Sigma-Tau: un’azienda che ha per obiettivo la qualità della
vita dell’uomo e la sua salute. E per questo presidia tutte
le aree terapeutiche di rilevante importanza clinica. Con ingenti
investimenti in Ricerca e Sviluppo. Nell’ottica di ottimizzare
e razionalizzare i processi aziendali nel campo della farmacovigilanza,
e per poter rispondere più efficacemente ai requisiti di
legge in quest’ambito, Sigma-Tau ha intrapreso un progetto
di automazione dei processi di “safety”, che comprende
l’utilizzo di strumenti di farmacovigilanza predittiva per
l’analisi dei segnali deboli - la cosiddetta “Signal
Detection” con l’obiettivo di anticipare, e poter
quindi minimizzare, eventuali rischi connessi all’uso dei
farmaci.
Ma cosa, si intende esattamente con il termine farmacovigilanza?
Secondo quanto riportato nel volume 9A delle regole che governano
i farmaci nell’Unione Europea, la farmacovigilanza è stata
definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come "la
scienza e le attività connesse alla identificazione, alla
valutazione, alla comprensione e prevenzione degli effetti avversi
o di altri problemi connessi all’utilizzo di farmaci".
La
farmacovigilanza costituisce un requisito di legge sancito e regolato
da direttive, regolamenti e linee guida dell’Unione
Europea, e deve essere condotta sia per i farmaci in corso di sperimentazione
clinica, sia per i farmaci commercializzati. Le aziende farmaceutiche
hanno quindi l’obbligo di istituire al loro interno un sistema
di farmacovigilanza e di nominare un responsabile designato, che
risponda ai requisiti esplicitati nelle apposite linee guida per
la raccolta, verifica e per la presentazione delle segnalazioni
ricevute sugli effetti avversi, secondo tempistiche e modalità che
devono essere rigorosamente rispettate. Una normativa rigorosa
e la necessità di effettuare analisi predittive hanno portato
l’azienda a decidere di implementare un progetto
di Data
Integration e Analytics da
sviluppare con il supporto di SAS. Per capire gli obiettivi del progetto
e gli impatti che avranno
all’interno dell’organizzazione, abbiamo incontrato
il CIO di Sigma-Tau, Stefano Villari,
la dottoressa Stefania
De Santis, Responsabile Corporate Drug Safety
Unit e il dottor Ugo Trionfera, Responsabile
Area Applicativa R & D. Dottor Villari,
in Sigma-Tau avete introdotto soluzioni per attivare processi
di farmacovigilanza predittiva. Quali sono le vostre esigenze?
Come avete pensato di risolverle e con quali obiettivi?
Credo sia necessario fare una premessa, prima di lasciare la parola
alla dottoressa De Santis, il nostro key user. La Business
Intelligence ha una vasta applicabilità all’interno delle aziende:
dalle vendite all’amministrazione, passando per il controllo
di gestione. Nel nostro progetto ci siamo concentrati su un aspetto
specifico, quello appunto della farmacovigilanza, in cui sono necessari
requisiti di funzionamento particolari, che ci hanno portato a
ritenere la soluzione SAS quella più idonea a soddisfare
le nostre esigenze.
Nel vostro settore vi sono esigenze
di tipo legislativo da rispettare. Possiamo dire che l’esigenza è nata
da qui?
De Santis:
Il progetto è nato dalla necessità di ottimizzare
e razionalizzare i processi aziendali nel campo della farmacovigilanza. È un
dato di fatto che le normative siano sempre più stringenti,
sia per quanto riguarda gli aspetti connessi alla segnalazione dei
cosiddetti eventi avversi, sia relativamente all’obbligo per
le Aziende di svolgere attività più proattive. Queste
ultime possono essere svolte attraverso processi di analisi di segnale,
di predittività di rischio e di conseguenti provvedimenti
per minimizzare il rischio evidenziato dall’analisi e dall’interpretazione
dei dati.
Questa attività di Signal Detection è più efficace
nel momento in cui viene adottato un sistema automatizzato, che permette
una migliore standardizzazione del processo. Per questo motivo abbiamo
esaminato diverse proposte, identificando in SAS la soluzione ideale
per le nostre esigenze.
