Preso d’assalto ogni anno da circa 14 milioni di turisti
e composto nel suo complesso da realtà anche molto diverse
tra loro, come la Municipalità del Lido e quelle di Marghera
e di Favaro, il Comune di Venezia ha da qualche tempo concentrato
i propri sforzi per riuscire a definire e gestire al meglio le proprie
risorse e il proprio organico, composto da quasi 3mila dipendenti
e 86 dirigenti.
Per riuscirvi ha delineato un progetto strategico
operativo organizzato per obiettivi che consente di monitorare al
meglio le attività e di pianificare nuovi investimenti.
“Siamo
partiti nel 2000 in seguito all’elezione del nuovo Sindaco
e all’arrivo del city manager, con un progetto che prevedeva
lo sviluppo di un sistema di gestione per obiettivi. – spiega Paola Ravenna,
responsabile del servizio programmazione e controllo di gestione/qualità del Comune di Venezia – Questo
ha portato all’identificazione di un Piano dettagliato degli
obiettivi, alla realizzazione di un nuovo Piano esecutivo di gestione
e infine
alla stesura di un vero e proprio bilancio sociale”.
Obiettivi nel portale
Nel settembre 2000 il Comune di Venezia ha
costituito la direzione pianificazione e controllo e il servizio di
controllo qualità. Questo è stato il primo passo per
l’introduzione di un sistema di gestione per obiettivi, relativamente
alla città e alle tre Municipalità che attengono al Comune. “
Questo
tipo di progetto – riprende Paola Ravenna – ha reso necessario
mettere in atto alcuni corsi di formazione destinati a dirigenti e
direttori per la definizione del Piano dettagliato degli obiettivi
che prevede l’individuazione degli obiettivi strategici e degli
indicatori necessari per valutare il loro raggiungimento, i tempi necessari
e i responsabili”.
A supporto del progetto è stato anche
creato, con l’ausilio di SAS, un “portale degli obiettivi” (Pdo),
contenente tutti i dati e le informazioni di riferimento. Il
portale, il cui accesso via Intranet è consentito a tutti i
dirigenti, alla direzione generale e al personale dell’area programmazione
e controllo, permette di avere sott’occhio la situazione in ogni
sua fase. “Il portale – precisa Paola Ravenna – consente
di aggiornare i piani e di valutare eventuali scostamenti, introducendo,
se e quando necessario, gli opportuni correttivi. Inoltre,
una volta approvato, il Pdo è stato pubblicato anche su Internet. In tal
modo oggi può essere consultato da cittadini, imprese e professionisti”.
L’attività di lavoro del Comune ha determinato nel 2004
la definizione di un Piano esecutivo di gestione che, oltre
a contemplare gli obiettivi gestionali, gli indicatori, i tempi e i
responsabili,
contiene anche importanti informazioni sugli stakeholder per ogni obiettivo,
l’analisi del personale interno ed esterno, alcuni indicatori
di bilancio ambientale e le eventuali criticità. Viene quindi
creato un sistema di monitoraggio degli obiettivi, che tiene conto
anche dei dati economico-gestionali. “Grazie alla
tecnologia SAS – commenta Paola Ravenna – siamo
in grado di monitorare gli obiettivi e di analizzare i dati in maniera
puntuale. Questo consente,
attraverso l’incrocio dei dati contabili, di valutare le performance
dei singoli dirigenti in base agli obiettivi, individuando i livelli
di andamento e ponendo rimedi”. Questo processo ha portato
nel 2004 alla realizzazione di un catalogo prodotti, una sorta
di anagrafe dei prodotti/servizi erogati dal Comune, che ha coinvolto
tredici direzioni.
Sono stati individuati 293 prodotti e 940 indicatori; è stato
realizzato un database di supporto alla rilevazione e all’analisi
dei dati, creato dalla società Venis con SAS. In questo modo
i dati sono gestibili e consultabili dai singoli utenti profilati e
abilitati all’accesso.
“L’obiettivo – prosegue Paola Ravenna – è quello
di individuare specifici criteri di catalogazione e misurazione
che permettano di analizzare le singole attività nel tempo,
in termini di quantità prodotte e risorse utilizzate, e consentano
un loro confronto anche con quelle di altri Comuni. È chiaro
che il sistema di reportistica che si crea rende possibile analizzare
l’andamento
di ogni singolo progetto e anche comprendere con maggiore precisione
quante risorse, finanziarie e umane, si possono destinare a ogni
obiettivo”.
I risultati raggiunti sono importanti, in particolare perché consentono
di gestire in maniera comune gli obiettivi tra le diverse direzioni,
analizzando al meglio gli scostamenti tra preventivo e consuntivo e,
in pratica, inserendo un metodo di pianificazione a ciclo continuo,
basato su un’attività di reportistica puntuale.
Dal bilancio sociale al bilancio partecipativo
Dal 2002, il Comune di Venezia ha messo anche
in atto il bilancio sociale, che nel 2003 e nel 2004 si è trasformato
in bilancio socio–ambientale. In sostanza si è lavorato
per la costruzione di una rappresentazione del bilancio comprensibile
a tutti e per cambiare il punto di vista da quello di “chi eroga
i servizi” a quello di “chi usufruisce dei servizi”.
"Il
bilancio sociale – sottolinea Paola Ravenna – tiene conto
delle particolari caratteristiche del tessuto del Comune ed è strutturato
in cinque aree: Famiglia, Solidarietà, Conoscenza, Tempo
Libero ed Economia. A partire dall’edizione 2003 sono
state aggiunte tre nuove aree: Comunicazione, Opere infrastrutturali
e Ambiente. In
questo modo si tiene ora conto di tutte le realtà presenti nel
territorio comunale ed è possibile leggere le informazioni con
maggiore facilità. Il bilancio sociale permette anche di comunicare
con chiarezza alla popolazione cosa si è fatto, dove si intende
investire e quali sono le intenzioni del Comune”. A Venezia sono
state distribuite via posta 125mila copie del bilancio sociale, è stato
attivato un call center informativo ed è stato costituito un
forum sul sito del Comune (www.comune.venezia.it/bilanciosociale).
Il progetto non si è fermato qui e oggi il Comune sta compiendo
i primi passi verso la realizzazione di un bilancio partecipativo sociale.
Da qui nasce l'iniziativa “Rovesciamo il tavolo” che prevede
l’apertura della “macchina comunale” alla partecipazione
diretta ed effettiva della popolazione, in merito all’assunzione
di decisioni sugli obiettivi e la distribuzione degli investimenti
pubblici.
"Il bilancio partecipativo – conclude Paola Ravenna – rappresenta
uno strumento di innovazione nei rapporti tra cittadini e amministrazione
ed è a tutti gli effetti un processo di co-gestione territoriale
che consente la condivisione dei progetti da perseguire”. Alla
luce di tutto ciò, risulta evidente il ruolo fondamentale
giocato dalle tecnologie che consentono un accesso semplice alle
informazioni
e un’analisi dei processi.
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