Nel 1982 Ennio Doris, in partnership con il
Gruppo Fininvest, dà vita
alla rete di consulenti finanziari Programma Italia, primo nucleo
di Banca Mediolanum, guidato da un’intuizione
profondamente innovativa per i tempi: diventare punto di riferimento
della famiglia
italiana per tutti i problemi relativi al risparmio
e alla previdenza. Il modello di business è incentrato
sulla consulenza globale: la banca si propone come un interlocutore
a tutto
campo capace di ascoltare i bisogni del cliente e di formulare
la proposta più adeguata in una gamma di offerta
che spazia dai servizi bancari al credito, dalla gestione del risparmio
alla protezione assicurativa. È un modello che si rivela vincente
e fa di Mediolanum, che conta oggi più di un milione di clienti
e una massa amministrata di oltre 34 miliardi di euro (primo trimestre
2007), uno dei player più dinamici del panorama
bancario nazionale.
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Come recita il
claim “La banca costruita attorno a te”, la
strategia di Banca Mediolanum è incentrata sul cliente.
Quale filosofia caratterizza il vostro posizionamento?
Ennio Doris Fin dalle
origini, l’idea imprenditoriale che ispirava la nostra
impresa era la volontà di instaurare un rapporto molto
stretto con il cliente, ciò che per altro costituiva
un elemento di forte novità nel panorama italiano. Non è un
caso che i nostri agenti si propongano come consulenti globali,
professionisti capaci di affrontare tutte le problematiche
delle famiglie negli ambiti più diversi, dal risparmio
alla previdenza, dalla sicurezza intesa come protezione assicurativa
fino ai servizi bancari. Con queste premesse, Banca Mediolanum è andata
attuando una strategia finalizzata a costruire intorno al cliente
un “bozzolo” personalizzato di prodotti, di servizi
e di canali di accesso.
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E non è tutto. La nostra banca, oltre a offrire tutti i vantaggi
di una banca online, assicura anche il rapporto umano che è tipico
degli istituti tradizionali. Questo è il modello della “banca
circolare” di Mediolanum: una banca, appunto, costruita attorno
al cliente nell’ambito di un paradigma estremamente innovativo
rispetto alla tradizionale prassi bancaria. Secondo la sua
esperienza, è possibile
affermare che i clienti esprimono oggi un maggior livello di
consapevolezza rispetto al passato? E quali sono le conseguenze?
Ennio Doris I clienti sono
sicuramente più consapevoli
e nutrono maggiori aspettative nei confronti della banca. Anche
per effetto delle norme sulla trasparenza e per l’aumentato
livello di competizione tra gli istituti finanziari, il cliente
si è trasformato
da fruitore passivo a soggetto in grado di compiere le proprie
scelte
e di condizionare l’operato del fornitore del servizio.
Questo per noi non rappresenta un problema: la focalizzazione sul
cliente è nel
nostro DNA e tutte le scelte della nostra azienda sono dettate
dal mercato. Il nostro modello di banca multicanale
va proprio in questa direzione: grazie al supporto della tecnologia,
il cliente ha la libertà di accedere alla banca come e quando
vuole, scegliendo il canale che al momento gli è più comodo,
dal telefono a Internet, dalla televisione all’e-banking, oppure ricorrendo
al rapporto personale con il “family banker”.
Ritiene che gli
strumenti di supporto alle decisioni, come quelli proposti
da SAS, siano una leva per attuare la vostra strategia di
orientamento al cliente?
Edoardo Lombardi Per noi è sicuramente
fondamentale poter interagire rapidamente con i clienti e allineare
le strutture e l’organizzazione aziendale a questa strategia.
Senza dubbio, la tecnologia rende possibile questa operatività,
ma crediamo che l’elemento umano sia comunque alla base di
qualsiasi scelta. Detto questo, gli strumenti che migliorano la
qualità delle decisioni grazie alla conoscenza approfondita
dei clienti e dei processi sono il presupposto per esercitare delle
scelte corrette. Come possiamo “ costruire” la banca
intorno al cliente se non ne conosciamo in dettaglio bisogni e
comportamenti? |
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A questo scopo, gli strumenti di cui ci siamo dotati si rivelano preziosi:
grazie alla Business Intelligence, siamo in grado non solo di profilare
il cliente alla luce di molteplici variabili demografiche, geografiche
e socioeconomiche, ma anche di valutare la sua redditività e
il suo potenziale nel corso degli anni a venire.
Prevedere la domanda
e l’impatto delle campagne promozionali,
interpretare l’andamento dei mercati e il comportamento della
clientela… Ritiene
che il forecasting abbia un ruolo importante da svolgere?
