| L’attenzione personalizzata al cliente? È una
parola, quando i clienti sono qualche milione. E quando poi si è una
banca, e quindi ci sono di mezzo i soldi, le cose si fanno più difficili
e i clienti, giustamente, diventano più ostici. Bisogna dunque
evitare, perché inutile
e dannoso, che capiti – magari
solo per errore – di proporre a un
pensionato formule di investimento aggressive, o, viceversa, di perdere
l’occasione
di raggiungere con una proposta di piani di accumulo un giovane professionista.
Ecco, sono queste situazioni,
presentate in forma paradossale e semplicistica
solo per chiarire il concetto,
che spingono un’organizzazione
a mettere in atto un piano per ottenere una mappa ragionata della
propria clientela.
Ed è quanto
stiamo facendo in BPU.
Il Gruppo BPU Banca:
una realtà complessa
da 2,7 milioni di clienti
(l'articolo è stato
pubblicato prima della nascita di UBI Banca, fusione tra il Gruppo
BPU e Banca Lombarda e Piemontese)
Il Gruppo BPU Banca (Banche Popolari Unite), nato ufficialmente
il
1° luglio
2003 per fusione tra i Gruppi Banca Popolare di Bergamo – Credito
Varesino e Banca Popolare Commercio e Industria (Milano) è
composto, secondo il modello del Gruppo Federale, da una Capogruppo
con sede a Bergamo (BPU Banca), 5 Banche Reti con filiali su gran parte
del territorio nazionale, con presenza
prevalente al Nord (Banca Popolare
di Bergamo-Credito
Varesino, Banca Popolare
Commercio & Industria)
e un buon presidio del Centro e del Sud. Il Gruppo comprende infatti
anche Banca Popolare di Ancona,
Banca Popolare di Todi, Banca Carime
(istituto derivante dalla fusione delle ex Casse
di Risparmio di Puglia, Calabria
e Salerno).
Completano il perimetro
del Gruppo le Fabbriche Prodotto e i Centri
di Competenza (SGR, Assicurazioni
Danni
e Vita, Leasing…), le Controllate estere,
una Sim di Distribuzione (Promotori Finanziari), Centrobanca (per il
Credito Industriale e l’Investment
Banking) e Banca 24/7 (specializzata nel consumer finance).
Con una raccolta globale (diretta e indiretta) che, a fine 2003,
sfiorava i 93 miliardi di euro e 1.200 sportelli in Italia, BPU è il
settimo gruppo bancario italiano in assoluto e il primo nell’ambito
delle Banche Popolari, con un’attività a tutto campo,
che spazia dai servizi bancari tradizionali a quelli online e telefonici,
dal risparmio gestito all’investment
banking, dal leasing alla bancassicurazione. Le reti bancarie dei
vari istituti e le società di
sviluppo prodotti e soluzioni fanno riferimento alla Società Capogruppo
BPU Banca, che svolge funzioni di coordinamento,
indirizzo strategico, controllo e gestione di servizi comuni.
Il Gruppo si rivolge sostanzialmente a tre fasce di mercato:
- Retail: famiglie consumatrici e produttrici
(privati consumatori e piccoli operatori economici, cioè studi
professionali, piccole e medie imprese, anche a carattere familiare)
per un totale di circa 2,66 milioni
di soggetti (il numero di clienti
viene
calcolato per somma delle persone fisiche
titolari di rapporti – singolarmente
o in cointestazione – con
la banca);
- Corporate: le aziende
di dimensione maggiore (28mila clienti);
- Private Banking: gestione personalizzata di patrimoni individuali
di consistenza superiore ai 500mila euro su oltre 33mila clienti.
Questo quadro sintetico serve a capire qual è la sfida più importante,
dal punto di vista dell’organizzazione
e dello sviluppo, per un Gruppo così articolato,
e per di più con una
storia molto recente, anche se le singole componenti vantano esperienze
e storie consolidate.
La sfida: conoscere bene il cliente per servirlo meglio
Tale sfida,
in sintesi, consiste nel trarre il massimo beneficio – per
il Gruppo, per i suoi clienti e per le singole Società – dalla
disponibilità di
un così vasto e differenziato
patrimonio di esperienze professionali e di radicamento territoriale,
coordinando e valorizzando al tempo stesso le varie
attività,
ottimizzando i processi e le strutture e collocando l’intero
Gruppo in un’ottica
di mercato globale.
