L’indagine ISAE (Istituto di Studi e Analisi economica) è rivolta a due mondi: quello delle imprese e quello delle famiglie. La prima si rivolge, ormai da quasi cinquant’anni, ai settori manifatturiero (il primo progetto pilota è partito alla fine degli anni ’50), dei servizi, del commercio e delle costruzioni coinvolgendo un panel di 7.500 imprese, intervistate a rotazione su base mensile (via telefono e posta) e rappresentative dell’universo delle piccole (con più di 5 dipendenti), medie e grandi aziende; la seconda, invece, coinvolge dagli anni ’80 un campione di 2.000 consumer. Il tutto coordinato e divulgato a livello europeo dalla Commissione, che raccoglie il lavoro degli istituti responsabili della rilevazione e analisi di questi dati, presenti in tutti i paesi dell’Unione.
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Un questionario qualitativo
“Il questionario – racconta Marco Malgarini, Direttore Inchieste - è tarato su informazioni di tipo qualitativo riguardanti domanda (interna ed estera), produzione, scorte, liquidità aziendale, occupati. Quindi, se l’indagine Istat è finalizzata a quantificare la produzione, la nostra mira ad assegnare la qualità della produzione sulla base dell’aumento o dela diminuzione della produzione stessa. Parallelamente, poi, chiediamo alle nostre aziende di effettuare, in funzione dell’andamento attuale, una previsione mensile, che rappresenta il vero valore aggiunto dell’inchiesta". |
"Per quanto riguarda la metodologia utilizzata - continua Malgarini - le indagini prevedono il piano di campionamento, la scelta delle imprese, la rilevazione dei dati (fatta da ditte esterne) e la rielaborazione dell’informazione. Ed è proprio in merito a quest’ultimo punto che, tra il 2004 e il 2005, è iniziata la collaborazione tra l’ISAE e SAS, finalizzata allo sviluppo di una procedura che consentisse, in maniera efficiente, l’elaborazione delle informazioni provenienti dalle imprese, sulla base di alcune specifiche.”
Una procedura flessibile
Partendo dall’indagine manifatturiera, che rappresenta quella più importante, anche da un punto di vista numerico (4.000 imprese), sono molti i risultati ottenuti. “Se prima dell’utilizzo di SAS, la modalità di integrazione dei dati era rigida e non vi era una struttura di database ben sviluppata, oggi abbiamo una procedura flessibile e modificabile, che garantisce l’unificazione del dato ovvero la costruzione di un indicatore rappresentativo dell’industria italiana."
Nello specifico, la procedura prevede una doppia aggregazione: "la prima calcola la quota delle risposte per ogni sotto-settore elementare, ottenuto dall’incrocio di tre dimensioni di analisi (settoriale, geografica, dimensionale); la seconda consente di costruire sia il dato nazionale che le aggregazioni parziali (ad esempio riferite alla singola regione, settore o dimensione) attraverso una tabella di ponderazione realizzata con SAS, che fornisce l’importanza del singolo settore e il suo peso sul dato nazionale.
In particolare - sottolinea Malgarini - sulla base delle risposte ottenute (crescita, stabile, diminuzione), viene estratto un indicatore, l’algoritmo di produzione (il saldo tra chi ha risposto positivamente e negativamente), che rappresenta l’informazione di sintesi ricavabile dai dati forniti dalle singole imprese.” L’applicazione consente, poi, di estrarre questi dati, tramite un’interfaccia web riservata agli utenti interni, suddivisi per dimensione, regione e settore, con la possibilità di incrociarli e di storicizzarli (abbiamo uno storico a partire dal 1991) per seguire l’evoluzione dei fenomeni nel tempo.
Dati coerenti
E la qualità del dato è garantita. “Confrontando i dati ISAE con quelli della produzione industriale Istat, ad esempio del settore manifatturiero, troviamo una correlazione dello 0,8%, con un anticipo del dato di almeno un mese rispetto alle cifre ufficiali.”E, sempre in termini di qualità, mentre la vecchia procedura non ci consentiva l’aggregazione modulare ovvero la possibilità di produrre dati, anche a livello locale, che fossero coerenti con il dato nazionale, con SAS possiamo segmentare l’informazione producendo un micro dato (ad esempio su un piccolo settore in una data regione) che sia credibile.”
Modificare, integrare, estendere
In sintesi, sono tre i traguardi raggiunti con l’utilizzo di SAS: “se ieri l’elaborazione dell’informazione era molto rigida, oggi abbiamo la possibilità di intervenire sulla procedura, adattando la survey alla necessità del momento affiancando alle domande standard domande ad hoc (ad esempio, verificando nell’attuale periodo di crisi, la tendenza delle banche alla contrazione del credito alle imprese); inoltre, siamo in grado di integrare il database con le capacità SAS, di elaborazione e di acquisizione del dato; infine, dopo la felice sperimentazione con il manifatturiero, potremo estendere lo strumento alle indagini dei settori servizi, commercio e costruzioni.”
E, sempre in tema di future implementazioni, vi è un aspetto, all’interno dell’applicativo, che andrà potenziato. “Se prima non se ne avvertiva l’esigenza – conclude Malgarini – oggi, abbiamo la necessità di allargare l’accesso all’informazione micro, a livello di impresa, che oggi è disponibile solo per l’analista informatico, ma che è fondamentale anche per l’analista economico che vuole studiare il comportamento d’impresa.”
Identikit dell'ISAE
Cinque direzioni di ricerca (Macroeconomia, Finanza pubblica, Analisi micro, Welfare, Aspetti economici e della regolamentazione), 120 dipendenti, 70 ricercatori. Sono i numeri dell’Istituto di Studi e Analisi economica (ISAE), l’ente pubblico di ricerca che svolge analisi e studi a supporto delle decisioni di politica economica e sociale del Governo, del Parlamento e delle Pubbliche Amministrazioni. In particolare, l’ISAE realizza indagini statistiche presso imprese e famiglie; fornisce previsioni macroeconomiche trimestrali e annuali (combinando valutazioni qualitative, indicatori statistici e modelli econometrici); effettua analisi nazionali e internazionali di breve, medio e lungo periodo, realizza studi di macro e micro-economia della finanza pubblica, di politiche per la coesione sociale e territoriale; infine, esamina le politiche economiche conseguite attraverso la regolamentazione anziché attraverso il bilancio pubblico. |
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