E per quanto riguarda il quadro normativo?
Il quadro normativo attuale, nell’Unione europea, è rappresentato
dal cosiddetto “codice comunitario”, che raccoglie una
serie di direttive successivamente recepite a livello nazionale dai
vari Stati membri, attraverso norme locali - nel caso dell’Italia,
dal D.lgs 219. Le norme citate fanno riferimento, per gli aspetti
applicativi, alle linee guida comunitarie sulla farmacovigilanza
- il Volume 9A di Eudralex - in cui sono descritti in dettaglio processi,
obblighi e responsabilità delle varie parti coinvolte, incluse
le aziende farmaceutiche.
In questo quadro, come si inserisce
uno strumento di Business Intelligence? E con quali finalità?
Villari: Il processo si compone di diverse
parti, in cui lo strumento mette a disposizione una serie di funzionalità che
rendono le attività di analisi molto più efficienti
rispetto a strumenti tradizionali. Abbiamo anche pensato agli aspetti
documentali
legati a questo tipo di processo: le analisi vanno infatti inserite
in un contesto documentale, composto da documenti standard e template,
che devono essere periodicamente aggiornati e mantenuti. Oggi, quest’attività viene
ancora svolta principalmente in modo manuale, con un grosso dispendio
di energie spese nell’integrazione di tutte le informazioni.
In questo contesto, il nostro progetto ha dunque una doppia finalità:
sfruttare la piattaforma SAS per quanto riguarda le attività di
statistica e Signal Detection e usufruire della possibilità di
integrazione con il mondo documentale, attraverso le soluzioni di
Text Mining, creando così automatismi che snelliscono il processo
e lo automatizzano. E il grande valore della Business Intelligence è proprio
questo: standardizzare e rendere più efficienti i processi.
L’integrazione su piattaforma SAS ha favorito anche la messa
in sicurezza dell’intero processo?
Trionfera: Questo processo
di automazione della safety comprende una prima fase di analisi e
riconciliazione degli eventi avversi
che vengono registrati, da una parte nel database di safety, di cui è responsabile
la dottoressa De Santis, e dall’altra nel database degli studi
clinici. Prima, questa attività veniva fatta con strumenti
semiautomatici; oggi, con l’introduzione della soluzione SAS, è possibile
automatizzare i processi. Un altro aspetto riguarda la tracciabilità delle
operazioni effettuate su un record elettronico, requisito indispensabile
per un qualunque sistema che operi in ambito regolato: faccio riferimento,
nello specifico, alla tracciabilità di
una qualsiasi modifica del dato o, come consente la piattaforma SAS,
alla possibilità di tracciare le modifiche ai metadati. Abbiamo
anche verificato come una qualsiasi attività di routine del
processo, una volta analizzata e verificata nel suo funzionamento,
possa essere autodocumentata in tutte le sue fasi con il sistema
SAS. Inoltre, ogni modifica apportata viene tracciata dal sistema
con un’interfaccia grafica facile da utilizzare. Il sistema
unisce dunque diversi elementi indispensabili: la sicurezza, la tracciabilità e
la flessibilità nell’operare modifiche. Un altro vantaggio
che abbiamo individuato nella scelta della soluzione SAS è la
possibilità di effettuare, una volta definita la configurazione
dell’intero sistema, un’analisi di segnale basata non
solo sul nostro database interno, ma anche su banche dati esterne.
Questo rientra nella possibilità di facilitare l’armonizzazione
dei dati, dalla produzione dei report a tutto ciò che riguarda
la documentazione che è necessario produrre per portare un
farmaco alla sua registrazione. Ma cerchiamo di chiarire la fase
in cui la piattaforma SAS viene utilizzata. Siamo ancora nell’area
di R&S dei prodotti che devono essere portati alla registrazione
e non sono ancora sul mercato, o riguarda anche i prodotti già in
commercio?
