| Secondo le statistiche più recenti, in
Italia quasi due terzi del totale speso da tutti i titolari di carte
di credito è realizzato con CartaSi. Un successo raggiunto
dopo anni di lavoro, nei quali CartaSi ha accompagnato il cammino
degli italiani verso l’uso diffuso e apprezzato di uno strumento
di pagamento che soltanto pochi anni fa aveva una connotazione piuttosto
elitaria, appannaggio di fasce di utenti piuttosto ristrette e assunto
non di rado come status symbol. Lo conferma anche la nostra annuale
ricerca di Customer Satisfaction condotta nella scorsa primavera,
nella quale molti intervistati hanno definito CartaSi come “la
carta più nota e diffusa in Italia”, “la carta
per la gente comune” e così via.
Se poi consideriamo
che la stessa indagine ha riportato risultati per noi estremamente
lusinghieri sull’ampia spendibilità della carta e sulla
completezza dei servizi offerti, abbiamo motivo di rallegrarci per
il lavoro svolto.
Ma questi risultati devono costituire soltanto
il punto di partenza per individuare traguardi ancora più ambiziosi.
Per cominciare, la concorrenza è molto agguerrita, sia sul
fronte nazionale sia in relazione all’entrata in Italia di
primari issuer stranieri, e la gamma delle offerte e dei servizi
risulta in perenne trasformazione. Inoltre, se è vero che
il primato di CartaSi è consolidato nello speso grazie al
più elevato tasso di attività, le emissioni da parte
dei concorrenti hanno ridotto la quota in termini di numero di
carte a un terzo del mercato complessivo e la progressiva massificazione
del mercato rende aggredibili nuovi segmenti di clientela. Infine,
non va trascurato l’attuale sviluppo delle azioni di marketing
in materia di servizi finanziari, tendenza dovuta sia all’inasprimento
della concorrenza in un contesto più competitivo sia alle
superiori attese dei clienti, divenuti man mano sempre più esigenti.
In questa ripresa del marketing, il mondo bancario ha adottato
tecniche e approcci estremamente sofisticati, che in precedenza
erano in uso
solo nei settori dell’industria o della grande distribuzione. Dalla
fidelizzazione alla retention: la centralità del cliente
Il marketing di CartaSi ha individuato due obiettivi
prioritari su cui investire: da una parte lo sviluppo
e la fidelizzazione della clientela,
dall’altra la retention, cioè il mantenimento dell’attuale
customer base.
Per quanto a monte di tutto il processo ci sia
la fase dell’acquisizione,
abbiamo ritenuto di poter conseguire ritorni più importanti e significativi
concentrandoci primariamente sui clienti attuali, piuttosto che tentare di
guadagnare quote di mercato con operazioni rivolte a clienti più marginali,
il cui rapporto costi/benefici non sempre risulta così favorevole.
Per sviluppare un programma di marketing, occorre innanzitutto conoscere
in maniera approfondita la propria clientela: caratteristiche, profilo di
consumo, redditività,
aspettative verso lo strumento carta di credito e verso l’azienda CartaSi
in particolare, e così via. In questo gioca un ruolo importante
la considerazione che CartaSi, data la grande varietà della propria
clientela, non ha un vero e proprio “cliente medio”, ma soltanto
gruppi di clienti dalle caratteristiche affini.
In relazione alla tipologia di attività gestita
e poiché disponiamo
da diversi anni di un grande data warehouse di marketing, i dati sui clienti
non mancano. Il problema è piuttosto l’organizzazione, l’elaborazione
e l’interpretazione di questi dati secondo modelli che consentano di
analizzare il comportamento dei clienti e di formulare
previsioni attendibili riguardo alle loro attitudini future, con particolare
riferimento ai rischi di abbandono e alle opportunità di fornitura
di prodotti e servizi aggiuntivi rispetto a quelli già goduti.
Queste ulteriori occasioni di ampliamento
possono essere sviluppate, ad esempio, attraverso azioni di up-selling (con
l’offerta di prodotti e/o servizi di categoria superiore a quella attualmente
usufruita, e per i quali il cliente mostri una significativa propensione,
come ad esempio per un prodotto Oro) e/o di cross-selling (cioè con
l’offerta
di prodotti e/o servizi integrativi in una nuova area di utilizzazione, contigua
o affine a quella attualmente sfruttata dal cliente, ma che, di nuovo, trovi
quest’ultimo incline all’estensione dell’utilizzazione
stessa, come nel caso di una carta aggiuntiva familiare per il coniuge).
