Finmeccanica è la prima realtà italiana
operante a livello globale nei settori Aerospazio, Difesa e Sicurezza. È inoltre
uno dei principali operatori al mondo nell’Elicotteristica e
nell'Elettronica per la difesa, oltre ad essere leader europeo nei
Servizi satellitari
e spaziali. Con sede
in Italia e una vasta base industriale nel Regno Unito, importanti
asset produttivi nel resto d'Europa e negli
Stati Uniti, il Gruppo Finmeccanica è
un dinamica realtà globale che domina i mercati interni in Italia
e nel Regno Unito ed eccelle a livello internazionale. Con un organico
di oltre 56.600 addetti, vanta un valore
della produzione
di circa 11,5 miliardi di
euro. Il successo di Finmeccanica è
basato sulla tecnologia e sull’innovazione, che costituiscono
i fattori chiave della sua competitività.
A questo scopo, il Gruppo ha investito nel 2005 più di 1,7 miliardi
di euro (ovvero il 15% del valore della produzione) in attività di
Ricerca e Sviluppo. Questo dato ha registrato una crescita costante
nel corso
degli ultimi anni, rendendo Finmeccanica
il principale investitore italiano nel settore delle alte
tecnologie. Per quanto riguarda il
core business,
gli investimenti ammontano al
20% del fatturato, una percentuale in alcuni casi superiore
a quelle dei principali concorrenti. Una considerevole
parte dei capitali destinati
alle attività di
Ricerca e Sviluppo viene impiegata per le nuove tecnologie, in grado
di offrire vantaggi significativi anche in applicazioni
civili di notevole importanza strategica. Per
competere in un mercato che, come vedremo,
si caratterizza con regole non comuni
ad altri mercati industriali, Finmeccanica necessita
di una tecnologia abilitante sofisticata.
I propri processi interni vengono
regolati e monitorati attraverso indicatori
di performance. La Business Intelligence è dunque
uno degli elementi che fanno dell’azienda
uno dei fiori all’occhiello dell’economia
italiana.
Ne parliamo con Giorgio Mosca, Group
ICT Vice President di Finmeccanica Group Services. Qualche
volta la tecnologia va oltre l’immaginazione”, questo
si legge in una delle vostre brochure istituzionali. Il concetto
ben esprime la filosofia di un
Gruppo costituito da più anime,
che oggi dialogano tra loro. A che livello di integrazione siete
giunti?
Finmeccanica è la Corporate di un Gruppo che riunisce più aziende,
appartenenti a diversi settori: Aeronautica, Elicotteri, Spazio,
Elettronica per la Difesa, Sistemi di Difesa, Energia, Trasporti e Sistemi
Integrati.
Una volta avviato il processo di integrazione del Gruppo la Casa
Madre si è trovata
a dover progettare una struttura di controllo strategico, indirizzando
le attività delle diverse aziende, perché diventassero sinergiche.
Uno degli obiettivi strategici più impellenti è stato proprio
quello di integrarsi per competere sul mercato. Offrire prodotti
e servizi non come singoli appartenenti a una stessa realtà, ma come
un forte Gruppo industriale con un’unica politica di comunicazione e
un’unica
strategia.
Questa
necessità di integrazione,
che si rispecchia anche nell’utilizzo di soluzioni di Business
Intelligence targate SAS, risponde a una particolare esigenza?
Esattamente.
Un’esigenza che proviene direttamente dal particolare mercato
nel quale Finmeccanica opera, quello della Difesa e della Sicurezza.
Questo mercato sta modificando
le sue
caratteristiche: ultimamente, infatti, richiede
la possibilità di avere accesso
a sistemi e non più a singole soluzioni. Per questo le aziende
che prima operavano separatamente, ora si trovano a essere più integrate
e sinergiche. E la stessa “vicinanza” viene sollecitata
anche ai partner. Per capire il concetto: non viene più richiesto
un singolo elicottero, alle aziende del nostro calibro, ma un intero
sistema di difesa costiero.
La Business Intelligence e la gestione delle informazioni
sono strumenti essenziali per abilitare
questo scenario e SAS fornisce in questo senso
un significativo contributo.
Quali
sono le richieste che più spesso le vengono poste dall’alta
direzione? Di che tipo di informazioni necessitano gli utenti del
Gruppo?
