“La farmacovigilanza e la farmacoepidemiologia, se intese non
come il frutto di un sistema passivo di raccolta ed elaborazione dati
(vedi sistemi di segnalazione spontanea) ma come aree caratterizzate
da una iniziativa attiva delle strutture istituzionalmente preposte,
non possono prescindere - per una loro reale efficacia in termini di
tutela e promozione della salute - dalla costituzione di strumenti informativi
idonei, ossia la creazione di un data warehouse integrato degli
archivi sanitari riferito a una popolazione di grandi dimensioni”. Questa
definizione, utilizzata per presentare il progetto di Farmacovigilanza
Multicentrico “OSSIFF” (ai sensi della DGR 8501 del 22 marzo
2002), ben delinea il quadro del progetto che andremo a raccontare: un
nuovo ruolo delle ASL nella ricerca epidemiologica. Estrinsecato attraverso
un Osservatorio per lo studio dei farmaci che non nasce dal livello centrale,
ma dal singolo ente.
“Le ASL – spiega Salvatore Mannino,
direttore del Servizio Epidemiologico dell’ASL della Provincia
di Cremona, capofila del progetto – possiedono
infrastrutture informative potenti, gli archivi sanitari, oltre alla
competenza, per fornire un contributo alla ricerca sul campo. La ricerca
sui farmaci, di tipo osservazionale, deve per forza utilizzare strumenti
informativi, proprio come succede nel nostro progetto. Cuore
pulsante del sistema è il data warehouse, targato SAS e basato sulla
piattaforma SAS9, dal quale è possibile trarre informazioni
sul modo in cui le persone utilizzano i farmaci, quale efficacia questi
hanno per la
cura, quali eventuali avventi avversi si verificano”.
Incrociando la prescrizione del farmaco agli eventi (ad esempio i ricoveri)
per ogni singolo paziente, è possibile effettuare delle analisi
di associazione tra la terapia ed i suoi esiti. Se l’analisi è ripetuta
sul bacino di popolazione di più di una ASL, ecco che può nascere
uno studio delle dimensioni necessarie per una più corretta interpretazione
dei risultati.
“La sfida del nostro progetto era quella di diventare protagonisti, come
ASL, insieme alle strutture regionali e nazionali, nella produzione
di informazioni di interesse in sanità pubblica. Per ovviare al fatto
che una singola ASL non ha di solito una popolazione numericamente
rilevante ai fini statistici, è stata creata una rete di più ASL,
otto in totale. Oltre a Cremona, che fa da capofila, nel progetto sono
coinvolte le ASL di Como, Lecco, Lodi, Mantova, Milano 2, Pavia e Varese.
Come si vede, abbiamo iniziato con ASL di media dimensione: il lavoro
prevede l’analisi degli archivi sanitari e (se necessario) il
successivo riscontro delle cartelle cliniche”.
Il progetto OSSIFF prevede un referente per ogni ASL coinvolta. Insieme
le ASL decidono su quale obiettivo condividere la ricerca, sfruttando
le potenzialità del data warehouse aziendale.
Il modello, quando il progetto è stato proposto per il finanziamento
(fine 2003), si proponeva di perseguire con dei progetti pilota due obiettivi
di ricerca: le statine (farmaci utilizzati per il controllo del profilo
lipidico) e gli antinfiammatori non steroidei. Dato il tempo trascorso
da allora alla sua approvazione, valuteremo nei prossimi mesi l’opportunità di
mantenerli o ridefinirli in base alle attuali priorità in farmacoepidemiologia.
Tutto parte dal data warehouse
Prosegue Mannino: “La prima parte del progetto, ossia la costruzione
del datawarehouse, è sviluppata con la collaborazione di Santer:
i flussi di dati relativi alle diverse ASL vengono convogliati nell’unico
database. A partire da questi dati, attraverso complesse elaborazioni
ed analisi statistiche, sulla base di appropriati disegni e metodi di
ricerca, trarremo le conclusioni per i rispettivi obiettivi. Gli studi
vedranno il contributo di competenze epidemiologiche, statistiche, mediche,
farmacologiche ed economiche presenti nelle ASL, nonché di personale
esterno particolarmente qualificato. Il progetto prevede peraltro (compatibilmente
con le risorse finanziarie allocate) un comitato scientifico esterno
indipendente che potrà “vigilare” sulla qualità dei
progetti e dei relativi risultati. Attraverso gli studi pilota potremo
testare la capacità dell’Osservatorio di produrre informazioni
importanti e complesse; inoltre avremo anche l’opportunità di
valutare l’attendibilità e la coerenza delle informazioni
ricavate rispetto a stime analoghe già consolidate in letteratura.
Formalmente, il progetto è iniziato a giugno di quest’anno
- quando i referenti delle ASL sono stati convocati per la prima volta
- e dovrebbe avere durata biennale. Il nostro primo obiettivo è di
procedere all’acquisizione delle fonti, possibilmente chiedendo
alla Regione di aiutarci a ottenere direttamente dai gestori tecnici
i dati sorgente di tutte le ASL coinvolte - previa loro autorizzazione
- senza dovere “mobilitarle” una per una.
A fine 2006 sarà conclusa la parte infrastrutturale, nel 2007
verranno messi in opera i due progetti pilota, che verranno completati
entro Giugno del 2008, data di conclusione del progetto regionale.
E’ nostro auspicio, peraltro, riuscire a dimostrare la validità e
l’utilità del modello, ed estenderne la sopravvivenza
anche oltre questa data.
Al riguardo, ci piace sottolineare il fatto che il potenziale scientifico
della rete è visto con grande interesse da soggetti esterni
ed istituti di ricerca. In questo senso, abbiamo di recente ottenuto
un finanziamento per un progetto sugli esiti della vaccinazione antinfluenzale
che coinvolgerà 190mila persone nelle ASL di Cremona, Pavia,
Lecco e Mantova. Infine, alla nostra rete è stata richiesta
dall’Istituto Mario Negri una collaborazione per un progetto
sull’empowerment delle donne rispetto all’uso appropriato
di alcuni farmaci, A questa proposta, che rientra nell’ambito
del Bando per la ricerca indipendente 2006 dell’Agenzia Italiana
del Farmaco, hanno aderito le ASL di Cremona, Lodi, Lecco, Mantova,
Pavia, Como.”
Profilo dell’Asl della Provincia di Cremona
- È stata istituita a seguito della fusione della ex Ussl
23 di Cremona, della ex Ussl 24 di Crema e di parte della ex
Ussl 20 di Casalmaggiore
- Viadana.
- Comprende tutto l'ambito provinciale con i suoi 115 Comuni,
ed è articolata
nei 3 Distretti Socio-Sanitari di Cremona, Crema e Casalmaggiore.
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