Se esiste una costante che accomuna le storie
pur così diverse dei più importanti gruppi bancari
italiani è sicuramente la volontà di acquisire massa
critica per giocare un ruolo di primo piano in un mercato sempre
più competitivo. È questa la strategia intrapresa con
lucida consapevolezza dal Gruppo Banca Lombarda che, dopo un’intensa
stagione di fusioni e di acquisizioni, si conferma oggi, con 1,2
milioni di clienti retail (su un totale di 1,3 milioni), 777 filiali
e 690 promotori finanziari, come uno dei maggiori gruppi bancari
multiregionali focalizzato sulla clientela retail. Un primato che
non poggia solamente su dati dimensionali, come dimostrano alcuni
parametri di eccellenza: l’utile netto ammonta a 112 milioni,
il cost income al 61%, il ROE annualizzato a quasi il 13%, mentre
il rapporto sofferenze/impieghi si attesta a meno dell’1%.
Un
modello federale
A governare un processo di concentrazione che,
come si può intuire, esercita una forte pressione sugli asset
organizzativi del Gruppo è l’adozione di un modello federale
volto da un lato a salvaguardare il radicamento territoriale delle
singole banche, conservandone il brand e l’autonomia decisionale,
e dall’altro ad assicurare un elevato livello di integrazione
(ad esempio, con l’accentramento delle attività di backoffice
e l’implementazione di una piattaforma tecnologica comune).
Integrazione che, in un agglomerato composto da 7 banche commerciali,
7 società di asset management, 5 società di servizi finanziari
e 2 società di brokeraggio, risulta indispensabile sia per attuare
con efficacia la strategia di gruppo e mantenere uno stretto controllo
sui rischi e sui costi, sia per favorire una gestione unitaria delle
risorse umane. E questo perché i fattori distintivi per competere
e per ottimizzare il "time to profit" sono subordinati all'attuazione
di un modello organizzativo e gestionale interamente fondato sul trattamento,
lo scambio e l'integrazione delle informazioni.
Pianificazione
strategica del "people value"
Proprio la necessità di valorizzare
la componente risorse umane, considerata patrimonio pregiato dell'azienda
e fonte prioritaria di differenziale competitivo, ha spinto il management
del Gruppo ad adottare un approccio deterministico e analitico alla
gestione del personale allo scopo di potenziare la pianificazione strategica
della componente "people value". Fulcro di questa strategia è la
costruzione di un datawarehouse delle risorse umane, su cui si innestano
le potenzialità analitiche di SAS
Human Capital Management,
capace di integrare i flussi informativi frammentati nelle singole
aziende fungendo da banca dati omogenea e certificata a livello di
Gruppo. Come spiega Paolo Pareti, Responsabile Amministrazione del
Personale del Gruppo Banca Lombarda, sono molteplici i cardini su cui è incentrato
il progetto: “Primo, disporre di dati certificati che
possano favorire la definizione e la formalizzazione delle politiche
del personale
a livello di Gruppo. Secondo, fornire alle aree HR
delle singole aziende un supporto metodologico e strumenti comuni per
rilevare e monitorare
i dati significativi pertinenti alla gestione del personale: strumenti
che, data la loro omogeneità, possano produrre risultati coerenti
e confrontabili. In terzo luogo, integrare i dati delle risorse
umane con i dati di business in modo da realizzare una pianificazione
integrata
con le altre direzioni e divisioni del Gruppo. E infine, implementare
un sistema di analisi e di reporting tempestivo per attuare un controllo
costante dei costi e del dimensionamento dell’organico”.
