Per un’azienda come SSB, che ha nel cosiddetto
card processing il fulcro della propria attività (più di
33 milioni di carte di pagamento, presenza in 7 paesi europei e 5
miliardi di transazioni complessive gestite durante il 2004), introdurre
e sviluppare un progetto di automatizzazione del processo
di Service Level Management era un’esigenza quasi inevitabile. I numerosi
contratti di servizio stipulati dall’azienda con i propri clienti
comportano una gestione estremamente complessa. In alcuni casi, infatti,
occorre prevedere il calcolo dei livelli di servizio rispetto
a clienti “diretti”;
in altri casi, invece, qualora il cliente risulti a sua volta un
erogatore di servizi, il controllo dei livelli può essere
svolto per conto terzi con differente granularità.
Per tipologie
di servizi come il card processing – spiega Renato
Martucci,
responsabile Governance & Service Management di SSB – “la
struttura contrattuale può articolarsi in un ordine gerarchico
a forma di albero, in cui si trovano disposti diversi livelli di
clienti per ciascuno dei quali è necessario rilevare il livello
di servizio corrispondente. Nel nostro progetto, avviato alla fine
del 2004 in collaborazione con SAS, per ciascun servizio
ritenuto critico abbiamo individuato specifici KPI concernenti, per
esempio, la disponibilità dei servizi e dell’infrastruttura,
i tempi di autorizzazione, la percentuale delle transazioni occorse
nelle
differenti modalità, il rispetto dei cut-off di procedure
particolari e altro ancora.
Analogamente, per ciascuno
dei servizi e degli indicatori sono stati definiti degli accordi
di servizio
riguardanti la periodicità del contratto (settimanale, mensile,
trimestrale), i target e gli orari da rispettare, provvedendo nondimeno
a distogliere dal novero dei calcoli statistici i periodi eccezionali
e le interruzioni pianificate in base alla responsabilità degli
eventi. In definitiva, per garantire una puntuale service integration
lungo l’intera catena del valore, abbiamo introdotto una nuova
procedura di misurazione di tipo industriale al posto di una artigianale,
che, peraltro, risultava non solo più onerosa e sempre soggetta
a possibili errori ma anche limitata dalla sua manualità,
e quindi suscettibile di contestazioni”.
Le caratteristiche della soluzione
Tra i motivi principali che hanno spinto
SSB a razionalizzare e ad automatizzare il proprio processo
di Service
Level Management (SLM) vi sono da un lato la certezza di incrementare
ulteriormente la qualità del servizio erogato (così da
intervenire sul fronte dei costi e al contempo evitare qualunque eventuale
disequilibrio tra la qualità del servizio misurata e quella
percepita dal cliente), dall’altro l’opportunità di
avvalersi di un automatismo estremamente avanzato adatto a un contesto
multi-sistemico e sufficientemente userfriendly anche in presenza di
quantità assai rilevanti di dati. In particolare, sottolinea
Renato Martucci, “gestire i livelli di servizio con gli
strumenti SAS ci ha permesso di avvalerci di una soluzione indubbiamente
molto affidabile e in grado di adeguarsi con sorprendente semplicità alla
nostra struttura servizi contratti”.
La soluzione, precisa Renato
Martucci, opera in due ambiti: “Sia nella fase di Service Level
Analysis, volta a rilevare gli indicatori che riguardano il servizio
che ci viene assicurato dal nostro ambito IT, sia nella fase di Service
Level Agreement, che punta al controllo dei contratti di servizio redatti
tra l’azienda e i propri clienti, valutando, secondo precise
scadenze, il rispetto dei target previsti e quindi calcolando all’occorrenza
eventuali score e penali. Nell’intervallo tra l’una e l’altra è possibile
inserire manualmente un’informazione attraverso un’azione
di netting, ossia di correzione delle eventuali interruzioni di servizio
stabilite in accordo con il cliente”. La soluzione investe più ambiti
di processo, ovvero l’interfaccia verso le strutture
operazionali,
cioè log di strumenti di monitoraggio, log
applicativi, database
o strutture dati preelaborate; i processi di ETL,
che riguardano la certificazione
delle fonti dati, la documentazione
e la gestione dei processi di caricamento attraverso metadati; la redazione
del catalogo dei KPI; l’aggregazione automatica
degli indicatori per componenti e servizi, il calcolo
automatico degli SLA e il reporting.
In direzione della qualità
La soluzione di Service Level Management che è stata
introdotta in SSB è strutturata
in queste cinque fasi: l’identificazione dei dati, l’estrazione,
le procedure di calcolo, la presentazione dei risultati attraverso
la distribuzione dei report ai clienti e il confronto tra gli SLA concordati
e i livelli di servizi forniti. In seguito al confronto
tra i diversi livelli di servizio erogati, può verificarsi l’esigenza
di dover provvedere alla revisione complessiva dei sistemi o eventualmente
d’intervenire apportando opportune modifiche che garantiscano
il miglioramento dello stesso livello di servizio. “Intorno alla
metà del 2005 – aggiunge Renato Martucci –, dopo
aver concluso le fasi di analisi e di scelta del software, il nuovo
sistema è partito con lo scopo di riuscire a introdurre entro
la fine del 2006 tutti i principali indicatori all’interno del
processo di gestione. Abbiamo inoltre messo in programma di utilizzare
e di capitalizzare nel più proficuo dei modi le opportunità
che il sistema ci offre anche in materia di reporting. A questo riguardo,
infatti, abbiamo previsto di trasferire i report sul portale, in modo
da renderli accessibili agli utenti in base a specifiche profilature.
Sebbene i lavori d’implementazione del progetto debbano essere
ancora conclusi, i primi importanti riscontri non si sono fatti
attendere in termini di esattezza e qualità delle procedure di rilevazione,
di risparmio temporale, di precisione e di univocità delle informazioni
in virtù della prospettiva centralizzata garantita dagli indicatori,
di riduzione delle contestazioni e, in generale, di soddisfazione dei
nostri clienti”.
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