Fondata nel 1913 come Istituto di Credito per la Cooperazione
e diventata nel 1929 Banca del Lavoro, Bnl (www.bnl.it) è da
oltre novant'anni un punto di riferimento nel nostro panorama finanziario.
Oggi, con tre milioni di clienti (di cui
circa 39 mila imprese) seguiti da quasi 900 punti vendita, tra
sportelli
e centri specializzati sui vari segmenti della clientela, Bnl è tra
i maggiori gruppi bancari italiani a valenza internazionale.
Trasformata
nel 1992 in società per azioni dopo essere stata sino ad
allora una istituzione di diritto pubblico controllata per l'80%
dal ministero dei Tesoro, nel 1998 Bnl è stata privatizzata
e nel 2006, a seguito di un'Opa da parte di Bnp Paribas, è entrata
a far parte del gruppo francese, che oggi ne controlla interamente
il capitale ordinario. Ricordiamo che Bnp Paribas è, con
una capitalizzazione di circa 80 miliardi di euro, è una delle
maggiori realtà europee nei servizi bancari e finanziari
ed è collocata da Standard & Poor's
tra le cinque banche più solide del mondo. Secondo gli analisti
finanziari, l'ingresso di Bnl nel Gruppo crea sinergie in grado
di rilanciare lo storico istituto di via Veneto sul mercato italiano
non solo,
come è ovvio, in quanto rappresentante in Italia di Bnp
Paribas, ma come banca forte, allo stesso tempo, sia di un'offerta
completa di prodotti e servizi per privati, imprese ed enti pubblici
maturata
su esperienze internazionali, sia di una radicata e consolidata
relazione con la clientela che si avvale anche d'una capillare
presenza sul territorio. Quest'ultima, in particolare, è oggetto
di un piano di sviluppo che prevede per il 2009 l'apertura di 100
nuovi sportelli che andranno ad aggiungersi agli oltre 700, distribuiti
in tutti i capoluoghi e regioni italiane.
Infatti, anche in presenza di una rete di oltre 20 mila postazioni
self-service e di servizi di phone ed e-banking, lo sportello resta
il canale di elezione di un'attività che pone Bnl in posizione
di leadership nei mutui e nei prestiti personali e nei servizi
di credito alle imprese. Una strategia che fa leva sul rapporto
personalizzato con il cliente e assegna alla
banca un ruolo responsabile nello sviluppo economico ma anche sociale
del Paese (come, ed è solo un esempio, con la partnership
in Telethon, il più importante progetto di solidarietà in
Europa)
.
In questo quadro di rinnovamento si colloca il progetto del motore
di calcolo del rating, che, come osserva Fabrizio Fiorentini,
responsabile in Bnl dei Motori di Rischio Creditizi, «nasce
all'interno di un più ampio programma che ha visto la rivisitazione
sia dei processi sia delle applicazioni relative all'erogazione
e al monitoraggio del credito».
Lo scopo non era solo quello del raggiungimento della compliance
a Basilea 2, ma, come fa notare Andrea Ricci,
responsabile Modelli e Reporting della Direzione Rischi, "dotarsi
di uno strumento non solo di supporto decisionale ma utile alla
operatività quotidiana».
| L'applicazione adottata supporta ogni
giorno migliaia di operazioni servendo le richieste
di rating che
provengono dai gestori corporate ogni volta che entra
un nuovo cliente in una qualunque filiale d'Italia. |
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La scelta della piattaforma di Credit
Risk Management realizzata da SAS, è stata dovuta in primo luogo, prosegue
Ricci, «alla versatilità della soluzione,
che permette di gestire un numero elevato di modelli verticali
su una piattaforma integrata», e in secondo luogo
alla disponibilità di una serie di applicazioni direttamente
utilizzabili dall'utente che permettono a persone competenti
in termini di valutazione del rischio ma non dotate di specifici
skill informatici, di sviluppare in modo autonomo il modello di cui hanno bisogno. |
Aiuta parecchio in
questo processo, per così dire, "di emancipazione"
degli utenti dai
tempi e dalle priorità della funzione IT, la sostanziale omogeneità tra
l'ambiente di laboratorio e l'ambiente di produzione. Questo consente
un tempestivo aggiornamento dei modelli in uso e di validare e mettere rapidamente
in produzione, nel giro di due settimane, un mese al massimo a seconda del
numero di nuove variabili introdotte, ogni modello sviluppato. Questa omogeneità è dovuta anche al fatto che nell'architettura
implementata in Bnl (vedi figura) gli ambienti di laboratorio e
di produzione accedono alle stesse basi dati, il che elimina
ogni problema di qualità, aggiornamento e consistenza
dei dati stessi. Questi ultimi non risiedono fisicamente sulla
piattaforma dei motore di calcolo del rating, ma su un Data warehouse,
sviluppato su piattaforma Teradata, che Bnl ha realizzato a supporto
delle attività operative ed analitiche a servizio dei
commerciali e che ora, attraverso opportuni data mart, alimenta
i modelli di calcolo del rischio.
