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BI, strumento di governo
Sistemi di governance per la sanità, data warehouse decisionali, cruscotti direzionali: il CSI-Piemonte aiuta la Pubblica Amministrazione Locale ad assolvere al proprio ruolo di coordinamento e di programmazione.

Federalismo, autogoverno, devolution: sono parole ormai entrate nel vocabolario comune da quando la riforma del Titolo V della Costituzione ha assegnato un ampio spettro di nuove competenze alle pubbliche amministrazioni locali, prime fra tutte le Regioni. Enti che oggi si trovano impegnati in un processo di cambiamento in cui il ruolo di indirizzo e di coordinamento, in una parola di governo, prevale sulla funzione meramente amministrativa. E dal momento che la funzione di governo presuppone una conoscenza di dettaglio del territorio, gli enti locali vanno individuando nell’informatizzazione e nell’innovazione tecnologica gli strumenti prioritari per assolvere al meglio i propri compiti di controllo e di programmazione. È questa la strada intrapresa dalla Pubblica Amministrazione piemontese che, nel suo percorso di cambiamento, ha potuto contare su un partner come il CSI-Piemonte, il cui core business risiede appunto nell’innovazione per il settore pubblico locale. Una realtà solida e radicata sul territorio, che è andata costantemente crescendo negli anni e che oggi, con ricavi annui pari a 180 milioni di euro (2005), 1.200 dipendenti, oltre 50 AS Itafessionalità e la nostra competenza sono riconosciuti e apprezzati anche al di fuori del Piemonte, tanto che molti dei servizi realizzati per i nostri consorziati ottengono ogni anno numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Anche per questo ci siamo dotati, a partire dal 2004, di una Direzione Progetti Internazionali, nata per ampliare la nostra capacità di intervento oltre i confini nazionali, a supporto di enti e aziende del comparto tecnologico piemontese.

Come è iniziata la collaborazione con SAS? Quali erano gli obiettivi? E quali benefici porta l'utilizzo delle soluzioni di Business Intelligence?
La collaborazione con SAS è nata circa 20 anni fa. Abbiamo seguito l’iter evolutivo delle diverse piattaforme tecnologiche, passando dal mainframe ai Pc/server e dalle applicazioni di reportistica orientate alla produzione di tabulati cartacei alle soluzioni web capaci di distribuire i dati in una rete articolata di enti, fino ai servizi su device di ultima generazione come i palmari. Le prime applicazioni costruite con l’apporto di SAS venivano utilizzate soprattutto per fini statistici, ma erano ancora limitate ai singoli ambiti direzionali e divisionali. Negli anni la situazione si è evoluta e abbiamo realizzato servizi sempre più complessi che offrono differenti tipologie di accesso alle informazioni, secondo modalità inter-ente rivolte all’interscambio delle informazioni. I risultati raggiunti in questi anni dal CSI-Piemonte in ambito Business Intelligence rappresentano un’esperienza di notevole rilievo a livello nazionale e internazionale. Si è presentata, a partire dal 2005, l’opportunità di condividere in ambito internazionale i risultati delle nostre attività e di proporci come esempio nel campo della ricerca innovativa sul piano tecnologico e, soprattutto, metodologico. La nuova piattaforma SAS, infatti, risulta molto complessa e occorre spostarsi al di fuori dei confini italiani per trovare configurazioni altrettanto complete. Le soluzioni di Business Intelligence consentono di rendere i dati accessibili in modalità semplificata, permettendo di raggiungere un bacino di utenza allargato rispetto al passato, quando era ristretto agli ambiti degli specialisti.

In che modo la Business Intelligence può essere strategica per la Pubblica Amministrazione e la Sanità?
Grazie all’evoluzione della Business Intelligence abbiamo potuto realizzare diversi strumenti di governo sempre più mirati a supportare la valutazione e la decisione nel settore sanitario. Penso alle prescrizioni farmaceutiche, allo screening dei tumori femminili, al data warehouse dell'Osservatorio Epidemiologico Regionale e agli strumenti di calcolo dinamico di indicatori epidemiologici, ai sistemi d’interesse delle Aziende Sanitarie o al sistema degli indicatori regionali, sul tema di monitoraggio dei finanziamenti. L’implementazione dei diversi sistemi è stata realizzata utilizzando i moduli della piattaforma SAS, che costituisce l’infrastruttura portante per le soluzioni di Business Intelligence per tutta la Pubblica Amministrazione piemontese. Lo sviluppo logico di questi sistemi è teso verso un disegno di integrazione in grado di condurre progressivamente alla realizzazione di sistemi di indicatori e cruscotti informativi utili al governo ai diversi livelli istituzionali di riferimento, regionali e locali.

Ci può fare qualche esempio di utilizzo eccellente di SAS che ha portato risultati significativi?
In questo momento abbiamo raggiunto un livello di eccellenza nell’utilizzo della suite dedicata alle attività di data quality, applicata in diversi servizi allo scopo di rendere il dato sempre certificato e quindi fruibile nel modo più corretto. Sono state modificate basi dati di grandi dimensioni di carattere tributario e scolastico e sono stati utilizzati questi controlli anche nelle procedure di tipo quotidiano. Per rendere i dati sempre più diffusi e facilmente fruibili, risulta indispensabile definire i diversi livelli di garanzia del dato stesso così da certificarne la qualità. Attraverso SAS abbiamo utilizzato con successo alcuni moderni strumenti di analisi di dati, come il data e il text mining. Con il data mining si intende l’estrazione di conoscenza da banche dati di grandi dimensioni tramite l'applicazione di algoritmi che individuano le associazioni “nascoste” tra le informazioni e le rendono visibili, mentre con il text mining l’estrazione della conoscenza avviene dai documenti di testo, ad esempio per effettuare un “filtraggio intelligente” dei documenti non strutturati.

