Se c’è un settore che meglio di altri sembra mostrare
con evidenza gli effetti e gli esiti della liberalizzazione è quello
del trasporto aereo. Qui l’apertura del mercato ha sconvolto
equilibri che sembravano immutabili e ha radicalmente mutato il
posizionamento delle forze in gioco. L’ingresso sul mercato
di nuovi attori con aggressive politiche di prezzo ha spinto gli
operatori "incumbent" sia ad attivare processi mirati
di concentrazione per acquisire massa critica e realizzare sinergie
sul piano dei costi, sia ad attuare oculate strategie di pricing
volte a difendere margini e ricavi. Soprattutto, ha rinnovato e
stimolato l’interesse delle compagnie aeree per le tecniche
di ricerca operativa finalizzate all’ottimizzazione dei processi,
in particolare per le metodologie di revenue management, che mirano
a massimizzare ricavi e profitti a partire da risorse per loro
natura limitate e soggette a scadenza, come i biglietti aerei.
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Ottimizzare
il pricing per massimizzare la redditività
È questa la strada intrapresa da Alitalia che, con oltre
24 milioni di passeggeri all’anno, una flotta di 180
aeromobili e collegamenti con più di 60 paesi nei sei
continenti, si conferma come il maggiore player nazionale nel
trasporto aereo. “Il tema del revenue management è tanto
cruciale che Alitalia dispone di una Direzione dedicata la
quale”, come spiega Stefano Rocchi,
responsabile dei Sistemi di Revenue Management, “ha il
compito di sovrintendere alla commercializzazione dei voli
stabilendo per ogni singolo
prodotto tariffario i prezzi, le regole e le quantità di
vendita. In termini di processo, si procede innanzitutto a
definire la struttura tariffaria relativa ai posti in vendita
di un dato volo/data e a modulare successivamente il dimensionamento
di ciascun prodotto tariffario”.
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Come è evidente, la determinazione della struttura è un’operazione
dinamica, perché dipendente dalla previsione della domanda:
il rapporto tra domanda attesa e offerta di posti è alla base
dei meccanismi che, aprendo e chiudendo le classi (prodotti tariffari),
hanno l’obiettivo di massimizzare il rendimento economico del
volo/data.
Revenue Management e tecniche predittive
È altrettanto evidente che l’accuratezza delle previsioni è uno
dei fattori chiave per ottimizzare un processo che è contrassegnato
dalle reciproche relazioni tra offerta, domanda attesa e scenario
concorrenziale. “Il sistema previsionale – prosegue
Stefano Rocchi – gioca un ruolo centrale nella nostra organizzazione,
sia a livello tattico nella ge-stione del singolo volo, sia a
livello strategico per la definizione delle politiche tariffarie
a medio termine e delle iniziative promozionali”. Si imponeva
quindi con forza la necessità di ridisegnare il sistema
di forecasting esistente, basato su procedure semiautomatiche
e fogli di calcolo, sia per velocizzare la formulazione delle
previsioni, sia per migliorarne la precisione e la flessibilità.
Il sistema era in grado di produrre solo due forecast mensili
e questo lasciava poco spazio alla Direzione Revenue Management
per definire in modo tempestivo le opportune strategie di azione,
mentre rendeva laboriosa e imprecisa la modellizzazione degli
eventi speciali, come scioperi, previsioni meteo, ponti legati
a particolari festività.
Il modello previsionale strategico
Il
ridisegno del sistema di forecasting ha visto un impiego intensivo
di SAS, in particolare della soluzione SAS® Forecast Server e degli
strumenti di data
integration e data
quality, indispensabili per
la preliminare realizzazione del data mart che contiene i dati provenienti
dalle numerose banche dati e dai molteplici sistemi dipartimentali
esistenti in azienda. La costituzione di un team congiunto, formato
da consulenti SAS e, per Alitalia, da Carmine Giannì e Annalisa
Pastura (Stime e Reporting), Arianna Fregoli (Sistemi di Revenue
Management) e Fausto Misiti (Ricerca Operativa), è stata indubbiamente
determinante per accelerare la messa a punto del progetto che, dopo
appena sei mesi, vedeva l’implementazione della prima versione
del modello previsionale strategico.
Potenza, flessibilità e facilità d’uso
Le
singole fasi che compongono il processo di forecasting venivano così ridisegnate secondo criteri di ottimizzazione, facilità d’uso
e flessibilità. La fase di integrazione e di riconciliazione
dei dati ottimizza le operazioni di raccolta, pulizia e integrazione
dei dati nel data mart, rendendoli assolutamente trasparenti per
l’utente finale. Il quale può così concentrare
la propria attenzione non tanto sul reperimento delle informazioni
quanto sull’analisi e sulle simulazioni, aumentare la frequenza
delle previsioni mensili, eliminare gli errori derivanti dalle imputazioni
manuali e intervenire agevolmente sui flussi dei dati. Nella fase
di forecasting, l’utente ha l’opportunità di scegliere
il modello ottimale per ciascuna serie storica in modo da minimizzare
l’errore, di incorporare facilmente nel mo-dello gli eventi
speciali (scioperi, promozioni, previsioni meteo, ponti festivi,
ecc.), di affinare i modelli e applicarli a nuovi ambiti previsionali,
di produrre report personalizzati con i più comuni strumenti
di produttività personale, come Excel e Power Point. La fase
di distribuzione infine rende le informazioni accessibili agli utenti
secondo profili personalizzati di abilitazione e secondo le modalità di
fruizione preferite, ad esempio attraverso il Web o tramite fogli
Excel dinamici e facilmente aggiornabili.
Dal modello strategico a quello tattico
Quale
sarà l’evoluzione futura del progetto? “Appena
il modello strategico avrà raggiunto la condizione di regime – risponde
Stefano Rocchi – affronteremo il problema delle previsioni
tattiche, cioè quelle relative ai singoli voli/data.” Non
sarà certo un’operazione di poco conto: dato che Alitalia
effettua mediamente 800 voli al giorno (900 nei periodi di picco)
e che ciascuno di essi viene processato 30 volte durante il suo ciclo
di vita (un anno circa, dall’apertura al pubblico fino alla
partenza). Dato che ogni processo di ottimizzazione si basa su nuove
previsioni, in totale le previsioni “tattiche” raggiungono
la ragguardevole cifra di cinque milioni al giorno. “In più – conclude
Stefano Rocchi – contiamo di arricchire il modello con tecniche
previsionali ancora più sofisticate, come i modelli Arima
autoregressivi che permettono di combinare le estrapolazioni ricavate
dalle serie storiche con le interpretazioni delle informazioni collaterali.
Saremo così in grado di considerare l’intero complesso
delle variabili, esogene ed endogene, che intervengono nel processo,
come ad esempio la share dei posti offerti e il rapporto dei prezzi
tra AZ e i vettori concorrenti. A tutto vantaggio del rendimento
dei voli.”
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