Perché gli enti locali, con a capo le Regioni, inizino
davvero a fare sistema, e a lavorare su una conoscenza condivisa, è opportuno
che le informazioni si trasformino da data di fatto, acquisito,
a occasione per riflettere e prendere decisioni. Sia che si parli
delle politiche sociali, dell'ambiente, della sanità, che
dei Sistemi Informatici. La Regione Veneto, proprio in ambito ICT,
ha da anni
organizzato un sistema virtuoso di circolazione delle informazioni,
che ultimamente è stato ottimizzato attraverso l`introduzione
di un prototipo di cruscotto per politici e amministratori targato
SAS. Gli strumenti SAS, va ricordato, sono considerati in
Veneto lo standard regionale per tutto ciò che attiene la
gestione ragionata delle informazioni: il cruscotto ha rappresentato
un utilizzo ulteriore di portafoglio
di soluzioni già presente.
La nascita del cruscotto
Per arrivare a capire come viene utilizzato il prototipo, è bene
fare un passo indietro, e capire come la Regione ha strutturato
la gestione dell’ICT.
A raccontare il tutto è il CIO,
Bruno Salomoni: «Sin dal 1988 la Regione ha intrattenuto
rapporti con gli enti locali per l'allocazione e distribuzione
dei software
loro
necessari.
Col tempo i Sistemi Informatici delle diverse strutture si sono
regolamentati, e possiamo affermare che ormai da 10 anni la Regione
ha abbandonato l`utilizzo delle sovvenzioni per dedicarsi all'integrazione
e coordinamento dei Sistemi Informatici, in modo da comprendeme
la complessità a livello regionale».
In questo
processo la Direzione Sistemi Informatici della Regione si è però resa
conto che nonostante fosse stato creato un'apposita Unità Complessa
per l'e-govrnment e la Società dell'Informazione, al cui
interno anche un ufficio dedicato al Territorio (P.O. Informatizzazione
degli EE.LL. e relazioni con il Territorio), e nonostante avesse
preso vita il Reseau (una rete permanente che consente
di realizzare e mantenere un dialogo aperto con gli operatori sul
territorio)
non era assolutamente scontato possedere l'esatta situazione "informativa" del
territorio veneto.
«Impensabile organizzare Reseau continuativi,
dunque occorreva cambiare rotta – prosegue Salomoni - Ecco
dunque nascere il cruscotto, che fornisce una conoscenza maggiore
di come l`informatica
venga
utilizzata, e di quale sia il suo 'peso' a livello regionale. L'elemento
di forza del progetto? Il fatto che le informazioni, una volta
elaborate, vengono nuovamente rese disponibili agli enti che le
hanno fomiti. che dunque possono capire quanto, per esempio, la
propria realtà sia o meno in linea con realtà simili
sul territorio».
Il cruscotto e i dati incrociati
Attraverso gli strumenti fomiti
da SAS i dati provenienti dal Resau - che hanno lo scopo di puntualizzare
lo stato di hardware
e software - vengono accoppiati ai dati statistici dei comuni,
D.B. gestito dalla Direzione Statistica Regionale. L’insieme
delle due informazioni fornisce informazioni relative a popolazione,
territorio e ICT. «Lo strumento di cui stiamo parlando
non è prettamente
statistico, ma di consultazione: serve appunto alla Regione per
vedere - e allo stesso ente per osservare - la situazione informatica».
Due i principali ambiti di indagine del cruscotto: uno relativo
al grado di innovazione presente negli enti locali veneti; l'altro
relativo all'impatto delle politiche regionali sul territorio (diffusione
e utilizzo della legge 54/88 sugli enti locali del Veneto). «Un
elemento che ha costituito un fattore di criticità, superato
grazie al cruscotto, è stato rappresentato dalla normalizzazione
dei dati: essendo la compilazione delle informazioni libera, da
parte degli enti locali, SAS si è trovata a dover
gestire informazioni non standardizzate. La risultante è un
sistema oggi in grado di tradurre ogni genere di dato».
Le analisi rese disponibili attraverso il cruscotto vengono effettuate
dalla Direzione Sistemi Informatici, e hanno lo scopo di supportare
le decisioni. «E' arrivato però il momento
di allargare il progetto - spiega il CIO - Mentre oggi
le informazioni sono
a disposizione solo dell'ufficio che si occupa degli enti locali, è desiderio
della Regione aprire il sistema al territorio. Una fase nuova,
dunque, nella quale verranno coinvolti sia i comuni di dimensione
più rilevante, che i Centri Servizi Territoriali».
Dati come fonte di analisi e verifica
Per quanto riguarda la Regione,
il cruscotto fornisce informazioni relative all'attività che
si sta svolgendo, a livello ICT, complessivamente. Ogni tre-quattro
mesi il cruscotto viene analizzato
dal CIO, mentre mensilmente, via web, viene consultato dal responsabile
dell'ufficio che si occupa degli enti locali. «In qualità di
CIO ho il compito di analizzare gli investimenti di più rilevante
dimensione, e di capire con quali enti è possibile stringere
rapporti di collaborazione», conclude Salomoni.
Per quanto riguarda invece gli enti locali, il cruscotto fornisce
informazioni relative a come l'ente si sta muovendo in ambito ICT
in funzione del territorio. Ciò significa comprendere sia
il livello di innovazione, per esempio, della propria realtà comunale,
che la spesa dedicata all'informatica.
Questi dati, paragonati a quelli degli altri enti, diventano così fonte
di analisi e di verifica della bontà di quanto si sta facendo.
Diventa misurabile il livello di innovazione in un contesto che
non è più deputato al singolo, ma che si richiama
al complesso regionale. Il cruscotto è stato creato con
la stretta collaborazione di SAS, Regione e CRC (Centro di competenza
sull'e-govemment). E’ stato organizzato un gruppo di lavoro,
con lo scopo di verificare come fosse possibile organizzare il
prototipo, puntando
sulle specifiche competenze di ciascuno. In tre mesi è stata
realizzata la prima release, e il sistema è diventato operativo
nell'ultimo trimestre del 2007.
Gli sviluppi futuri
«Per il 2008 abbiamo in progetto di iniziare i momenti
formativi per le persone che lavorano negli enti locali. L’idea è quella
di organizzare un ciclo di tre nuclei di formazione per 10 persone
ciascuno. Non vorremmo che partecipassero in prima battuta persone
con competenze prettamente informatiche, ma i veri decisori, ossia
assessori o dirigenti. La formazione si rivolgerà primariamente
ai CST, e a cascata alle Province e ai comuni più grandi.
Ovviamente, se alcuni enti locali si dimostreranno particolarmente
sensibili, potrà essere
organizzata una formazione in loco».
«Il cruscotto è sicuramente
un'opportunità fornita
agli enti locali per migliorarsi, per ottimizzare le scelte e le
decisioni partendo da informazioni che nascono all'interno dell'ente,
e che il cruscotto ha il merito di estrapolare e rendere misurabili». "E'
in questo modo, con questa prospettiva
- conclude Salomoni - che si possono realmente cambiare le
cose. Sia che si stia parlando di decisioni, che di investimenti.
Solo
conoscendo le decisioni prese per esempio da un altro ente della
Regione si può scoprire che è possibile riusare un
software. e magari non comperarlo ex novo. Solo avendo alla base
solide informazioni si possono attuare economie di scala e buoni
livelli di standardizzazione. E abbassare, come richiesto a più voci,
le spese correnti».
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