Alla base di quanto realizzato al Policlinico Gemelli
troviamo l'esigenza di sviluppare sistemi informativi in grado
di portare
alla lettura
sistematica dei processi e dei fenomeni
in corso al suo interno. Ne chiediamo conferma e illustrazione
a Vincenzo Tracuzzi, Responsabile Unità Data Warehouse
dell’Università Cattolica
del Sacro Cuore:
«Nella nostra sede la gestione informatizzata dei dati è presente
dal 1965 e, da allora, sotto il controllo del Sistema Informativo,
si è evoluta al passo con la tecnologia, fino a gestire
tutte le attività (degenze, laboratori, amministrazione
del personale, segreterie didattiche, ecc.) con una serie di sistemi
integrati che rispondono a tutte le esigenze operative e mantengono
coerente e aggiornata una base dati aziendale di notevoli proporzioni.
Oltre la gestione però, con il tempo, è sempre di
più emersa l’esigenza di utilizzare tutti i dati a
disposizione, vuoi per l’analisi di particolari fenomeni,
o per realizzare sintesi direzionali, o per reportistiche di controllo
gestionale o, anche, per supporto alla ricerca; tutte cose dove
l’importante non è la conoscenza "informatica" dei
dati e delle loro strutture, ma la competenza sull’argomento
e la capacità di "trasformare" i dati in informazioni,
cioè cose dove sarebbe bene che "a manovrare" fossero
i diretti interessati. Quindi, nel 1985, è stata realizzata
una struttura che, con gli strumenti di allora, riuniva e metteva
a disposizione degli
utenti una serie di dati pronti per analisi e reportistiche di
vario genere: in pratica, una specie di data warehouse in embrione».
In tale contesto, ci sembra abbia avuto un ruolo significativo
la collaborazione con SAS...
Col tempo, ci si è resi conto che lo sviluppo naturale
di questa esigenza di analisi fosse quello di andare verso la Business
intelligence. Questo, però, significava anche dotarsi di
strumenti software adeguati, che ci consentissero di organizzare
i dati in archivi di notevoli dimensioni, con ottime performance
di accesso, sia in termini di tempo che di facilità d’uso;
che ci garantisse una protezione degli investimenti (sempre alti
in questi casi) e la
possibilità di evoluzione tecnologica nel tempo. Così,
nel 2001, dopo l’esame di diverse soluzioni, è stato
scelto il software SAS, con il quale abbiamo costruito un data
warehouse che contiene tutti i dati significativi, rappresentanti
la realtà aziendale, con opportuna profondità storica
e coerenza di dati, costantemente aggiornato. Ogni giorno, insieme
alle funzioni di aggiornamento, vengono anche eseguite ulteriori
elaborazioni che preparano e raggruppano i dati
per renderli meglio fruibili. Per avere un’idea dei lavoro
che c’è dietro,
possiamo rammentare che il data warehouse contiene, tra l’altro,
i dati di analisi (sia in dettaglio che in formati sintetici) di
2.000.000 di pazienti, 1.500.000 di ricoveri, 45.000.000 di prestazioni
diagnostiche con oltre 100.000.000 di risposte, 16.000.000 di fatturazioni
ambulatoriali, 7.000.000 di registrazioni di consumi di farmaci
e materiali e 30.000.000 di dati economici e normativi sul personale.
L’area human resource risulta
essere tra i principali, o prioritari obiettivi e punti di
forza del
progetto, anche in considerazione
della sua funzione di possibile strumento di analisi e stimolo
delle performance?
In tutte le aziende il personale rappresenta
l’elemento
fondamentale che determina realmente il "successo" dell’organizzazione.
Proprio per governare al meglio quest’area, in tutti i
sistemi informativi quella della "Gestione del Personale" è una
delle prime applicazioni che viene implementata. E, proprio per
rispondere adeguatamente alla richiesta di analisi delle problematiche
relative alla gestione del personale, il data
warehouse si è corposamente sviluppato e alimentato con
una bella fetta dei dati provenienti dai sistemi gestionali.
Nel 2004 poi, per rispondere meglio alla necessità di
integrazione dei dati in prospettiva di funzioni di Business
Intelligence, è stato
installato il modulo SAS
Human Capital Management. La presenza
nel data warehouse dei dati del Personale ha permesso di popolare
la base dati di SAS HCM nel giro di pochissimi giorni, permettendo
di concentrare le risorse nell’attività di personalizzazione
delle viste e delle analisi presenti nel sistema. Chiaramente,
HCM ha
già compresi elementi di analisi di
fenomeni tipici dell’area del personale (assenze, straordinari,
organici, ecc.) sia a livello aziendale (o di reparto) che individuali.
Quali i principali indicatori individuati e quali i risultati
ad oggi riscontrati?
Nella nostra realtà si è prestata particolare
attenzione ai fenomeni legati alle assenze, agli straordinari e
allo sviluppo di funzioni di elaborazioni di supporto alle politiche
retributive. Le funzioni aziendali del personale si sono rese autonome
nell’analisi
dei dati ed è aumentata la conoscenza dei fenomeni: la possibilità di
interagire direttamente con i dati disponibili ha permesso di sviluppare
analisi "desiderate" da
tempo immemorabile.
Avrete avuto momenti di difficoltà, di criticità in
un contesto di realizzazione e integrazione di una realtà così ampia
e articolata...
Naturalmente, nel "mondo reale" non sono tutte
rose e fiori. Dovendo integrare nel data warehouse dati provenienti
anche da sistemi eterogenei, lo sforzo di uniformare codifiche
e allineare dati e tempi è stato notevole. La maggiore difficoltà,
poi, è quella di creare un linguaggio comune con il quale
il data warehouse possa parlare alle varie funzioni aziendali.
Ma questa è un’attività senza fine...
Una
delle principali esigenze nell’impiego evoluto dei sistemi
di Business intelligence è quello legato all’aspetto
predittivo.
Questa possibilità viene
utilizzata? Con quali risultati? Quale lo sviluppo previsto
e intravisto
per il progetto?
Il sistema ha sicuramente grandi potenzialità, ma,
per il momento, è utilizzato prevalentemente per reportistica
e per analisi. Penso che un impiego in ambito "predittivo" potrà avvenire
più avanti
nel tempo, quando si avrà piena padronanza della sua "capacità informativa" Lo
sviluppo è sicuramente quello di incrementare la quantità e
la qualità dei dati presenti nel data warehouse e di estendere
le funzioni disponibili anche a settori non ancora coinvolti. Vedremo
quale impegno sarà necessario, magari (spero) saremo aiutati
da ulteriori sviluppi della tecnologia.
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