Proprio nell’intento
di organizzare ed elaborare questi grandi volumi di dati, cuore di tutto
il processo, la tecnologia è risultata indispensabile.
Grazie anche a SAS,
società che ci ha fornito non solo il software ma anche un servizio
di assistenza e consulenza di alto livello in tutte le fasi del nostro lavoro,
abbiamo man mano introdotto e adottato processi di Business Intelligence
atti a operare un’adeguata segmentazione della clientela volta a supportare
programmi di sviluppo e, più recentemente, a prevedere i rischi di
attrition, ovvero di perdita del cliente, intervenendo tempestivamente con
azioni di retention
mirata. I
conti tornano
I risultati non sono mancati. Già nel primo anno di implementazione,
l’azienda ha incrementato del 31% la spesa dei titolari fidelizzati al
Club ioSi (il loyalty program aziendale) e ridotto dell’11% gli abbandoni,
grazie anche allo sviluppo di nuovi servizi e al lancio di oltre 20 campagne
promozionali continuative, la cui progettazione ed esecuzione prevedono l’impiego
di strumenti tecnologici come le soluzioni di Marketing
Automation.
Quanto allo sviluppo della clientela e ai risultati ottenuti in questo ambito,
vale la pena di precisare che non si tratta di far spendere più denaro
alla gente, piuttosto, di far capire, attraverso specifiche azioni di marketing
e campagne informative rivolte ai vari target, quante siano le occasioni d’uso
e quali i vantaggi connessi all’utilizzo quotidiano del “denaro di
plastica”. Tutti noi sappiamo, nella nostra qualità di clienti,
quanto sia sgradevole ricevere messaggi che ci propongono offerte inadeguate
e del tutto lontane dal
nostro profilo, dalle nostre esigenze e dalle nostre aspettative. Sono iniziative
che spesso risultano controproducenti, sia perché le aziende disperdono
risorse, sia per il fatto che i clienti possono avere la sensazione di essere
semplicemente target indifferenziati.
Fra le attività che abbiamo avviato
in direzione di uno sviluppo consapevole
ed efficace rientrano il potenziamento del contact center, l’offerta
del
Club ioSi, gli innovativi servizi sms (informazioni
via cellulare in tempo reale
sulle spese e la disponibilità residua), la domiciliazione dei
pagamenti
continuativi, la gestione personalizzata dei limiti di spesa,
l’offerta
di prodotti utilizzabili a discrezione con pagamento a saldo o rateizzato,
l’incremento
della sicurezza attraverso controlli sui livelli di spesa per prevenire le frodi,
la creazione di carte co–branded e il lancio di
specifiche promozioni in
partnership con aziende e con esercenti.
Per quanto riguarda la retention si
tratta di valutare diverse variabili al fine d’intraprendere, secondo i
casi, azioni reattive (gestire l’abbandono al suo manifestarsi) o proattive
(volte cioè a prevenire, cogliendo le criticità e intervenendo
in modo tempestivo a costi inferiori e con probabilità di successo nettamente
maggiori). Il parametro fondamentale è l’indice predittivo di attrition,
un indicatore che stabilisce la probabilità di abbandono futuro da parte
di ciascun titolare di CartaSi. L’indicatore è il risultato dell’incrocio
di vari elementi, fra cui dati anagrafici, dati comportamentali relativi all’uso
della carta e alle attitudini d’acquisto e analisi statistiche storiche
sui clienti che hanno abbandonato in precedenza. In questo modo vengono tracciate
le variabili di rischio più significative per formulare un rating, aggiornato
mensilmente, che identifica i clienti ad alto, medio e basso rischio (con un
rapporto 14:1, fra l’alto e il basso rischio, in termini di propensione
all’abbandono). Incrociando questa variabile con la redditività del
cliente si ottiene un quadro preciso che guida le azioni da intraprendere.
I risultati di queste analisi sono messi a disposizione sia del Marketing, che
deve programmare le opportune iniziative, sia degli operatori del Contact Center
(in forma semplificata, mediante un sistema di segnalazione semaforica), che
hanno l’esigenza di conoscere tempestivamente la situazione del cliente
in linea al momento. Proprio in quanto in continua evoluzione, la nostra
esperienza di marketing si avvale delle tecniche dei sistemi SAS per predisporre
simulazioni,
schemi e tabelle riassuntive, che consentono al nostro staff di predire e valutare
i risultati delle azioni, proponendo e testando costantemente gli interventi
di ottimizzazione (fine tuning).
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