Il riuso nelle amministrazioni pubbliche, un argomento di attualità che
sta assumendo un ruolo sempre più strategico come strumento
di progetto per conseguire significativi risparmi, disporre di soluzioni
già consolidate, avvalersi di modelli di processo e analisi
già attuate o condividere e capitalizzare esperienze e sistemi
di valore.
Alla base del riuso, regolamentato dal Codice digitale della
PA, c’è condivisione, sviluppo congiunto, collaborazione
tra i diversi attori della PA. Le Pubbliche Amministrazioni titolari
di programmi applicativi realizzati su specifiche del committente
pubblico sono tenuti a darli in uso gratuito ad altre amministrazioni
pubbliche che ne fanno richiesta per adattarli alle proprie esigenze.
Chi offre può diventare anche cliente.
Contenere i costi di
ideazione e manutenzione, permette di impiegare le risorse così recuperate
per reinvestirle in nuovi progetti. Un approccio che permette anche
di dividere i costi di manutenzione
e miglioramento, che spesso vengono sottostimati. Oltre ad evitare
progetti duplicati e sprechi.
SAS ha abbracciato sin dall’inizio l’idea di condividere
le proprie soluzioni e tecnologie in un ottica di riuso, facendo un
censimento delle amministrazioni potenzialmente interessate a entrare
nella community.
SAS si prefigge di agire come facilitatore
del riuso, mettendo in contatto amministrazioni pubbliche, agevolando
la condivisione
di progetti di successo promuovendo iniziative ed eventi sull’argomento.
Le
amministrazioni possono quindi focalizzarsi sui progetti che hanno
già portato reali benefici, evitando di iniziare progetti o
programmi ad hoc, causa di sprechi e costi. Trasferire ad altri un
modello o una architettura software di successo, attraverso lo scambio
e il confronto, diventa un’inestimabile fonte di valore in
grado di generare ricchezza prodotta dagli stessi utenti.
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