In coerenza con questa visione strategica, è stata
assegnata una grande priorità a un’analisi approfondita
sulla clientela del Gruppo: chi sono i nostri clienti; che
tipo di servizi
hanno
in essere con noi; qual è il
loro valore; quali clienti presentano il più alto
potenziale di crescita, cioè la
disponibilità a esaminare nostre ulteriori
proposte per rispondere a loro necessità, espresse
o inespresse. Quest’ultimo
aspetto – l’identificazione del cosiddetto “full
potential” di un cliente – è
di particolare rilevanza per un Gruppo come BPU che, per l’ampiezza
dei settori di intervento, punta a offrire un servizio in cui sia
la banca l’unico
fidato interlocutore del cliente per le esigenze più diverse:
basti citare al riguardo l’esempio del nostro impegno in campo
assicurativo e, nel caso delle piccole e medie imprese, l’esclusivo
portale Coralis che mettiamo a loro disposizione per una introduzione
all’e-business,
oltre a servizi di consulenza in vari campi di interesse.
Una operazione
ricognitiva
di tale portata è
parte fondamentale di un approccio di Customer
Relationship Management (CRM) che, a regime, consente di studiare
le campagne più adatte
ai differenti target, esplorare nuove opportunità di business,
analizzare gli effetti delle politiche commerciali, studiare forme
di fidelizzazione e interpretare,
per poterli ridurre, i fenomeni
di abbandono da parte dei clienti. Il
progetto ha una valenza strategica anche in relazione
alla realizzazione delle sinergie da ricavo indicate
nel Piano Industriale di Gruppo
e derivanti dall’applicare,
su una platea più vasta
di quella rappresentata dalle basi clienti dei singoli Gruppi ante
fusione, le best practices di prodotto
e/o di approccio commerciale.
È
così che in ambito BPU è stato possibile proseguire
sulla strada – che era stata già intrapresa
nel Gruppo BPCI – dell’implementazione di
un Sistema di CRM: di fatto si è continuato
a operare in tal senso senza soluzione di continuità fin dal
primo giorno del nuovo assetto, importando nel sistema informativo
di BPU il data
warehouse commerciale realizzato in Bpci (per il CRM
analitico) e la prima release della
piattaforma di CRM Interaction,
con la collaborazione di Accenture.
Oggi il data warehouse commerciale contiene i dati
della clientela di tutte le
Banche del Gruppo e la piattaforma di
CRM Interaction
ha raggiunto un grado di evoluzione
molto elevato.
Il progetto: dati, modelli
interpretativi e mappatura dei clienti
La struttura di Business Intelligence,
presso la Direzione Retail,
ha dunque utilizzato questa ricca base dati
sulla clientela del Gruppo
per costruire una Customer Table finalizzata
all’analisi
del valore di ciascun cliente Retail. I dati presi in considerazione
riguardano:
- il possesso e l’utilizzo
dei prodotti e servizi della banca da parte dei
clienti;
- le loro
caratteristiche socio demografiche;
- i dati di conto economico riguardanti
i prodotti posseduti.
Una volta estratti e ordinati nella
Customer Table tutti i dati elementari,
a partire da essi, si è proceduto
alla definizione, elaborazione e creazione di ulteriori variabili
derivate necessarie per ottimizzare la fase
di
analisi. Di particolare rilevanza, in questa fase, è
stata la definizione della stima del reddito del cliente attraverso
l’analisi della movimentazione dei suoi
conti e quella della sua capacità di risparmio.
Il patrimonio
informativo della Customer Table è stato poi
processato con Enterprise
Miner di SAS con la finalità di
individuare una soddisfacente modalità di classificazione
della clientela per valore economico e pervenire ad una sua coerente
segmentazione.
In questa attività ci
siamo avvalsi del supporto SAS per la definizione e l’assessment
dei modelli di analisi. L’esperienza
congiunta, per inciso, ci ha consentito di arricchire il nostro
know how per il migliore utilizzo di Enterprise Miner
tanto che adesso, grazie anche alla obiettiva
semplicità d’uso
del software, siamo in grado di lavorare in piena autonomia
e di usarlo come strumento quotidiano.
