Nel mondo occidentale siamo in presenza
di un processo generale di riforma del Welfare state, determinato
dalla riduzione
delle risorse complessive disponibili e dal progressivo invecchiamento
della popolazione. In ambito sanitario, in particolare, coesistono
oggi due grandi fenomeni dalle enormi implicazioni sui possibili
modelli di health policy.
Innanzitutto è in corso una progressiva
specializzazione tecnologica degli interventi clinici e un aumento
esponenziale del consumo di risorse (con necessità di maggior
appropriatezza degli interventi stessi), di pari passo si sta verificando
un forte spostamento di bisogno/domanda verso le malattie croniche
e cronicizzate, fattore che rende nodali i temi “lungodegenza” e “continuità assistenziale”.
D’altro canto, ci si propone di mantenere la funzione di
pubblica tutela della salute (in Italia, attraverso la definizione
dei LEA – Livelli
Essenziali di Assistenza), introducendo nuovi servizi finalizzati
a migliorare l’efficienza complessiva del sistema. In questo
contesto, il Piano Socio Sanitario Regionale (PSSR) di Regione
Lombardia ha evidenziato come propri, e in quanto tali validi anche
per le
ASL, alcuni indirizzi ben precisi, ovvero cercare di rendere sempre
più flessibile e disponibile la PA verso il cittadino, punto
di riferimento di tutta l'azione organizzativa, orientare la crescita
dei servizi coniugando integrazione e competizione in una logica
di rete, dare indicazioni per modelli operativo-gestionali che
garantiscano compatibilità tra "bisogni" e "risorse" e,
infine, controllare e regolare il sistema, attraverso la valutazione
dei risultati prodotti dal sistema stesso, per confermare o modificare
le soluzioni organizzative scelte (spesso da attori esterni all’ASL).
Verso il modello “Agenzia”
Il
modello strutturale verso cui tende la mission dell’ASL
di Monza è dunque quello di “agenzia”. In questa
logica, il Sistema Informativo Aziendale (SIA)
deve provvedere alla
raccolta, all’elaborazione e
alla restituzione
di informazioni provenienti dai numerosi database creati in funzione
delle attività socio-sanitarie. Le informazioni,
strutturate come report e analisi specifiche, devono supportare
le azioni manageriali di programmazione, gestione e controllo previste
dal piano organizzativo
aziendale. Il SIA è quindi
strumento che, attraverso avanzati criteri di acquisizione e interpretazione
dei dati, è chiamato a effettuare il “monitoraggio
epidemiologico” nella
sua forma più completa (analisi dei bisogni, rilevazione
della domanda, controllo dell’erogazione
delle prestazioni), permettendo
di virare da un sistema diretto unicamente dall’offerta a
un approccio basato su comprensione dei bisogni e governo della
domanda.
Questo cambiamento di prospettiva, fortemente perseguito dal dottor
Pietrogino Pezzano, Direttore Generale dell’ASL di Monza,
ha comportato nell’organizzazione aziendale l’unificazione
delle U.O. “Epidemiologia” e “Sistema Informativo” nel
nuovo “Servizio Epidemiologia e Sistemi Informativi”.
In generale, l’obiettivo ultimo del progetto è perseguire
il superamento della fase di solo controllo a vantaggio di quelle
di programmazione e di acquisto (negoziazione, budgetizzazione,
ecc.).
La strategia sottesa punta alla creazione di un sistema comprensivo
di tutti gli attori (aziende sanitarie, erogatori privati, Medici
di Medicina Generale/Pediatri di Libera Scelta, farmacisti, Organizzazioni
Sindacali, enti locali, ecc.) che ruoti intorno alla figura dell’assistito,
sistema in cui l’ASL riveste una posizione centrale di
verifica, stimolo, analisi, acquisto e controllo.
