L’Istituto Regionale lombardo di Formazione per l’amministrazione
pubblica (I.Re.F.) è l’unica realtà a carattere
pubblico in Lombardia preposta a erogare attività e servizi
formativi per le amministrazioni pubbliche della regione. In questi
anni, l’I.Re.F. è diventato non solo l’agenzia
formativa privilegiata del consiglio e della giunta della Regione
Lombardia, ma anche la scuola per la formazione continua dei dipendenti
di province, comuni, comunità montane, aziende municipalizzate
e delle strutture statali decentrate sul territorio regionale.
A partire dal 2006, importanti azioni strategiche sono state indirizzate
verso la creazione e il consolidamento di un sistema tecnico-organizzativo,
che supportasse in modo efficace la pianificazione e la gestione
operativa e strategica dei processi formativi. L’area di
intervento ha investito l’intera filiera dei processi informativi,
dalla mappatura e acquisizione dei dati, all’elaborazione
e sintesi informativa asservita al controllo di gestione e al supporto
decisionale. In
particolare, in questi ultimi ambiti il supporto tecnologico è stato
garantito dalla soluzione SAS Financial Management,
basata su piattaforma
SAS®9. Ci ha parlato dell’evoluzione
dell’istituto Stefano
Del Missier, Direttore generale di I.Re.F.
Dottor Del Missier, come era la
situazione in I.Re.F. prima dei suo arrivo?
All’uso di strumenti piuttosto datati si accompagnavano
carenze anche dal punto di vista della cultura organizzativa. La
struttura era completamente schiacciata dalle attività da
svolgere, al punto che la programmazione a lungo termine non è mai
andata oltre l’anno. La decisione di lavorare sulla parte
informativa è nata
dunque dall’esigenza di dare un’organizzazione solida
a una struttura imperfetta. Ci siamo trovati con una quantità di
banche dati, strumenti, software, gestionali, tutti creati in base
alle esigenze del singolo momento;
pertanto, non solo non c’era integrazione, ma l’esigenza
di unificare i processi non era neanche percepita. Tanto che al
mio arrivo, parlando con i miei collaboratori, mi sono subito reso
conto della loro sfiducia nel “sistema informativo”.
Il primo passo è stato ridare una motivazione alle persone,
cercando un “filo conduttore” - ovvero delle aree di
aggregazione da cui partire - e riducendo il numero di applicazioni
utilizzate. Abbiamo iniziato a lavorare sull’organizzazione,
in modo che questa e le attività si mutuassero. Il secondo
passo è stato cercare di capire dove conveniva indirizzare
i nostri sforzi e, di conseguenza, creare delle strategie in questa
fase di assestamento.
Come funzionava l’istituto
prima del suo intervento? Non aveva un indirizzo programmatico?
L’istituto seguiva una legge istitutiva statale. I.Re.F. è stato
creato grazie a una legge regionale del 1981 - riaggiornata nel
1997 - che, oltre a sottolineare l’attività di formazione,
evidenzia la necessità di individuare i fabbisogni della
formazione e delineare i profili professionali emergenti: tutte
attività pertinenti, ma prive di un disegno sottostante.
Perché nessuno sapeva come fare analisi del fabbisogno o
come mappare le competenze. In questo scenario ho cercato di raccogliere
tutti gli elementi che potevano favorire una sinergia tra le nostre
attività e un’organizzazione che andava ristrutturata
da zero, basandomi su due criteri: suddivisione dei compiti e integrazione.
Così, per esempio, il primo lavoro è stato assegnare
un nucleo organizzativo a ogni dipendente, invece di identificarlo
in base al compito o al dirigente di riferimento. L’obiettivo
quindi è stato organizzare dei processi di lavoro che dipendessero
dalle strategie messe in atto. Questo cambio di rotta ha modificato
la nostra attività: non dobbiamo più essere percepiti
dalla Regione come fornitori di formazione tout court, ma come
soggetti che possono contribuire alla realizzazione delle politiche
regionali.
Per sviluppare questo percorso. vi siete serviti della piattaforma
SAS9...
Esattamente. Perché avevamo bisogno di uno strumento che
in qualche misura facilitasse la visibilità e condivisibilità dei
dati tra tutti e agevolasse l’opera di ristrutturazione,
praticamente ex-novo, di tutto il sistema. Con un costante accompagnamento
e una continua formazione del personale, specialmente all’inizio.
Perché, in questi casi, è proprio vero che bisogna
fare cultura, ovvero far assimilare gradualmente a tutti il cambiamento
in corso e abituarli a lavorare in maniera diversa, ma più semplice.
Solo se tutti sono in grado di recepire le procedure, infatti,
la condivisione può dirsi totale e, dunque, realmente efficace.
E stato allora compiuto un percorso
di riorganizzazione, guidato da una strategia ben definita
e supportato
dalla tecnologia. Cosa è cambiato
adesso?
