le nostre aspettative (nei confronti del progetto realizzato con SAS) riguardano risultati d'analisi che consentano di perseguire nel modo più efficace possibile l'appropriatezza nell'attività sanitaria che compete all'ASL. Ad esempio sono state realizzate diverse analisi, in particolare riguardo all'appropriatezza delle prescrizioni, sia dal punto di vista clinico, che epidemiologico, che economico. Altro ambito di sicuro interesse sono le prestazioni degli enti erogatori del territorio, che possono anch'esse essere analizzate e raffrontate sia dal punto di vista sanitario che economico. Il progetto prevede anche una semplificazione delle attività atte al recupero e alla verifica della qualità delle informazioni raccolte, tema sempre delicato in un ambito così ampio e variegato come quello in cui opera la ASL.

Questo genere di informazioni statistiche viene utilizzato solo a livello statistico o ha anche un risvolto operativo? A quali livelli della ASL vengono condivise le informazioni?  
All'interno dell'ASL, la condivisione delle informazioni avviene a livello dei responsabili dipartimentali (Dipartimento Cure Primarie, Dipartimento Programmazione Acquisto e Controllo-PAC, Dipartimento di Prevenzione Medico, ecc..). Le informazioni ottenute, che non sono solo "statistiche", ma hanno anche valenza economica, consentono un costante monitoraggio del punto di incontro presente sul territorio della domanda e dell'offerta di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, conoscenza fondamentale per qualsiasi tipo di orientamento e valutazione nell'ambito di competenza.

Che tipo di feedback potrà essere fornito ai Medici di Medicina Generale?
Occorre premettere che la figura del Medico di Medicina Generale (MMG) e del Pediatra di Libera Scelta (PLS) è centrale per una corretta e puntuale risposta ai bisogni dei cittadini; per questo è estremamente utile poter disporre di analisi di dettaglio sui loro assistiti e poter rendere utili questi dati, in un costante rapporto di collaborazione e informazione. I medici ricevono periodicamente a questo scopo documentazione in materia. E' a cura dell'azienda l'invio di una scheda riassuntiva periodica (Scheda Medico), dove vengono prodotti report e analisi relative alle attività svolte nel periodo di riferimento (informazioni sanitarie relative a ricoveri, specialistica ambulatoriale e farmaci per i propri pazienti). I report contengono riferimenti clinico-statistici (ad esempio la tipologia dei pazienti) ed economici (costi medi di prestazioni – farmaci prescritti, analisi sui picchi di costo ecc.). La scheda consente al singolo medico di raffrontare le proprie attività con quelle medie dei medici della stessa associazione, nonché del distretto di appartenenza e dell'ASL nel suo complesso.

Sono emerse particolari novità o scostamenti dalle analisi presunte? Ossia, sono stati riscontrati elementi anomali, per esempio in termini di prescrizioni?  
A Cremona, l’attività di realizzazione e distribuzione delle Schede Medico è svolta da tempo; ora, grazie al progetto in ambiente SAS, si è passati a una ingegnerizzazione del flusso, che ha portato e porterà evidenti migliorie in termini di tempi di rilascio e rispondenza alla necessità di condivisione delle informazioni. Qualora emergano scostamenti o elementi anomali (come avvenuto ad esempio nel caso di fenomeni di “fuga”, cioè di cittadini che, ai fini dell’erogazione di determinate prestazioni, si rivolgano a strutture esterne al territorio) essi sono oggetto di attenta valutazione da parte dei responsabili  dell’ASL.

Il suo ruolo le consente di osservare i cambiamenti della sanità pubblica da un punto di vista di strategia e obiettivi complessi. Come ritiene che la tecnologia possa supportare il controllo dei costi, la migliore gestione e organizzazione delle strutture?  
La tecnologia  è sicuramente di supporto all’analisi e al controllo degli eventi sanitari. Detto questo, l’ordine di grandezza dei costi tecnologici è molto inferiore a quello delle attività monitorate e quindi gli investimenti tecnologici a riguardo appaiono più che giustificati. Oltre a ciò la diffusione delle informazioni, garantita dalla tecnologia a livello aziendale, fornisce adeguati strumenti operativi ai responsabili, consentendo loro una tempestiva e adeguata attività di controllo.

Progetti del genere non hanno solo l'obiettivo di verificare gli scostamenti dalle previsioni di spesa. Indicano anche la direzione verso la quale le ASL si stanno muovendo. Verso quale direzione sta andando la struttura che lei dirige?
In Regione Lombardia, rispetto alla realtà nazionale, il ruolo dell'ASL è orientato a garantire ai cittadini il reale soddisfacimento dei bisogni in termine di salute che ciascuno porta nel percorso della propria vita. In questo senso l'attività di programmazione, acquisto e controllo, tipica dell'ASL, è fondamentale: occorre garantire che bisogni sanitari reali siano soddisfatti da attività sanitarie svolte nel miglior modo possibile da soggetti pubblici o privati, nell'assoluto rispetto degli elevati standard di qualità previsti dalla nostra Regione: in questo contesto, la tecnologia offerta da un data warehouse si inserisce perfettamente, in quanto mette a disposizione gli adeguati strumenti di monitoraggio, negoziazione e valutazione. E' comunque importante tenere sempre presente che la valutazione finale è in carico a uomini, a professionisti che devono garantire la necessaria e doverosa capacità di risposta.

Articolo di Elena Giordano tratto da Management della Sanità.
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ASL della Provincia di Cremona

Esigenza di Business:
Disporre di strumenti tecnologici capaci di analizzare gli eventi sanitari del territorio al massimo livello di dettaglio e ottimizzare le attività di monitoraggio, acquisto e controllo dell'ASL.
Soluzione:
Grazie al progetto realizzato in ambiente SAS sono state effettuate analisi riguardanti l'appropriatezza delle prescrizioni, da un punto di vista clinico, epidemiologico ed economico. Vengono inoltre analizzate le prestazioni erogate dagli enti del territorio e semplificate le attività di recupero e verifica della qualità delle informazioni raccolte.

La tecnologia  è sicuramente di supporto all’analisi e al controllo degli eventi sanitari. Detto questo, l’ordine di grandezza dei costi tecnologici è molto inferiore a quello delle attività monitorate e quindi gli investimenti tecnologici a riguardo appaiono più che giustificati. Oltre a ciò la diffusione delle informazioni, garantita dalla tecnologia a livello aziendale, fornisce adeguati strumenti operativi ai responsabili, consentendo loro una tempestiva e adeguata attività di controllo.

G. Walter Locatelli

Direttore Generale dell'ASL Provincia di Cremona