Tenere sotto controllo i service level agreement contrattualizzati
sia dei servizi ICT rivolti agli utenti interni sia di quelli forniti
alla banca da terze
parti specializzate. E' questo l'obiettivo che
ha portato
allo sviluppo dei progetto Sestante
in Banca Nazionale del Lavoro,
oggi integrata nel Gruppo internazionale
BNP Paribas, e che ha visto
un impegno di risorse,
in un periodo di tempo di otto
mesi, pari a circa quattro anni uomo.
Un'applicazione che è stata
implementata sulla base della soluzione SAS IT Management, al
cui sviluppo hanno
lavorato sia personale interno della
banca sia consulenti della software
house fornitrice.
Oggi a qualche mese dall'entrata in produzione
(giugno 2007), Sestante tiene sotto controllo gli SLA di circa
40 servizi, ed è quindi
possibile fare un primo consuntivo dell'esperienza condotta: «Il
risultato più importante che finora abbiamo
potuto registrare è
una maggiore responsabilizzazione dei soggetti coinvolti: i service
manager, che gestiscono i servizi erogati agli utenti interni,
sono più attenti a
garantire prestazioni adeguate, mentre le terze parti fornitrici
di servizi dispongono di uno strumento
di misura e controllo accurato
ed in linea con quanto formalizzato
nei contratti sottoscritti»,
spiega Davide Sanna, responsabile ufficio ICT
Performance Management di
BNL - Gruppo BNP Paribas.
La condivisione dell'informazione
Un
risultato non di poco conto, che è possibile ottenere
quando lo strumento di misura e i dati sui quali questo viene applicato
sono condivisi da tutte
le parti in causa. Tale dinamica all'interno
della banca è
governata attraverso comitati di qualità che hanno condiviso
la metodologia fino in fondo e ora si pongono l'obiettivo del miglioramento
dei servizi già monitorati;
tale pratica è stata
affrontata invece in modo diverso con le terze parti coinvolte.
«I processi forniti dall'esterno sono tipicamente quelli
di assistenza e vanno dal fleet management alle TLC, alla gestione
degli
ATM,
per un totale di sette contratti
di dimensione
rilevanti monitorati da
Sestante» - racconta Davide Sanna. «Si è deciso
con i fornitori che il dato di riferimento è
quello originato dal nostro sistema di trouble ticketing con cui
ciascuno di essi si deve interfacciare per contratto. Oggi tale
sistema certifica anche
la chiusura dell'intervento in conformità a
tutte le norme contrattuali previste, che comprendono anche la
comunicazione
di una serie di informazioni
sul contenuto dell`intervento, e questa è diventata
una practice condivisa dai fornitori». In passato, invece,
la chiusura del servizio rischiava di essere interpretata in
modo diverso dalle due entità in
gioco: per il fornitore quando si concludeva l'intervento onsite,
per la banca quando riceveva
tutte le informazioni in merito.
Un'architettura non invasiva
«La preoccupazione che ha guidato in modo determinante la
nostra software selection è stata
quella di evitare il più possibile un rallentamento
delle prestazioni dei sistemi transazionali a supporto dei processi
della banca» - dichiara Davide Sanna.
«Non ritenevamo praticabile
l'installazione di sonde in
tali sistemi e per questa
ragione ci siamo avvicinati a una
proposta basata sulla logica
del data warehouse, evitando
però che le funzionalità ETL
andassero direttamente a prendere i dati dai database operativi».
L'architettura implementata per questo progetto, quindi, di data
warehouse ne
prevede addirittura due.
Il primo viene alimentato con sessioni
batch direttamente dai sistemi
transazionali, al suo interno quindi
si raccolgono
dati grezzi, e magari ridondanti,
che vanno ad alimentare attraverso
funzionalità ETL il secondo
data warehouse, quello che in realtà è il
vero e proprio repository di Sestante che fornisce dati normalizzati
e certificati.
«Ogni service manager appena arriva in ufficio trova
i dashboard che visualizzano gli indicatori sugli SLA aggiornati
alla situazione
elaborata a mezzanotte del
giorno prima» - spiega
Davide Sanna. «Abbiamo scelto questa modalità per
tutti i servizi, anche quelli che hanno degli SLA mensili; questo
perché crediamo
che solo dando informazioni sull`andamento giorno per giorno si
possono
mettere in atto velocemente gli interventi
correttivi necessari».
I progetti in corso
«Da quando la piattaforma è
entrata in produzione, si lavora all'estensione e al miglioramento
continuo» - racconta Davide Sanna. «Da
un lato implementiamo nel sistema due o tre nuovi servizi
al mese e dall'altro, miglioriamo
quelli esistenti con le
richieste che
emergono dagli utenti, i quali,
comprendendo le potenzialità di
questo sistema, oggi sono portati a chiedere affinamenti dell'esistente
oltre ai nuovi
servizi da porre sotto monitoraggio».
Parallelamente l'IT di BNL sta lavorando anche all'implementazione
dei processi
ITIL sulla falsariga di quanto
già operativo
nella capogruppo BNP Paribas; anche Sestante si è ispirato
alla metodologia ITIL in particolare per il processo di Service
Level Management: «Le
due iniziative hanno seguito percorsi autonomi anche se sono destinati
a confluire
verso un unico risultato: l'efficientamento dell'IT Service Management»,
conclude Davide Sanna.
LA SOLUZIONE ADOTTATA La soluzione
SAS IT Management si compone schematicamente di tre
blocchi logici: quello di acquisizione provvede
all'estrazione dei dati dai sistemi operazionali,
alla normalizzazione e alla collocazione in un repository
centrale; quello di analisi offre le funzionalità per
gestire i contratti di servizio, controllare la qualità erogata,
analizzare le performance dell'infrastruttura IT
e dei progetti;
quello di sintesi si configura con dei tableau
de bord (generalmente
anche dashboard), fruibili via web, che presentano
stato e andamento degli indicatori predefiniti e le
informazioni di sintesi da cui i service manager possono
partire per compiere le loro analisi di dettaglio. |
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