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L’Enterprise Intelligence è di
scena a SAS Forum Italia |
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| Inaugurata a Milano l’edizione 2007 di SAS Forum Italia. Nel convegno di apertura, Alessandro Zeigner, VP Southern Europe di SAS, traccia le coordinate della Business Intelligence come leva strategica per promuovere talento, cultura e innovazione | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Milano, 19 ottobre 2007 – Oltre 1.100 partecipanti, sei sessioni di approfondimento per settore di mercato e per soluzione, più di 160 contributi specialistici tra poster e relazioni. E un motto – “Talento, cultura, innovazione” – che sottolinea i campi più fecondi di applicazione di una Business Intelligence impegnata a rinnovare gli stessi paradigmi su cui si fonda. È questo il quadro che fa da contorno all’edizione 2007 di SAS Forum Italia, la due giorni che coinvolge analisti, esperti di fama mondiale, come Edward N. Luttwak e Edward de Bono, rappresentanti delle maggiori imprese italiane e specialisti della Business Intelligence per delineare i contorni dello scenario macroeconomico in cui le aziende si troveranno a competere nel breve periodo. E per individuare gli strumenti di innovazione su cui far leva per crescere e prosperare nei nuovi contesti competitivi. Nel suo intervento introduttivo, Alessandro Zeigner, Vice President Southern Europe di SAS, dettaglia il filo rosso che unisce gli eventi, i dibattiti e gli approfondimenti delle due giornate. Il punto di partenza è che i manager incontrano sempre maggiori difficoltà a ricavare indicazioni utili da una massa di dati che cresce a ritmo esponenziale, raddoppia ogni 11 mesi e addirittura tende a superare la capacità stessa di memorizzazione. D’altro canto, l’informazione è lo strumento prioritario su cui fondare strategie di innovazione durature: lo dimostrano i paesi emergenti, come India e Cina, che proprio nel “consumo” e nello sfruttamento delle informazioni fondano la capacità di innovare e di innescare percorsi di crescita a due cifre. Com’è possibile gestire in modo efficiente la mole di informazioni che si accumulano nei database aziendali per ottimizzare il processo decisionale e ricavare i modelli conoscitivi necessari per prevedere evoluzioni future? “La risposta – spiega Zeigner – risiede nella Business Intelligence analitica. L’Enterprise Intelligence di SAS rappresenta una piattaforma completa di tecnologie e di soluzioni che, attraverso i processi di acquisizione, data management, data integration, intelligence storage, analytics e delivery delle informazioni, consente alle imprese di monitorare e migliorare costantemente le proprie performance. Da un lato, il monitoraggio delle innumerevoli variabili che influiscono sul business - dal capitale umano ai processi produttivi, dalle dinamiche della domanda ai fattori di rischio - permette di individuare gli elementi di forza su cui far leva per allargare il vantaggio competitivo. Dall’altro, i metodi analitici si rivelano indispensabili per allargare l’orizzonte temporale e modellare gli scenari futuri in tutta la loro complessità, dai trend tecnologici ai comportamenti dei clienti, dai driver demografici a quelli socio-politici”. Quella di SAS è una piattaforma Enterprise in costante evoluzione, capace di anticipare i cambiamenti che vanno profilandosi nei paradigmi stessi della Business Intelligence. “Le aree più rilevanti di innovazione sono la capacità di sottoporre ad analisi anche dati non strutturati; la visualizzazione interattiva, che facilita la diffusione della BI anche presso gli utenti non esperti; la BI “embedded”, che interviene in tempo reale e in modo automatico sui processi operazionali; gli alert che agevolano il processo decisionale.” Edward Luttwak, una visione geopolitica Il convegno di apertura, moderato da Gianfranco Fabi, Vicedirettore de Il Sole 24 Ore, è stata l’occasione per approfondire gli scenari in cui le imprese si troveranno a competere e per riflettere sull’importanza che la cultura dell’innovazione riveste per la competitività. Edward N. Luttwak, storico e politologo, esperto di geopolitica e consigliere strategico della Casa Bianca e del Pentagono, traccia un quadro di sostanziale stabilità. “A dispetto delle drammatizzazioni mediatiche – spiega Luttwak - quella che stiamo attraversando è una fase di riassestamento: sotto il profilo economico, si assiste a un ciclo naturale di crescita riflessiva che farà pulizia degli eccessi del passato; sotto quello geopolitico, i contrasti di Russia e Cina con l’Occidente non sono tali da minacciare una cooperazione che è ormai acquisita, mentre i conflitti sono estremamente localizzati. Il quadro italiano appare estremamente complesso e a macchia di leopardo: accanto a situazioni di assoluta eccellenza convivono situazioni di arretratezza, e la crescita è tutto sommato modesta. Continua peraltro il trend ormai consolidato che vede la progressiva dematerializzazione delle merci a favore dei servizi. Nel mercato globale per competere con successo sono necessarie la capacità di valorizzare le competenze, a livello di singola azienda e del sistema Paese, la capacità di rispondere alle necessità dei clienti/utenti e la capacità di saper innescare processi di macroinnovazione. Procediamo a grandi passi verso un’economia della qualità in cui l’Italia avrà sicuramente qualcosa da dire.” |
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