Innanzitutto vi sono le richieste “classiche”,
tipiche di un’azienda
quotata in Borsa, ossia i report istituzionali. Ovviamente è necessario
distinguere tra la domanda che proviene dalla Capo Gruppo e quella che giunge
dalle aziende operative. La
Corporate,
per
suanatura, ha necessità di
una visione ampiadei processi. In questo caso le informazioni generate dai
report sono tutte di business ma eterogenee: occorre
quindi una
loro
omogeneizzazione. Alla richiesta di tipo
istituzionale si risponde con un reporting
economico/finanziario, a cui stiamo
abbinando il Performance Management; inoltre,
per i progetti di grande dimensione,
viene applicato il modello di Lifecycle
Management di Gruppo, che accompagna
tutte
le fasi, sino alla completa delivery.
E per quanto riguarda
i sistemi informativi?
In questa fase di integrazione tra le diverse aziende,
vengono richieste informazioni anche sullo stato della tecnologia.
Dobbiamo infatti essere in grado di gestire il rinnovamento dei processi
informativi. Lo scambio di informazioni
avviene in due modi: o attraverso meccanismi
professionali o attraverso soluzioni
di Business Intelligence e gestione dei dati.
Come nasce il rapporto con SAS?
La storia che ci vede collaborare con SAS inizia circa
due anni fa, a seguito di una richiesta proveniente dalle Risorse Umane.
Tale Funzione domandava ai Sistemi Informativi di individuare
uno strumento per gestire le informazioni
sulle risorse chiave. Occorre spiegare
che Finmeccanica fa leva su tutte le figure
del Gruppo per individuare le professionalità necessarie
allo sviluppo dello stesso: era quindi necessario uno strumento che
consentisse di studiare il replacement
e i possibili candidati per particolari posizioni. È
stato così creato, con il supporto di SAS, un cruscotto per
il top management, rapido e intuitivo, che oggi consente di scegliere
con facilità dirigenti
e risorse di alto valore strategico. Al momento la soluzione, alimentata
dai sistemi informativi delle aziende
del Gruppo, viene utilizzata solo dalla Corporate, in
futuro se ne prevede l’estensione
anche alle altre aziende.
Il top management ha gradito le nuove funzionalità?
Certamente c’è soddisfazione
per lo strumento, che viene apprezzato nella sua globalità e
per le potenzialità che
riesce ad esprimere, oltre alla conoscenza approfondita dello
scenario aziendale. Si tratta
comunque solo di una parte del percorso, quella relativa
alle HR, sulla via della più stretta
integrazione dei sistemi informativi di tutto il Gruppo.
Quali i temi più “caldi” e gettonati, che avvicinano
l’azienda alle soluzioni di Business Intelligence?
Direi che il tema più sentito è quello
della gestione delle informazioni nel suo complesso. Da una
parte
il reporting economico e dall’altra
le informazioni relative a prodotti, competenze e tecnologie.
A questo aggiungiamo anche il Performance Management per i
contratti sottoscritti dal
Gruppo. Va ricordato che i player,
nel nostro
settore, sono pochi. Per questo ci
troviamo a essere, spesso, sia partner
che competitor. Questo comporta la gestione di
due vincoli. Da una parte la flessibilità:
occorre adeguareil modo di gestire le informazioni seguendole
richieste dei prime contractor.
In seconda battuta, bisogna essere assolutamente
certi di gestire correttamente tali informazioni.
Uno dei temi molto caro a SAS, quello del “Time
to Intelligence", è per
noi fondamentale. I tempi di decisione si stanno notevolmente
abbassando. Anche
nella realizzazione dei nostri prodotti, è
diventato quasi più importante condividere le informazioni
piuttosto che trattenerle.
Quale direzione stanno
prendendo i vostri sistemi informativi?
Nel Gruppo ad oggi sono presenti tre sistemi
principali di Business Intelligence. Uno degli sforzi, per seguire
la logica dell’integrazione, è quello
di rendere uniformi i dati. A monte degli strumenti utilizzati, il
processo da affrontare ci vede
impegnati a seguire tre priorità:
integrazione, internazionalizzazione e aumento della profittabilità.
Può affermare
che il Gruppo Finmeccanica è
ormai maturo, nel confronti dei processi di Business Intelligence?
Al momento manca ancora una piena integrazione
tra le informazioni delle aziende. Il modello è in
corso di definizione, perché occorre
mantenere un approccio trasversale o coerente alle necessità dei
singoli settori in cui le nostre aziende operano.