Villari: L’attività di farmacovigilanza
viene svolta da sempre per la registrazione, la segnalazione e l’archiviazione
di un qualunque evento avverso, serio o non serio, proveniente da
uno studio clinico in corso su prodotti non ancora sul mercato, ma
anche per prodotti già in commercio. Il nostro attuale database
di safety viene popolato con tutti gli eventi avversi che vengono
quotidianamente segnalati a Sigma-Tau. Oltre a questo, la soluzione
integrata ci permetterà di integrare appunto i dati del database
aziendale con quelli contenuti in altre banche dati esterne. Questo
ci permetterà di
poter indagare su una base dati più ampia, per valutare al
meglio interventi predittivi e tempestivi. Non solo in funzione dello
studio clinico.
Non solo, quindi, per i farmaci che
devono essere registrati, ma anche per accogliere le segnalazioni
quotidiane
su farmaci già in
commercio...
De Santis: Sì, è proprio così.
Il nostro database di safety raccoglie tutti gli eventi avversi sia
relativi a farmaci
in fase di sviluppo clinico, e dunque non ancora registrati, sia
quelli già sul mercato.
Per i farmaci non registrati, la
piattaforma vi aiuta nella corretta gestione del dato e nella
riduzione dei
tempi per quel che riguarda
l’integrazione dei dati e la produzione dei report?
Trionfera:
In questa fase, sicuramente SAS ci aiuta con gli strumenti di integrazione,
query, reporting, tutti ben integrati con la suite
di Office. Questo tipo di analisi può essere utile nelle attività di
progetto interne all’azienda, per presentare gli stati di avanzamento
dei progetti e avere dati sempre aggiornati. Lo strumento semplifica
i processi, standardizza la ricerca e la disponibilità di
informazioni sul progetto in essere.
La gestione corretta dei dati, la
loro disponibilità sono
aspetti fondamentali e strategici. Per quel che riguarda la possibilità di
analizzare gli eventi che avvengono nelle sperimentazioni, cosa vi
aspettate da questa soluzione?
Villari: Ci aspettiamo molto, avendo
a disposizione tutte le funzioni di analisi statistica standard e
sofisticata e la possibilità di
disporre di un modulo di Data Mining per un’implementazione
futura. Anche in questo caso ci muoveremo per gradi. L’aspetto
importante di questo progetto è la possibilità che
ci viene data di gestire in modo integrato tutto il processo. Non
solo, quindi,
la funzionalità statistica di SAS, ma l’intero processo
viene organizzato e strutturato per essere validato e dare risultati
affidabili. Risultati che devono essere utilizzati nel momento in
cui i dati vengono presentati agli enti regolatori. Più il
processo è automatizzato, inoltre, più aumenta il grado
di sicurezza del processo stesso. E la validazione del processo già di
per sé una garanzia di sicurezza.
Pensate che con l’ausilio di
questi strumenti di analisi predittive si potranno accorciare
anche i
tempi per arrivare alla registrazione
di un farmaco?
Villari: Sì. Perché si lavorerà in
modo più razionale
e immediato. Poter avere uno strumento che ci guidi anche nell’analisi
e ci indirizzi sulla giusta strada, evitando di analizzare aspetti
inutili, sicuramente aiuterà ad accorciare i tempi.
Quali saranno gli utenti effettivi
che utilizzeranno, magari con gradi diversi di accesso, le soluzioni
più analitiche?
De
Santis: Sicuramente gli utenti del gruppo di Corporate Safety aziendale,
a diversi livelli: dalle persone che effettuano la gestione
delle segnalazioni al medico che effettua un’analisi clinica
dei dati.
Villari: Il fatto di avere la piattaforma SAS già in azienda
facilita l’estensione ad altri settori, come l’area
clinica, che interagisce sugli studi clinici insieme alla safety.
Avere accesso al sistema con le dovute protezioni e i diversi livelli
di accesso, semplifica la gestione dei processi interni, la comunicazione
e l’organizzazione del lavoro tra i diversi dipartimenti. Attore
principale è la safety, sicuramente; ma il nostro obiettivo è estendere
l’accesso in lettura fino ad arrivare allo stesso management,
ovviamente ai giusti livelli e nel modo più corretto possibile.
L’interfaccia grafica, la visualizzazione - e dunque l’accesso
al dato - semplice e immediata e la possibilità di condividere
le informazioni, lato utente sono aspetti che hanno un grande valore.