Su quest'architettura Bnl sta
sviluppando tutti i modelli di rischio necessari ad ottenere
la compliance a Basilea 2 Advanced, ma l'importanza della soluzione
ai fini dell'operatività quotidiana è
ancora una volta ribadita da Ricci, che spiega: «Quest'applicazione
supporta ogni giorno migliaia di operazioni, servendo le richieste
di rating che provengono dai gestori corporate ogni volta che entra
un nuovo cliente in una qualunque filiale d'Italia».
Per dare un'idea di cosa questo significhi, basta dire che gli
utenti del sistema di credit risk management sono, sommando le
aree Corporate, Retail e Mutui, circa duemila.
Avviato nel febbraio
del 2006, il progetto è stato sviluppato principalmente
con risorse IT interne, avvalendosi però di
interventi esterni, di SAS e Teradata, per le parti di rispettiva
competenza. Nonostante la complessità dell'architettura,
secondo quanto dichiarato dai responsabili Bnl, non si sono presentati
particolari inconvenienti, se si eccettua qualche difficoltà iniziale
nell'alimentazione dei dati e nell'istituire un corretto colloquio
con il data warehouse. Problemi comunque che sebbene abbiano ritardato
un poco la messa in produzione, avvenuta nel febbraio 2007, esulano
dalla logica della soluzione. Un certo impegno ha richiesto lo
sviluppo dei `driver motori` che si interfacciano
con le applicazioni legacy e che Fiorentini chiama `la parte alta`
del sistema. Si tratta infatti di applicazioni che non solo smistano
le richieste di valutazione del rischio e le relative risposte,
ma identificano, caso per caso, i modelli di calcolo da applicare,
rendendo trasparente fl veroe proprio motore di rating ai suoi
utenti.
SAS CREDIT RISK MANAGEMENT: RISCHIO
DI CREDITO SOTTO CONTROLLO
SAS Credit Risk Management è una soluzione,
implementabile per moduli eprogressivamente, che copre
tutta la filiera della misura e gestione del rischio
di credito. I suoi due componenti essenziali sono il
Credit Scoring, per il calcolo del rating interno,
e il Regulatory Capital, per il calcolo del requisito
patrimoniale. A questi si aggiungono il Credit Portfolio
Risk Management, per il calcolo del capitale economico
mediante modelli di portafoglio, e il Credit Risk Dashboard,
per la sintesi e rappresentazione dei risultati. Per
quanto riguarda il rating interno, Sas Crms offre agli
analisti un ambiente integrato per automatizzare i
processi e facilitare la messa in esercizio dei modelli,
assicurando la tracciabilità delle procedure
e la riproducibilità dei risultati. Quanto al
requisito patrimoniale, la soluzione incorpora un motore,
parametrizzato e pronto all`uso, per il calcolo del
capitale e delle componenti elementari relative a tre
diversi approcci (Standardized, IRB Foundation e IRB
Advanced) di: Exposure at Default delle singole posizioni,
Hair cuts, Mark-to-Market dei Collateral, Current Exposure,
Risk Weighted Asset, Expected Loss. SAS CRMS consente
inoltre di elaborare le analisi di stress test e simulazioni,
sia a livello di rating sia all`interno del Regulatory
C`apital, che le banche devono periodicamente effettuare,
tramite funzionalità applicabili a richiesta
e studiate per risultare di facile uso. Alla base della
soluzione vi è poi una piattaforma di data integration
cui è delegata la gestione dei dati e il tracciamento
dei flussi di informazioni, per rendere documentabile
quanto avviene all`interno del sistema, cioè della
banca stessa.
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