In un contesto storico che vede le imprese affrontare
una massa di informazioni tale da sfiorare i limiti della ingestibilità,
il controllo di gestione è una di quelle attività di
cui difficilmente si riesce a fare a meno. Questo è ancor
più vero se l’attività riguarda società di
antico lignaggio, come Fondiaria e Sai, che tre anni fa si sono fuse,
costituendo il terzo gruppo assicurativo italiano. Per il controllo
di gestione, il problema principale era quello di capire
l’andamento
del gruppo rispetto ai piani industriali definiti al momento della
fusione. Da qui l’importanza, per il management, di
avere in qualsiasi momento dati “freschi”. Un problema
complesso, come spiega in questa intervista Mario Bellucci,
del Controllo di Gestione di Fondiaria-Sai, la cui mission è monitorare
tutti i fenomeni riguardanti l’azienda e la qualità dei
rischi assunti.
Qual
era il problema fondamentale che la fusione presentava a livello
di controllo di gestione?
Al top management interessa poco il modo utilizzato
per “tirar fuori” l’informazione: è importante
che l’informazione arrivi, comunque. I due gruppi operavano su
due piattaforme diverse (Sai - file sequenziali; Fondiaria - data warehouse);
una dicotomia che è in fase di risoluzione, in quanto tutti
i dati stanno confluendo in un data warehouse. Nel frattempo, dobbiamo
fare in modo che i due sistemi si parlino e che da loro si traggano
informazioni affidabili e confrontabili.
Oggi,
in Fondiaria-Sai il controllo di gestione viene espletato con
il supporto di avanzati strumenti di Business Intelligence.
Prima, qual era la situazione?
Il nostro team eseguiva una serie di
attività manuali
per generare i dati necessari per il controllo del gruppo e delle singole
società e divisioni
che lo compongono. In seguito, abbiamo deciso di adottare SAS per
l’aggregazione
dei dati. In pratica, i dati venivano certificati dal controllo di
gestione, analizzati e aggregati attraverso SAS; questi, a loro volta,
generavano degli output che confluivano su tabelle pivot di Excel.
La distribuzione poi avveniva via e-mail. Come si vede, si tratta di
un’impostazione semi-artigianale, che tuttavia ci ha consentito
di generare i dati tenendo conto di esigenze e tempi nostri senza vincoli
interni. Il cambiamento che stiamo perseguendo porterà a
sviluppare funzionalità in cui il controllo di gestione si affrancherà da
una serie di attività di elaborazione e sarà possibile
dedicare più tempo e risorse alle attività di analisi. Da
anni auspichiamo una svolta di questo tipo e oggi in azienda ci sono
persone, cultura e strumenti perché questo diventi realtà.
Com’è il
controllo di gestione oggi?
Disponiamo di due piattaforme diverse,
che nel breve saranno unificate sul data warehouse. La prima
fase dell’attività non è cambiata:
il controllo di gestione certifica e analizza i dati, per aggregarli
poi con SAS; il reporting è realizzato con tabelle pivot di
Excel. Con SAS Strategic Performance Management pubblichiamo
tutti i dati in un unico punto, in modo molto più sintetico
ed efficace e, soprattutto, abbiamo creato un cruscotto che contiene
le informazioni
fondamentali per il management. Inoltre, SAS
Strategic Performance Management gestisce profili di utenti,
garantisce la sicurezza del dato e pubblica le tabelle pivot. La distribuzione
non avviene
più via
e-mail ma attraverso la pubblicazione sul Web.
E
nel prossimo futuro?
Nel 2006, la novità più grande
sarà l’entrata a regime di un nuovo sistema per
aggregare i dati e generare cubi multidimensionali, capaci di gestire
quantità molto
più grandi di dati rispetto alle tabelle pivot, che consentiranno
livelli di analisi molto più approfonditi e mirati. Entro la
prima metà del 2006 sarà completato il processo di integrazione
e razionalizzazione che permetterà al controllo di gestione
di eliminare le attività di elaborazione e programmazione che
incidono molto sul tempo lavorativo. Le persone della nostra struttura
saranno così in grado di dedicarsi in modo più efficace
all’analisi del dato. In questa fase, prevediamo la completa
sostituzione delle tabelle pivot.