Direi tutto. Per esempio la dimensione del bilancio, grazie
al volume delle attività, che è raddoppiato in due
anni. Se prima avevamo una pianificazione a scadenza annuale, entro
la
fine di quest`anno (2007, ndr) approveremo un documento di programmazione
triennale, allineato a quello di programmazione economico-finanziaria
della Regione Lombardia. Abbiamo conformato gli istituti contrattuali
a quelli della Regione, per cui un dirigente I.Re.F. ha la stessa
caratterizzazione del tabellare e dell’incentivo nelle fasce
di dirigenza della Regione; lo stesso dicasi per i comparti, in
cui anche le schede di valutazione individuale sono uguali a
quelle regionali. Adesso possediamo uno strumento grazie al quale
e possibile raggiungere più obiettivi strategici, potendo
ridefinire, valutare e ri-orientare continuamente la strategia,
non solo per quanto riguarda il livello decisionale, ma anche consentendo
a ogni singolo utente di monitorare il proprio lavoro e sapere
come e quanto sta contribuendo al raggiungimento
degli obiettivi generali.
Possiamo affermare di essere lo strumento
del governo regionale. E questo vuoi dire che se, per esempio,
i comuni devono applicare
la legge di sviluppo del territorio, noi dobbiamo essere in grado
di creare le condizioni perché i tecnici dei comuni conoscano,
sappiano interpretare la legge e possano agire di conseguenza.
Per questo ritengo che sia necessaria una sorta di “scuola
degli enti locali”: perché non dobbiamo essere noi
ad andare a fare loro formazione; al contrario, vanno create condizioni
organizzative diverse, in cui siano loro a fare le domande e partecipino
attivamente, definendo insieme a noi il prodotto formativo di cui
hanno bisogno.
Bisogna creare le condizioni per un matching continuo
tra domanda e offerta. Alla base di questa strategia, dunque, non
ci sono persone che organizzano corsi, ma
individui che incominciano a ripensare e utilizzare i propri strumenti
di lavoro in modo nuovo, per aiutare il destinatario. E in questo
scenario, la tecnologia è fondamentale: senza di essa, non
avremmo la possibilità di rileggere gli eventi e, soprattutto,
di fare previsioni. Senza integrazione, senza possibilità di
individuare le variabili di business, non si fa nulla. Per questo
il supporto di SAS è stato fondamentale. Il sistema di gestione è dunque
ora centralizzato, secondo logiche di condivisione che facilitano
il lavoro a tutti.
Quali sono i vostri prossimi passi?
Parallelamente alla piattaforma,
stiamo informatizzando la gestione del documentale - attraverso
l’introduzione del protocollo
informatico - secondo una logica paperless che si va ad affiancare
al “debito informativo”: ogni potenziale docente ha
cioè il compito di iscriversi nell’albo dei docenti
I.Re.F. e aggiornare di volta in volta il suo curriculum. In questo
modo, attraverso la
consultazione dei profili via web, senza passaggi cartacei, diventa
per noi più semplice scegliere i docenti adatti da inserire
in aula. Ciò comporta automaticamente una maggior responsabilizzazione
dei docenti. E un migliore livello qualitativo della formazione.
La
piattaforma Sas di Enterprise Business Intelligence |
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SAS9 Enterprise
Intelligence Platform di SAS è la potente e performante
architettura di Enterprise Business Intelligence end-to-end
dotata di tecnologie integrate e innovative. Frutto di
continui e consistenti investimenti in ricerca e sviluppo
in risposta alle esigenze degli utenti, è caratterizzata
da facilità d'uso, scalabilità, interoperabilità e
aderenza agli standard di mercato.
SAS9 Enterprise Intelligence Platform di SAS ha il compito di omogeneizzare
i dati provenienti dalle diverse aree aziendali, di accedere ai vari database
ed ERP aziendali, integrarli e controllare la qualità dei dati presenti.
In un processo di BI, la qualità del dato è determinante;
per questo, la piattaforma prevede una fase di data integration, con apporto
di tecniche e metodologie di data quality, utili ad assicurare la correttezza
dei dati. Una volta raccolti tutti i dati in un unico data warehouse, la
piattaforma permette di distribuire le informazioni agli utenti, di effettuare
query e reporting e di fare analisi, previsioni e simulazioni. Le interfacce
di gestione e tutti i report sono in Java e consentono un utilizzo semplice
e intuitivo (basato su menu, barre di accesso veloce, toolbar con funzioni
attive e alberi di navigazione). La facilità d’uso permette
la fruizione diretta, anche da parte dei non “addetti ai lavori”,
estendendo l’utilizzo della Business Intelligente a tutti i livelli
di utenti.
La piattaforma permette di gestire i metadati da un unico punto di controllo
e tracciare le associazioni e le interazioni che sussistono fra le componenti
dell’ambiente IT (come regole di business, tabelle, colonne, trasformazioni). |
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Vantaggi dell'Enterprise Intelligente
Platform in breve:
- Come dichiarato dai principali analisti
del mercato, possiede tecnologie di eccellenza in
ciascuna fase della catena del valore dell’informazione
(Data Integration, Storage, Analytics, Business Intelligence);
- Riduce i costi di amministrazione:
licenze, risorse di calcolo, archivi, schedulazione
processi;
- Consente una visione e una gestione
integrata dei metadati tecnici e di business. Questo
permette a tutte le direzioni aziendali di avere
dati omogenei e coerenti;
- Permette una rapida messa in esercizio
delle applicazioni di Business Intelligente all’interno
dei processi informatici aziendali.
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