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SAS: all’Arss veneta, reporting a prova "incident"
Eventi avversi in corsia sotto la lente di SAS Performance Management, il sistema che consente di raccogliere in un flusso informativo organizzato tutti i malfunzionamenti dell’Agenzia Regionale Socio Sanitaria del Veneto. Presto una delibera di Giunta regionale per l’adozione d’obbligo del database.

Performance ospedaliera sotto la lente della Business Intelligence targata SAS (www.sas.com) all’Agenzia Regionale Socio Sanitaria (Arss) del Veneto. Obiettivo, individuare eventuali sbagli in corsia, grazie a un sistema di "incident reporting", per correggere gli "eventi avversi" più diffusi che vedono coinvolto il personale medico e infermieristico ai piedi del letto del paziente. Fare così tesoro degli errori, organizzati in un unico flusso digitale. Errori che vanno dall’errata somministrazione di farmaci alla mancata applicazione di procedure standard. Riducendo le magagne in corsia.

Questo lo scopo raggiunto dalla Arss della Regione Veneto, grazie all’adozione di SAS Performance Management, una soluzione che integra in un unico database i dati derivanti da un immenso archivio di schede di dimissioni ospedaliere (SDO), che dovutamente analizzate ed elaborate, fornisce la reale fotografia degli errori in corsia. Ne abbiamo parlato con Antonio Compostella, direttore dell'Arss veneta. «II sistema SAS consente di conoscere e analizzare gli eventi avversi che si verificano in corsia - dice Compostella - abbiamo disperatamente bisogno di sapere dove, come e perché si verificano malfunzionamenti in ambito sanitario. Con questo sistema è possibile realizzare una rivoluzione culturale».

Incident reporting contro il rischio clinico
Com’è nato il progetto di Business Intelligence in corsia? «Il tutto nasce dalla volontà dell’Arss dei Veneto di approfondire il tema della gestione dei rischio clinico - dice Compostella - e in particolare di approfondire gli strumenti di segnalazione degli eventi avversi per capire come, quando e perché si verificano. In che modo nascono i cosiddetti rischi ed errori in ambito clinico». L’attività sperimentale inizialmente ha coinvolto alcuni dipartimenti e una decina di Asl, che presto diventeranno 17. L’obiettivo degli operatori sanitari è quello di compilare una scheda di "incident reporting" anonima sia dal punto di vista dell’operatore che del paziente coinvolto. Una scheda che segnali l’evento avverso e dia una valutazione dell’accaduto.

Segnalare l'errore, un salto culturale
«Se vogliamo fare il salto culturale nell’ambito della gestione del rischio clinico della sanità - aggiunge Compostella - abbiamo disperatamente bisogno di sapere come, dove e quando si verificano gli errori. Purtroppo, per tutta una serie di motivi, non ultimo di carattere giuridico e di magistratura, la segnalazione di errori è scarsissima nella nostra cultura e nella quotidianità delle strutture sanitarie. Però sarebbe fondamentale per capire cosa accade. Noi conosciamo oggettivamente solo la punta dell’iceberg, cioè quegli accadimenti che sono obbligatoriamente soggetti a una forma di codifica, di segnalazione e di formalizzazione». Per formalizzare la casistica degli eventi avversi, l’Arss del Veneto aveva bisogno oltre che di una scheda di segnalazione, anche di un sistema informativo per inviare gli avvisi, contenerli e analizzarli. Inizialmente il sistema era stato fatto in modo artigianale. Poi, c’è stata la presentazione di SAS Performance Management, uno strumento evoluto dal punto di vista tecnologico e compatibile con le esigenze dell’agenzia.

Dalla sperimentazione alla delibera di Giunta
Più di un anno fa la sperimentazione in un'azienda sanitaria per attivare un flusso informativo di segnalazione di disservizi. Oggi, il sistema è utilizzato in otto aziende, ma sono 17 quelle che partecipano ad alimentare il flusso dell’incident reporting. «II sistema praticamente diventerà un’imposizione istituzionale - racconta Compostella. Stiamo pensando di adottare con delibera di Giunta l’obbligo da parte delle aziende di ottemperare all’invio della segnalazione anonima utilizzando la scheda degli eventi avversi». In altre parole, il sistema di incident reporting diventerà uno dei requisiti cui le strutture dovranno ottemperare per essere autorizzate e accreditate alla loro attività. In questo modo l’incident reporting diventa uno strumento dell’organizzazione del sistema sanitario della Regione Veneto.

Un elemento di quotidanità
E’ aumentata la sensibilità verso il tema. La segnalazione degli eventi avversi deve diventare, nell’ottica dell’Arss Veneto, un elemento di quotidianità. Ma ci vorrà ancora tempo. «Abbiamo avuto il riscontro del buon funzionamento del sistema - precisa Compostella. Le potenzialità della soluzione consentono una migliore gestione dei dati inviati. E’ chiaro che adesso si pone davanti un duplice obiettivo: da un lato, rendere sistematico l’uso della scheda di segnalazione di eventi avversi nella routine quotidiana; dall’altro, realizzare in forma istituzionale un flusso informativo di questi accadimenti nell’incident reporting». Insomma, dopo la fase di sperimentazione, è la volta della politica. A livello regionale, l’obiettivo è che tutto questo venga recepito con delibera di Giunta, per attivare un flusso informativo istituzionale di segnalazione degli eventi avversi.

Farmaci e dosi, troppo spesso fonte di errori
Ma quali sono gli "sbagli" segnalati? «In primo luogo la massa critica degli eventi avversi è costituita da errori farmacologici, con la somministrazione imprecisa di farmaci - chiude il direttore dell’Arss Veneto. Oppure, della somministrazione del farmaco sbagliato al paziente sbagliato. E ancora, dall'errore nel dosaggio». C’è da dire, che da un punto di vista terminologico, per evento avverso si intende un evento che non corrisponde esattamente alla procedura standard, ma che non necessariamente ha provocato
un danno. Un altro problema assai diffuso in corsia, è la difficoltà di comunicazione fra operatori. E ancora, lo scambio di identità fra pazienti. Un sistema che consenta di raccogliere e analizzare gli incident in corsia garantisce la diminuzione sensibile del ripetersi di eventi avversi. I vantaggi dell’applicazione SAS risiedono nel fatto che si tratta di una soluzione non troppo costosa, molto utile per superare la barriera culturale della comunicazione di questi eventi. La scheda di segnalazione è compilata dai responsabili di corsia e serve ad alimentare il flusso informativo.

ARSS del Veneto
Esigenza di business
Conoscere e analizzare il rischio clinico in corsia individuando, tramite appositi strumenti di segnalazione, i cosiddetti eventi avversi che vedono coinvolto il personale medico e infermieristico
Soluzione
SAS Performance Management integra in un unico database i dati derivanti da un immenso archivio di schede di dimissioni ospedaliere (SDO) che, dovutamente analizzate ed elaborate, fornisce la reale fotografia degli errori in corsia.
"II sistema praticamente diventerà un’imposizione istituzionale. Stiamo pensando di adottare, con delibera di Giunta, l’obbligo da parte delle aziende di ottemperare all’invio della segnalazione anonima utilizzando la scheda degli eventi avversi”.

Antonio Compostella
, Direttore del'ARSS del Veneto
per saperne di più
Articolo stampa (.pdf, 837 Kb)
  Tratto da Data Manager
giugno 2008
ALTRE informazioni
SAS Performance Management
Articolo di Matteo Franchi tratto da Data Manager, giugno 2008.
© Copyright dell'editore. L'articolo non è riproducibile senza il suo consenso.
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