Come si è strutturato il comparto
ICT all’interno del Gruppo?
Una definizione
di ICT Governance da parte della Corporate esiste solo dal 2006.
Abbiamo un partner tecnologico di
Gruppo, Elsag, ma ancora le aziende seguono processi di gestione
dell’IT spesso
indipendenti. Con il 2006, Finmeccanica ha scelto di indirizzare
l’ICT
sotto un’unica visione: definire
un unico modello di Governance e creare sinergia tra tutti i CIO
delle aziende.
Qual è il
suo ruolo come responsabile dell’ICT Governance?
Sono entrato in Finmeccanica due anni fa, con l’obiettivo
di collaborare al percorso di integrazione promosso dalla Corporate.
La responsabilità della
Governance è di indirizzo e controllo:
sia del sourcing a livello di Gruppo, che della spesa ICT complessiva,
sia degli strumenti e metodologie adottati per la
gestione
dei progetti informatici. Oggi Finmeccanica
gestisce
l’ICT, nelle singole
aziende, in modo variabile, con strutture di diversa complessità e
responsabilità.
Nostro compito è quello di uniformare
modelli, metodologie e processi trasversali, oltre che promuovere il
ruolo dell’ICT nel processo
produttivo delle aziende. Il ruolo del CIO è fondamentale,
in quanto a supporto del business, e non può essere improvvisato.
Come la Business
Intelligence può secondo lei contribuire all’accelerazione
verso l’innovazione?
Penso che la Business Intelligence possa favorire l’innovazione
attraverso la condivisione intelligente delle informazioni e attraverso
una definizione corretta del Performance
Management nell’ambito
dei processi principali. A una serie di domande la BI può rispondere
efficacemente: cosa facciamo, come potremmo fare meglio, risparmiando
e utilizzando la
tecnologia esistente, quali risorse realmente abbiamo
a disposizione? Questo è per noi fondamentale.
SAS ci aiuta a essere competitivi in un mercato che soffre
spesso la sindrome
del “not
invented here” nel quale vogliamo
essere, aldilà di tutto, assoluti protagonisti.
| Innovazione e ricerca, per competere nell’internazionale
Lo
scorso anno il Gruppo ha investito 1,7 miliardi di euro
in attività di
R&S. Investimenti
di tale portata di per sé potrebbero significare
poco se non venissero effettuati nell’ambito di
un disegno strategico e di azioni di governo centrale
(governance tecnologica)
capaci di creare sinergie tra le aziende e spinta
all’innovazione.
Finmeccanica partecipa attivamente alle attività di
19 istituti di ricerca italiani, 29 tra istituti di ricerca
e università estere,
41 università italiane e con istituzioni nazionali
e internazionali. La centralità dell’innovazione è per
Finmeccanica una necessità,
per sostenere la sua vocazione all’eccellenza tecnologica
e per aumentare la capacità del gruppo di
vincere la sfida dei mercati. Un fondamentale elemento
di spinta nell’alimentazione
dei percorsi di innovazione è costituito,
ad esempio, dal progetto Mindsh@re: un processo per la
valorizzazione del patrimonio tecnologico comune, pensato
con l’obiettivo di connettere
le persone in una rete di conoscenze che faccia da moltiplicatore
per la possibilità di generare
nuove idee, prodotti e talenti ed essere il motore per
una reale innovazione di valore attraverso le "comunità tecnologiche",
un modello organizzativo trasversale volto a focalizzare
e condividere le attività di ricerca su
temi considerati di primo piano sotto il profilo industriale.
Perché questi
crocevia della conoscenza siano in grado di determinare
nuovi ed efficaci percorsi, è necessario
sfruttarne appieno tutte le potenzialità in termini
di creazione di una cultura comune, delle tecnologie
e dell’innovazione,
che si realizza anche tramite una corretta ed efficace
condivisione dell’informazione.
Allo stesso tempo, anche in collaborazione con SAS, il
Gruppo Finmeccanica
ripone fondamentale energia in un’attività di
intelligence che sappia nutrire il cammino plurale dell’innovazione
e a sua volta si nutra dell'attenzione continua al mercato,nella
prospettiva dello sviluppo di un network
che coinvolga clienti e partner per un’efficace
gestione della catena del valore.
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