L'approccio
metodologico alla misurazione
La complessità delle variabili in gioco
e la necessità di integrare applicazioni e dati preesistenti
ha imposto una scansione del progetto per fasi: creazione della
banca dati unica e certificata, analisi degli organici e degli aspetti
retributivi
e di budget, analisi del time management e della banca delle ore, analisi
delle perfomance e delle competenze, distribuzione dei dati attraverso
il reporting e distribuzione dei dati certificati al top management
e ai manager di linea. Particolare attenzione è stata dedicata
alla definizione della metodologia di misurazione, volta a creare un
sistema di supporto alle decisioni funzionale e mirato: selezione
degli indicatori prestazionali chiave, specifici per l'area risorse
umane
(ad esempio, percentuale dei benefit sulla retribuzione, dipendenti
per responsabile, occupazione media per figura professionale, ecc.);
articolazione degli indicatori per aree aziendali (centri di costo
e di profitto, unità organizzativa, ecc.) o per variabili
demografiche
(sesso, età, anzianità, livello, potenziale, gruppo professionale,
ecc.); integrazione dei dati di tipo quantitativo (prodotti anche in
automatico dai diversi sistemi) e qualitativo (provenienti ad esempio
dai sistemi di valutazione del potenziale), aggregando misure
e indici in reporting predefiniti; promozione di una cultura "quantitativa" nell'area
delle risorse umane, che fonda le decisioni sui numeri e sui dati di
fatto piuttosto che su valutazioni soggettive e difficilmente motivabili.
Favorire
i processi di Corporate Governance
I key user dell'area organizzativa e amministrativa
dispongono così di uno strumento analitico per la intelligence
delle risorse umane sui cui fondare nuove strategie di governo del
personale.
“La soluzione – sottolinea Paolo Pareti – ci
consente di predisporre i dati quantitativi di base in materia di consistenza
e mobilità del personale che sono utili sia per favorire i processi
di Corporate Governance, sia per analizzare gli scostamenti tra i piani
di dimensionamento e i consuntivi. Possiamo infatti condurre
analisi di dettaglio sulle componenti del costo del lavoro, in termini
di valori
assoluti o medi per dipendente, effettuando confronti per periodo,
per unità organizzativa e per figura professionale in
modo da rilevare le principali cause di variazione.
In più, siamo
in grado di simulare l’evoluzione futura del costo del
lavoro, sia a regime e senza variazione dei fattori (tranne
quelli programmati, come gli automatismi contrattuali), sia
per effetto di eventi non pianificabili,
come assunzioni, promozioni, modifiche degli istituti contrattuali." Un
rilevante elemento di razionalizzazione deriva dalle funzioni
di reporting,
che permettono di organizzare con facilità i report
interni, trasferendone i contenuti nel sito web consultabile secondo
livelli
di accesso differenziati, ma anche quelli rivolti all’esterno,
che sono necessari per rispondere agli adempimenti di legge e di contratto
(Istat, Abi e società terze).
Un reale valore aggiunto
Ma quali sono i vantaggi che la soluzione è in
grado di recare al business?
“Il repository centralizzato
e certificato di tutti i dati relativi al personale – prosegue Paolo Pareti – ci
offre una visione esaustiva delle reali esigenze operative e ci permette
non solo di finalizzare correttamente gli investimenti in nuove risorse,
ma anche di pianificarne l’evoluzione e il dimensionamento al
mutare del business.
In più, la mappatura delle competenze disponibili all’interno
del Gruppo e nelle singole realtà amplifica la focalizzazione
al business delle strutture operative specifiche per segmento di clientela.
Da un lato, il decentramento dell’intelligenza tecnologica e
il re-engineering dei processi facilita il controllo dei risultati
anche
a livello interaziendale,
fra le società del Gruppo. E dall’altro il controllo costante
del dimensionamento e delle competenze non può che giovare alla
definizione e alla formalizzazione di politiche condivise.
Insomma, precisione e dettaglio delle analisi e delle previsioni, forte
focalizzazione sui risultati, responsabilizzazione degli owner dei
dati, omogeneità di linguaggio e condivisione dei parametri
di analisi. Sono questi i punti di forza della soluzione che sta creando
un reale valore aggiunto nella gestione e nello sviluppo delle risorse
umane nel Gruppo Banca Lombarda”.
© Copyright dell'editore. L'articolo
non è riproducibile senza il suo consenso.
|