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| Dossier ICT e Sanità: evoluzione, rischi e opportunità |
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Migliorare l'equilibrio economico-finanziario,
offrire agli assistiti servizi sanitari e socio-sanitari di eccellenza,
seguendo i canoni dell'appropriatezza. L'esempio dell'ASL della Provincia
di Pavia e del suo potente data warehouse, punto di partenza di ogni
analisi.
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| Business Intelligence per la Governance | |||||||||||||||||||||||||
Costituita nel 1998, I'ASL della provincia di Pavia è responsabile della promozione e salvaguardia della salute su una popolazione di circa 500.000 assistiti e per il monitoraggio di un'erogazione nell'ambito provinciale di circa 160.000 ricoveri, 2.700.000 prestazioni specialistiche ambulatoriali e di diagnostica strumentale, 3.500.000 prescrizioni farmaceutiche da parte delle strutture sanitarie. "La mission dell'ASL - spiega Maurizio Amigoni, Direttore
Generale - è la
valorizzazione dell'attività di tutti i soggetti, in attuazione
del principio di sussidiarietà che, nell'ambito sanitario come
in tutti gli ambiti dei servizi di pubblica utilità, comporta
la promozione di una politica tesa ad avvicinare le istituzioni al
cittadino.
Cittadino che, in qualità di
soggetto centrale del sistema, deve essere messo in grado di esercitare
il ruolo
di protagonista nelle
scelte di salute, garantendo la libertà di scelta dello stesso
e promuovendo la parità di
diritti e doveri tra soggetti di diritto pubblico e privato". La business intelligence a supporto della governance Nell'adempimento
della propria mission l’azienda,
nella governance di un sistema complesso come quello sociosanitario,
si avvale in maniera
fondamentale delle informazioni che il sistema stesso produce: su di
esse fonda la
propria capacità di lettura
delle esigenze degli assistibili e di reale offerta da parte dei provider.
Spiega il Direttore Generale: "Nel corso degli ultimi anni, si è acuita
l'esigenza di disporre di un sistema informativo evoluto e
adeguato alle necessità di
conoscenza. Lo scenario di partenza nell'ASL di Pavia era
un sistema informativo "sparso" in
termini architetturali, di competenze informative, di gestione della
conoscenza e delle risorse;
un sistema disarticolato (tra dipartimenti, servizi,
uffici e singole persone e mansioni), in
cui i percorsi "dal dato all'informazione" erano
difficili da alimentare, da coordinare, da mantenere e da certificare".
"II risultato conseguito - prosegue il Direttore Generale - è stato
quello di disporre di un dato tracciabile, certificabile e condiviso,
con il quale elaborare una serie di informazioni per il livello aziendale
ed esterno (Banca dati assistibili, scheda medico, attività delle strutture
accreditate ecc.), con automazione delle procedure, abbattimento
dei tempi di elaborazione
e
ottimizzazione dell'impiego delle risorse aziendali".
Articolo tratto da "Management della Sanità" |
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