Abbiamo iniziato, in sostanza, da esigenze specifiche, ma abbiamo
cercato di non perdere di vista la possibilità di estendere
la soluzione scelta inizialmente per un’area anche ad altre
aree. Sia per ammortizzare i costi, sia per dare la possibilità alle
persone di migliorare la propria attività.
A
livello utenza c’è dunque una percezione positiva
nell'utilizzo di questa piattaforma, dei vantaggi che ne derivano?
Villari:
Certo. E’ corretto premettere però che il
progetto è in fase di implementazione e quindi l'utenza
arriverà a
comprenderne i benefici reali quando si arriverà a una fase
conclusiva. Noi dell'IT, che abbiamo partecipato alla creazione
del prodotto, ne siamo ovviamente consapevoli; altri utenti utilizzano
già da tempo la soluzione SAS e ne conoscono meglio i meccanismi
sottostanti e altri ne beneficeranno in tempi brevi.
De Santis: Già questi primi incontri
con i colleghi di SAS per analizzare le nostre esigenze sono un'occasione
anche per noi
per rivisitare le nostre procedure e ottimizzarle. Un confronto
fruttuoso, dunque, che ci permetterà di migliorare i nostri
processi interni e, soprattutto, trasferire
conoscenze all’interno. Quali saranno i tempi per portare
a termine l'implementazione?
Villari:
Non abbiamo un'idea precisa; però ci aspettiamo
di concludere il progetto entro l'anno. Non dobbiamo comunque dimenticare
che si tratta di un progetto in ambiente regolato, per cui vanno
rispettati certi standard e vanno
effettuati diversi test.
Il progetto rientra nella vostra
filosofia, che dà molta
importanza alla Ricerca e Sviluppo?
Villari: Indubbiamente. Puntare
sulla ricerca è sempre stato
un elemento distintivo di Sigma-Tau. Da oltre trent'anni siamo impegnati
nella ricerca con un elevato numero di risorse. Oggi abbiamo circa
400 risorse dedicate. I sistemi informativi dell'azienda cercano
di dare il massimo supporto anche per rendere redditizio l'enorme
impegno profuso in questa direzione e per accelerare i processi
di ricerca e sviluppo dei vari prodotti. E la tecnologia, in
questo scenario, è un supporto concreto per contribuire
a raggiungere i risultati che ci attendiamo.
Coniugare
ricerca, successo del prodotto, crescita industriale
ed etica.
Il modello Sigma-Tau |
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Sigma-Tau è uno dei più importanti gruppi
farmaceutici italiani che, con un eccellente ruolo in
campo internazionale e con 1512 dipendenti, raggiunge
nel 2006 un fatturato di 671 milioni di euro. Sigma-Tau
mio sistema imprenditoriale che ha come obiettivo principale
la qualità della
vita dell’uomo e la sua salute. Per onorare questo
impegno, l’azienda presidia tutte le aree terapeutiche
di rilevante importanza clinica. Il Gruppo è presente
nei più avanzati settori della ricerca e tiene
vivi i collegamenti con le istituzioni scientifiche di
livello mondiale per progetti comuni, portando avanti
programmi di ricerca originali e innovativi. Gli ingenti
investimenti il 16% del fatturato -rappresentano il fulcro
del suo essere impresa. Oggi, Sigma-Tau guarda al suo
costante sviluppo come la naturale conseguenza di una
scelta di fondo basata su tre linee guida: •
Crescente impegno nella ricerca biofarmacologica;
•
Continuo aggiornamento tecnologico dei sistemi produttivi;
•
Elevata qualità dei prodotti.
La ricerca, motore dello sviluppo
Dall’anno della sua costituzione, il 1957, Sigma-Tau
ha costruitole tappe del suo sviluppo sulla base di
un unico denominatore: la ricerca. Il primato in questo
campo è elemento irrinunciabile della sua filosofia
aziendale. Infatti, solo attraverso una ricerca di
primo piano e costante si può incidere in maniera
concreta sulla qualità della vita. Sono più di
400 i ricercatori impegnati, ai quali l’azienda
affida mezzi e risorse per esprimere quell’innovazione
terapeutica necessaria a garantire la salute di tutti.
www.sigma-tau.it |
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