Qual è il fattore determinante per il successo
di mercato nelle incertezze del quadro economico odierno? Se si rivolgesse
questa domanda
al top management delle aziende manifatturiere, probabilmente la risposta
sarebbe unanime: la capacità di individuare e di soddisfare
i bisogni del consumatore con il prodotto giusto al prezzo migliore.
Più facile
a dirsi che a farsi, si dirà, soprattutto se l’azienda
opera in un contesto globale e deve fronteggiare una concorrenza agguerrita
paese per paese. Al di là del semplicismo che è sempre
in agguato quando si vuole racchiudere in una formula una realtà economica
complessa e spesso sfuggente, è un fatto che la conoscenza del
consumatore e pricing sono i due fattori intorno a cui ruota e si dipana
la strategia dell’azienda. E che il successo sul piano globale
scaturisce invariabilmente da un’approfondita conoscenza delle
singole realtà locali.
Qualità e design made in
Italy
È questa la strada intrapresa da Faber che, nata in Italia nel
1955, ha saputo rapidamente proiettarsi sul piano internazionale fino ad assumere
un ruolo di player mondiale nel settore delle cappe per cucina. Oggi, come parte
del Gruppo Franke, detiene il 14% del mercato globale, mentre le 13 filiali dislocate
nei diversi paesi (compresi India, Argentina e Cina) generano il 65% dei ricavi
totali. Ingredienti di questo successo, la chiarezza di visione strategica, prima
di tutto, che coniuga visione di prospettiva con qualità, innovazione
tecnologica e design dei prodotti. Ma anche la capacità di “far
parlare” il patrimonio informativo aziendale per rispondere alle domande
cruciali di cui si parlava: quali sono i bisogni dei consumatori nei singoli
mercati locali? quali tipologie di prodotto soddisfano questi bisogni? quale
politica di pricing adottare per massimizzare i ricavi e la redditività?
Più flessibilità analitica
Già dal 2002, in coincidenza con la revisione dell’infrastruttura
informativa e l’applicazione di un nuovo modello di business, Faber
ha fatto un uso intensivo della Business Intelligence di SAS per supportare
il processo decisionale nei diversi paesi. Come sottolinea Elisa
Galassi, Responsabile dei Sistemi Informativi del Gruppo Faber, “Il
nostro obiettivo era quello di sfruttare in modo creativo i dati provenienti
dai sistemi SAP per acquisire un vantaggio competitivo”.
Più recentemente,
Faber ha ridisegnato il data warehouse SAS allo scopo di aumentare la
flessibilità nella segmentazione dei dati (ad esempio, per singola
azienda, lingua e valuta). "SAS – riprende
Galassi – offre
ai decisori delle singole filiali le informazioni e le capacità analitiche
necessarie per identificare e soddisfare le richieste dei mercati nazionali.
Dal momento che la produzione è delocalizzata, abbiamo la necessità di
conoscere le peculiari esigenze dei singoli paesi sia per progettare
e realizzare il prodotto giusto, sia per definire e applicare le corrette
politiche di pricing.” Per fare un esempio della flessibilità analitica
resa possibile dalla soluzione, il Direttore Commerciale di Gruppo può esaminare
un report delle vendite in Cina in valuta euro con descrizioni in italiano
e in inglese. Può poi incrociare questi dati con i risultati dell’Italia
e della Turchia, per individuare opportunità di cross-selling
tra i diversi paesi e stabilire il prezzo ottimale nei diversi contesti.
Un balzo nelle vendite del 10%
“SAS – afferma Galassi – ci
permette di ottenere i risultati delle analisi con una rapidità impressionante. Con SAP,
parliamo di giorni o di settimane, con SAS di ore e stiamo cercando di
velocizzare ulteriormente il processo. Questo significa che siamo in
grado di sfruttare più rapidamente tutte le opportunità di
business, il che si traduce in più ricavi e maggiori profitti.” A
titolo di esempio, le migliorate prestazioni nella data integration hanno
permesso a Faber di accelerare di oltre il 40% la velocità di
caricamento dei dati dal sistema ERP. In termini generali, i risultati
sono ancora più eclatanti: l’adozione della soluzione SAS
da parte delle filiali ha prodotto un incremento delle vendite che supera
il 10%. “Se consideriamo gli investimenti effettuati e
i risultati ottenuti – conclude Elisa Galassi – mi
sembra che il ROI sia pienamente soddisfacente. In ogni caso, abbiamo
scelto una soluzione
che ha indubbiamente potenziato le nostre performance finanziarie. Ora,
quando il CEO si pone una domanda, sa di poter trovare la risposta giusta.
La soluzione SAS è diventata per noi veramente mission critical.”
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