La clientela privata del Gruppo è stata suddivisa
in 6 cluster comportamentali. All’interno di ciascun
cluster è stato attivato un
processo di valutazione finalizzato all’attribuzione di
un rating di valore a ciascun cliente; tale processo, basato sull’analisi
congiunta di:
- margine intermediazione;
- numero di prodotti posseduti;
- indice
di fidelizzazione,
ha consentito
di subsegmentare ogni cluster in
un massimo di 8 insiemi rappresentanti
tutti i clienti di pari
rating. Abbiamo
poi suddiviso
la clientela, all’interno di
ciascun cluster, in due macro mercati interni: clienti ad Alta
Intensità di
Relazione (quelli per i quali è stato possibile stimare
il reddito) e clienti a Bassa Intensità di
Relazione (gli altri). Queste definizioni derivano dalla osservazione
dei principali indicatori relativi ai due gruppi
di clienti che, come è possibile
osservare dalla tabella, li caratterizzano nettamente.
I clienti
ad Alta Intensità di
Relazione sono stati ulteriormente segmentati in base a una matrice
che incrociando 5 diversi range d’età con
5 diversi range di reddito mensile produce 25 celle. La clientela
imprese del Gruppo è stata
suddivisa invece in 4 segmenti commerciali.
Sulla base di queste
evidenze e secondo
una logica basata sulla penetrazione di ogni
singolo prodotto a livello di micro segmento
(il rating), è stato
realizzato un modello di what if analysis che formula ipotesi
di sviluppo degli acquisti su un singolo gruppo
di clienti. L’ipotesi
così formulata viene
infine vagliata attraverso un modello previsionale di
derivazione statistica
(utilizzando gli algoritmi di Enterprise Miner) che
fornisce in output il livello di probabilità che
quelle quantità di prodotto definite
nel what if possano essere effettivamente acquistate.
Che cosa
possiamo fare oggi e in futuro
Il processo
di analisi
approntato e i suoi risultati
ci consentiranno di:
- differenziare
opportunamente
e indirizzare
con maggiore efficacia/efficienza
le nostre strategie
di marketing e le attività di
sviluppo commerciale delle reti;
- concepire e lanciare campagne
di marketing in coerenza con
gli obiettivi e le possibilità di
creazione di valore sulla customer base;
- studiare l’evoluzione
dell’offerta in base alle esigenze connesse
al ciclo di vita dei nostri clienti e alle loro reali
possibilità d’acquisto;
- ottimizzare la gestione
aziendale concentrando opportunamente risorse
ed energie sui clienti più redditizi
e sulle attività con
maggior contributo alla bottom line, mantenendo al
tempo stesso un adeguato livello di servizio per
tutti;
- definire obiettivi di budget calibrati sulle
reali possibilità delle
reti, secondo standard di produttività condivisi,
su basi quantitative oggettive e analitiche e con
criteri omogenei a livello di Gruppo;
- indirizzare e tarare l’offerta ai
clienti perseguendo alti livelli di qualità della
vendita per evitare i fenomeni di over selling;
- utilizzare i profili
di riferimento
dei clienti a maggior valore al fine di indirizzare
le attività di
acquisizione di nuova clientela.
Va sottolineato che, in linea
con lo spirito e i valori che caratterizzano
le Banche Popolari, lo scopo ultimo
del nostro lavoro è quello
di creare le condizioni per cui banca e cliente possano incontrarsi
su un terreno
familiare
a entrambi e concludere i loro affari con
soddisfazione reciproca. Win-win è la
logica che fa parte del nostro patrimonio genetico di impresa
cooperativa: da
azioni
mirate, efficaci, che diano al
cliente quello che gli serve e quello che si aspetta,
quando gli serve o se lo aspetta,
abbiamo da guadagnare lui e noi, insieme. Essere
servito al meglio è un
diritto del cliente; fare business è un
diritto (e anche un dovere) nostro.
Coniugare l’etica della soddisfazione reciproca con i dati,
la tecnologia, il marketing e le azioni commerciali è la
sfida che abbiamo accettato: è certamente un’operazione
difficile e complicata ma, sulla base dei primi risultati,
pensiamo di essere
sulla strada giusta.
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