Edoardo
Lombardi Nel panorama nazionale, la nostra
azienda
gode di un vantaggio competitivo che ci permette una presa
diretta sulla
realtà, sui mutamenti e sugli umori del mercato. Si
tratta del network degli oltre 6.500 family banker: oltre a essere
una delle migliori reti di promotori finanziari, rappresenta anche
un validissimo “terminale” sul
territorio, che, costantemente sintonizzato sui bisogni dei clienti,
ci trasmette le informazioni
indispensabili per allineare l’offerta alle caratteristiche
della domanda. Detto questo, qualsiasi iniziativa commerciale,
di marketing e di comunicazione, prima dell’attuazione viene
attentamente testata attraverso focus group composti da clienti,
prospect, analisti e opinion leader. I risultati vengono esaminati
attraverso analisi
ed elaborazioni statistiche, attività questa
che oggi risulta molto semplificata e velocizzata con l’ausilio
dei più moderni sistemi tecnologici.
L’allineamento tra IT e business è un obiettivo da
perseguire? Qual è la vostra opinione in merito?
Edoardo
Lombardi È sicuramente un valore. Anzi, il nostro
modello di business, così come si è andato
consolidando nel corso degli anni, può vivere in larga parte
solo grazie all’IT. Per noi, business e tecnologia
viaggiano di pari passo e la nostra realtà si muove con
tale rapidità che spesso siamo noi a stimolare le aziende
fornitrici di IT nella ricerca di nuove soluzioni ad hoc. Per parte
mia, la tecnologia di Business Intelligence è uno
strumento conoscitivo di uso quotidiano, che mi fornisce dati sempre
aggiornati sia sull’universo,
costantemente mutevole, della base clienti, sia sulle performance
operative della
struttura aziendale. E questo per individuare le
aree di eccellenza e quelle di criticità su
cui intervenire.
I promotori finanziari sono i rappresentanti
dell’azienda
presso il cliente. Che importanza date alla relazione con la rete,
alla
sua formazione, alla valutazione delle performance?
Ennio Doris Come dicevo, i promotori finanziari sono la
nostra “antenna” sul
territorio e l’elemento
chiave nella relazione con il cliente. La nostra rete è così forte
e coesa proprio grazie al costante rapporto di formazione e di
informazione che unisce i promotori alla sede.
Attraverso il laptop essi dispongono di un accesso continuativo
ai sistemi dell’azienda e, settimanalmente,
ricevono i programmi ad hoc trasmessi dalla TV aziendale, che abbiamo
creato
nel lontano 1989. Nello stesso tempo, questo scambio di
informazioni consente alla banca
di valutare
in ogni momento l’operatività del
promotore sotto il profilo qualitativo e quantitativo.
Edoardo Lombardi La capacità di
seguire i clienti nel loro rapporto con la banca, in termini di
evoluzione del profilo degli investimenti e dell’accesso
ai servizi, è un fattore cruciale, a livello strategico
e operativo. Sul piano strategico, sfruttiamo l’enorme mole
dei dati raccolti per individuare, in base a opportune metriche,
cluster di clienti a cui indirizzare offerte personalizzate di
prodotti o di servizi. Sul fronte più operativo, il family
banker può disporre di informazioni dettagliate che gli
consentono di correlare i comportamenti dei clienti alle best practice
del Gruppo, migliorando così l’efficacia del proprio
apporto consulenziale.
Possiamo affermare che la Business
Intelligence è uno strumento decisionale non solo per
il management, ma anche per le altre funzioni, compresi i promotori
finanziari?
In più, i promotori hanno a disposizione strumenti evoluti
di marketing automation per massimizzare l’efficienza e la
redemption delle campagne: scelta dei destinatari a partire dal
target proposto dalla sede, selezione del canale di comunicazione
più appropriato (lettera, e-mail, banner, chiamata, ecc.),
valutazione dei risultati. Tutti questi elementi risultano ancora
più importanti se si considera che la direttiva europea
MiFID, cui presto dovranno adeguarsi tutti gli istituti finanziari,
definisce un quadro regolativo ancora più stringente in
tema di trasparenza e di congruità dell’offerta al
profilo di investimento del cliente.
Può darci
una definizione di Business Intelligence e indicare i vantaggi
che essa reca
alla vostra
azienda?
Ennio Doris e Edoardo
Lombardi Il vasto patrimonio
di conoscenza, accumulato nel corso degli anni e distribuito
nella rete di vendita,
nel banking center e nei sistemi di back-office,
va tradotto in dati quantitativi che possano essere
oggetto di analisi, sintesi ed estrapolazioni. È questo
il passo cruciale che la Business Intelligence ci consente: trasformare
la base di conoscenza, oggettiva
e univoca, in un supporto decisionale per massimizzare
la qualità delle scelte nella definizione
e nella personalizzazione dei prodotti e dei servizi. Possiamo
citare molti esempi in tal senso, come le proposte di
reinvestimento tarate sulle esigenze del cliente o
la definizione di nuovi servizi bancari che rispondono ai reali
bisogni della domanda. In estrema sintesi, per trasformare
il nostro slogan in realtà,
e cioè “costruire la banca attorno al cliente”,
occorre conoscere il suo profilo, le sue propensioni, i suoi bisogni.
E la Business Intelligence è lo strumento
per acquisire questa conoscenza.
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