Gli aspetti principali del sistema riguardano il governo dell’offerta
e il governo della domanda. In particolare, il governo della
domanda deve poggiare su due elementi: budget (nelle dimensioni
di Distretto
e Medicina associativa, per tendere sempre più verso il
budget per MMG/PLS) e clinical governance (declinata attraverso
condivisione
di percorsi diagnostico-terapeutici e linee guida sull’appropriatezza
clinica). È chiara l’esigenza che
il governo della domanda sia sempre più fondato sull’approfondimento
di modelli e percorsi assistenziali, condivisi localmente con
prescrittori ed
erogatori, volti a ricercare qualità del trattamento e
miglioramento dell’efficienza. Da qui il bisogno di basare
valutazioni e reportistica su un insieme di flussi informativi
che consenta
di
cogliere gli elementi indispensabili al governo del sistema.
L’approccio tecnologico
Gli elementi principali per rispondere
in modo adeguato a queste necessità sono anzitutto rapidità e centralità delle
informazioni sul paziente nei suoi contatti con il sistema Regionale,
capacità di lettura integrata di contesto epidemiologico
e offerta di servizi/prestazioni (triade bisogni/domanda/offerta),
collegamento e feedback con altri attori del sistema, monitoraggio
dei servizi erogati e dei loro costi, come pure il supporto
alle decisioni della direzione strategica per il governo della domanda.
Vista
la complessità dei fenomeni da “leggere” e la
quantità dei dati in input, da un punto di vista tecnologico
la road map non può che attraversare due presìdi: l’implementazione
di un data warehouse e la predisposizione di un cruscotto
direzionale aziendale per il monitoraggio degli
indicatori di bisogno, domanda,
offerta, performance e disponibilità di risorse; indicatori
volti a superare il gap esistente tra gestione strategica e gestione
corrente, monitorare
nel breve/medio periodo il raggiungimento degli obiettivi strategici
e indirizzare il management verso la massimizzazione del rapporto
risorse/benefici
per gli assistiti. Poiché, come
noto, questi sistemi poggiano sulla trasformazione del “dato” in “informazione”,
il grado di utilità di quest’ultima dipende essenzialmente
dall’esattezza dei dati disponibili, dalla rapidità di
aggiornamento della situazione e dalla significatività degli
indicatori in coerenza con gli scopi d’utilizzo.
La soluzione SAS
Strategic Performance Management soddisfa le esigenze
riguardanti progetti di Performance Management basati su KPI e
l'applicazione di metodologie tipo “Balanced Scorecard”.
La soluzione realizza un cruscotto direzionale particolarmente
curato dal punto di vista delle interfacce grafiche e della comunicatività,
con caratteristiche di sinteticità, immediatezza,
semplicità d'uso.
L'approccio fondato sul modello epidemiologico è l’occasione
per elaborare nuove strategie di programmazione dei servizi.
Lo sviluppo
del SIA è in primis legato a un passaggio organizzativo che
porti dall’obsoleto convincimento “Sistema Informativo=CED” a
una nuova prospettiva operativa, in cui l’attenzione verso
i contenuti informativi prevalga, pur senza annientarla, su quella
relativa alla gestione di hardware e software. Il SIA deve offrire
all’Alta Dirigenza un supporto alle specifiche funzioni di
decisione e di programmazione, in virtù di un’adeguata
elaborazione delle informazioni disponibili. In sintonia con questa
strategia, il momento operativo riguarda l’attuazione di una
completa integrazione tra le numerose banche dati,
che hanno sempre avuto operatività e programmazioni separate
e che quindi si sono rivelate poco utili alla vision globale.
In conclusione, gli
obiettivi che un SIA deve perseguire sono quello di organizzare il
proprio Data Warehouse per ricomporre sistematicamente le informazioni
secondo il punto di vista del bisogno del paziente e del suo percorso
sanitario (PDT e profili di assistenza), quello di fornire
gli elementi di contesto epidemiologico (bisogno/domanda), quello
di contribuire alla produzione di un sistema di indicatori per un
monitoraggio della
spesa indirizzato al governo clinico e all’appropriatezza.
Oltre ciò deve anche individuare criteri per costruire
indicatori standardizzati della spesa in relazione a età,
condizioni socio-economiche, peculiarità epidemiologiche della
popolazione assistita, fornire le capacità professionali per
l’applicazione
di tecniche innovative per la sorveglianza epidemiologica (analisi
spaziali, ecc.) e offrire strumenti up-to-date per
agevolare l’information
delivery verso l’end-user non skilled.
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