Quali sono i vostri referenti? Di che tipo di informazioni necessitano? E quali sono le esigenze che vi proponete di soddisfare?
I referenti sono i nostri stessi consorziati, ovvero Regione Piemonte, Provincia e Città di Torino, Aziende Sanitarie Locali e Ospedaliere, Comuni e le tante altre realtà che si affidano a noi per ottenere servizi e soluzioni. Ma forse i numeri possono servire a capire meglio le esigenze a cui veniamo incontro. Basti dire che trattiamo circa 1.150 basi dati per i diversi clienti: i database di tipo operazionale sono oltre 900 e tutti costituiscono possibili fonti di alimentazione per i 170 data warehouse di tipo decisionale, che supportano gli amministratori nelle loro attività quotidiane. Per quanto riguarda le applicazioni che forniamo ai clienti, bisogna distinguere tra servizi di fruizione delle informazioni (front-end) e processi di costruzione delle basi dati decisionali (back-end). Si va dal semplice servizio di estrazione dati (query & reporting dinamico o statico) al servizio di analisi multidimensionale, al data mining, fino alle applicazioni di tipo strategico.

Se dovesse definire la Business Intelligence, cosa direbbe? E come secondo lei la Business Intelligence può contribuire ad accelerare l'innovazione?
La Business Intelligence è conoscenza, ma soprattutto diffusione della conoscenza. Tecnicamente parlando, è la trasformazione del dato in informazione strutturata allo scopo di diffondere conoscenza, per guidare chi prende le decisioni ad analizzare con più chiavi di lettura i diversi fenomeni e di conseguenza aiutandolo a operare nel modo più corretto. In una visione a lungo termine occorre osservare che si avrà un’ulteriore accelerazione dell’informazione digitale. Già oggi vediamo quanto le informazioni che ci circondano siano in quantità crescente, ma in futuro ci sarà un aumento esponenziale della disponibilità di informazioni. Sinora le informazioni sono cresciute in modo controllato e strutturato nei data center, ma d’ora in poi cresceranno velocemente in quantità e arriveranno in modo sempre più destrutturato, attraverso messaggi, immagini, contributi audio e video. Anche in una visione evolutiva dei dati della Pubblica Amministrazione occorre tenere presente questa tendenza: le basi dati saranno sempre più voluminose, conterranno sempre più informazioni di diversa tipologia e soprattutto non saranno facilmente strutturabili. La Business Intelligence deve essere in grado di trasformare il patrimonio di dati in quest’ottica di evoluzione dei dati stessi, governando la fruizione delle diverse fonti per integrarle sia all’interno dei singoli domini tematici sia tra un dominio e l’altro, al fine di convogliare l’interscambio all’interno della PA (il cosiddetto G2G, government-to-government). Una sfida difficile, ma assolutamente prioritaria.

Parola d’ordine: innovazione
Fin dal 1977, anno della sua costituzione, il CSI-Piemonte (www.csipiemonte.it) promuove l’innovazione della Pubblica Amministrazione Locale realizzando servizi e sistemi informativi con l’impiego dei più moderni strumenti informatici e telematici. Con 180 milioni di euro di ricavi annui (Bilancio 2005), oltre 1.200 dipendenti e 8 sedi operative sul territorio, il CSI-Piemonte rappresenta oggi un punto di riferimento a livello nazionale ed europeo nel settore dell’informatica pubblica. Favorisce il dialogo fra le Amministrazioni, facilita il loro incontro con il mondo dell’imprenditoria e della ricerca e opera per estendere a tutto il Piemonte i benefici dell’ICT. Vi aderiscono oggi 54 Enti consorziati. Fra questi la Regione Piemonte, gli Atenei regionali, tutte le Province piemontesi, 15 Comuni, 19 fra Aziende Sanitarie Locali e Ospedaliere, numerose Agenzie, un'Associazione di Comuni e una Comunità Montana. Grazie alla sua capacità innovativa e alle sue competenze, il Consorzio offre da anni soluzioni tecnologiche in diversi settori di intervento: ambiente e territorio, protezione civile, catasto e tributi, attività produttive, formazione e lavoro, beni culturali, sanità. Fra le prime quindici aziende italiane del settore, in occasione della recente XXIII Universiade Invernale Torino 2007, il CSI-Piemonte è stato scelto dal Comitato Organizzatore come “Official Supplier” per i servizi tecnologici connessi alla manifestazione.

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CSI-Piemonte
"I risultati raggiunti in questi anni dal CSI-Piemonte in ambito Business Intelligence rappresentano un’esperienza di notevole rilievo a livello nazionale e internazionale. Si è presentata, a partire dal 2005, l’opportunità di condividere in ambito internazionale i risultati delle nostre attività e di proporci come esempio nel campo della ricerca innovativa sul piano tecnologico e, soprattutto, metodologico".

-- Francesco Brizio, Presidente di CSI-Piemonte
ALTRE informazioni
SAS Business Intelligence
SAS per la Pubblica Amministrazione e la Sanità

Testimonianza tratta da
itasascom
gennaio 2007
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