In
che cosa consiste il nuovo cruscotto direzionale?
Si tratta di un sistema di monitoraggio
veloce e sintetico per misurare i piani strategici dell’azienda
e per trasmettere informazioni di base a tutti i livelli di responsabilità aziendale.
L’esigenza è quella di supportare i responsabili nella
loro missione, fornendo una visione globale della società, e
divulgare in modo sicuro ed efficace gli indicatori e i dati di analisi.
Uno dei vantaggi più macroscopici sta nel superamento dei problemi
di distribuzione dei dati, che non avviene più via e-mail – con
un sistema che generava notevoli inconvenienti legati all’occupazione
di spazi enormi e alla creazione di duplicazioni – ma tutto viene
pubblicato sulla Intranet aziendale.
Può elencare
in pochi punti quali sono gli obiettivi del nuovo cruscotto?
Comunicare gli obiettivi di budget ed effettuarne
il controllo, diffondere informazioni sugli andamenti aziendali sintetizzando
gli indicatori fondamentali relativi alla gestione, supportare il management
nell’analisi del trend e nella direzione dell’azienda,
concentrare in un unico punto Web informazioni in genere frammentate
su molti report. Gli argomenti oggi disponibili interessano i premi,
i sinistri, il portafoglio clienti, il cosiddetto “tableau de
bord”.
Come
si analizza il dato col cruscotto?
Con un semplice click del mouse, si
aprono
viste tabellari di dettaglio delle performance, grafici e tabelle
delle serie storiche dei valori dell’indicatore di tutti i periodi
pubblicati nell’ambiente. Un altro vantaggio rispetto
alla precedente attività? Con Excel è possibile avere
solo dati riferiti all’anno corrente e a quello precedente; mettere
in fila i dati riferiti a diversi mesi è laborioso e ci si scontra
con problemi di spazio. Con il cruscotto di SAS è possibile
pubblicare tutti i mesi relativi all’argomento, profili, tendenze,
storico e altro, senza inconvenienti di sorta.
Da
quanto detto fino ad ora, si possono evincere quali e quanti
sono i vantaggi della soluzione SAS utilizzata…
Sono molti, per cui mi limiterò a quelli
più significativi. Innanzitutto, la velocità e la facilità di
implementazione: la prima versione del cruscotto è stata completata
e distribuita nel giro di sei mesi. In secondo luogo, l’approccio
di tipo prototipale che ha permesso di testare e affinare il layout
rapidamente. In terzo luogo, l’interfaccia Web particolarmente
semplice e intuitiva.
La soluzione SAS permette di superare schemi
standard per rispondere a esigenze particolari legate alle modalità con
cui si vogliono distribuire le informazioni.
Quali
saranno gli sviluppi futuri a breve e medio termine?
Molti degli sviluppi futuri sono evidentemente
legati alle caratteristiche e ai requisiti della soluzione da noi scelta
e agli obiettivi stessi del progetto. In particolare, vogliamo completare
il nuovo cruscotto direzionale e sviluppare i cubi dimensionali, che
non sono altro che dei data mart, in sostituzione degli attuali pivot
di Excel. Più nel dettaglio, per quel che riguarda il primo
mpunto: completare la struttura attuale sulla base dei suggerimenti
emersi nelle varie aree aziendali;
passare alla nuova release, che permetterà,tra l’altro, di definire
meglio la profilazione utenti e di ampliare la distribuzione, nonché di
effettuare delle presentazioni all’utente allo stesso tempo più semplici
ed evolute; inserire altri temi o indicatori attualmente elaborati solo su supporto
Excel. Per quel che riguarda lo sviluppo di cubi multidimensionali, abbiamo ultimato
la creazione del cubo “premi” e stiamo completando il lavoro nelle
altre aree fondamentali.
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