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SAS, il programma di migrazione alla nuova BI
Secondo un'indagine di Gartner, tra le priorità dei CIO nel 2008 c'è la Business Intelligence, intesa non tanto come prima implementazione, quanto, piuttosto, come rivisitazione delle applicazioni in un'ottica di consolidamento e innovazione basata sul Web.

Su questa lunghezza d`onda si sta muovendo SAS, che proprio di recente ha avviato un nuovo programma, che sta implementando in Italia e che arriva da un input internazionale. Ne parliamo in questa intervista a due voci con Walter Lanzani, Direttore Marketing e con Carlo Grandi, Amministratore Delegato della filiale italiana.

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«Il SAS® BInnovation Program - afferma Lanzani - ha proprio l'obiettivo di supportare le aziende nella migrazione di vecchie applicazioni di BI verso applicazioni più moderne. Per cui ci proponiamo di avviare con le imprese un percorso per analizzare la loro situazione, fare un assessment, per arrivare alla proposta di un progetto, che poi implementiamo, misurandone anche i benefici.

Dietro a questo programma c`è una serie di strumenti molto complessi, in quanto si tratta di migrare i sistemi di reporting, che ormai in molte aziende sono arrivati a esaurire le loro capacità di BI, verso nuovi sistemi di reporting, per avviare in azienda una nuova era della BI, che deve avere anche capacità analitiche, usando metodologie e tecnologie diverse, specifiche per le varie funzioni aziendali».

«È chiaro che in questo nuovo approccio - interviene Grandi - non c`è solo una necessità di migrazione ma anche di consolidamento, per ottenere una BI meno eterogenea ma più condivisa, un pò, se vogliamo, come è successo quindici anni fa nel mondo dei sistemi legacy ERP. Oggi in ambito BI, i responsabili dei sistemi informativi stanno pensando a come poter consolidare una situazione che negli anni si è sviluppata in maniera disordinata, riportandola sotto un modello più unitario».

Il consolidamento, quindi, porta anche tutta una serie di vantaggi, come avere una base unica per tutta la BI in azienda, avere flussi di dati controllati, qualitativamente corretti, regole aziendali comuni su come interpretarl e avere un approccio uniforme al reporting e all'analisi delle informazioni.

«In base a questo programma e dopo aver fatto l'assessment, per il quale occorre qualche giorno - sottolinea Lanzani - abbiamo tutti gli elementi che ci consentono di stimare quali sono i costi della ristrutturazione che dividiamo in tre fasi: i costi di migrazione delle applicazioni, quelli delle licenze e il tempo impiegato. In questo modo è possibile calcolare il ROI per cui il cliente sa quanto il tutto gli viene a costare. Abbiamo calcolato che in un arco di tempo di progetto di 5 anni, il costo di migrazione di licenze si ripaga entro i primi due anni. La standardizzazione e il vedere insieme i dati che provengono dai diversi sistemi è il primo passo, ed è l'inizio di una nuova fase della BI in azienda: infatti parliamo di applicazioni di tecniche predittive, forecasting, analisi dati di matematica statistica, in modo da dare non soltanto una fotografia dell'esistente ma anche una visione evolutiva di quello che può succedere in tutti gli ambiti di applicazione della BI e in tutte le funzioni aziendali. Il processo di migrazione, quindi, consente di fare il salto da applicazioni di BI client-server ad applicazioni Web based».

SAS, peraltro, sta portando avanti da tempo un approccio che tende anche a semplificare sempre più l'utilizzo della BI da parte degli utenti finali. Infatti la semplificazione avviene a diversi livelli: per esempio è possibile fornire all'utente un'interfaccia Excel, che è la più nota, per cui la complessità tecnologica che c'è dietro viene nascosta anche all'IT. Ma anche le diverse soluzioni orizzontali di SAS hanno già all'interno una serie di modelli matematici statistici complessi, che però fanno parte del prodotto, per cui sono trasparenti per l'utente.

Visti i grandi movimenti che sono accaduti nel mondo della BI, chiediamo, come si relaziona oggi SAS con SAP, che oggi è impegnata ha inglobare Business Objects e Oracle, che ha lo stesso problema con Hyperion? «È indubbio - risponde Grandi - che ci sono delle specificità nelle nostre offerte che sono riconosciute da questi fornitori, in quanto Business Objects ha una minima parte di quello che può offrire SAS, dal momento che noi offriamo tutta una serie di analytics e una vasta gamma di applicativi che rendono piccola la parte di sovrapposizione, per cui collaboriamo sempre con ambienti SAP e Oracle. Peraltro, da parte di questi mega-vendor c'è anche la consapevolezza che non possono possedere anima e corpo i loro clienti, per cui sono attenti a non chiudersi troppo alle nuove tecnologie di altri player. Inoltre, va anche detto che nelle grosse organizzazioni, i fornitori selezionati, pur ridotti in numero, sono più di uno.

Riguardo all'impegno di SAS, va sottolineato che ha sempre visto la parte analitica non come un punto finale della catena in mano a uno specialista che otteneva informazioni privilegiate, ma come una componente della catena informativa in modo che il lavoro di pochi specialisti, usando prodotti analitici, potesse essere fruito da una serie di persone in azienda che non hanno nessuna capacità né analitica né specialistica. Oggi, quindi, possono usare le informazioni prodotte con questi sistemi per prendere le decisione relative alla loro attività. L'esempio più banale è quello di utilizzare questi sistemi per fornire delle informazioni all'operatore del call center in modo che possa offrire al cliente le risposte che cerca. Per cui l'operatore del call center, alla fine, quando il cliente chiama, sa che cosa dire. Tutti i nostri strumenti analitici hanno anche caratteristiche di robustezza e di scalabilità per poter essere poi usati non su PC ma su grandi server che macinano milioni di record per volta. Ma non è il fatto di avere gli analytics che fa la differenza del valore aggiunto di SAS, quanto la capacità di usarli in modo moderno, dal momento che vanno ad arricchire i gestionali».

CHE COSA SONO GLI ANALYTICS
Considerati la parte nobile della BI, gli analytics sono strumenti software che permettono di trovare correlazioni tra dati, analizzare serie storiche, determinare trend e comportamenti stagionali, simulare scenari economici, segmentare clienti e condurre attività di data e text mining per comprendere meglio una vasta gamma di fenomeni di business. Si tratta di strumenti che permettono ai decisori di aziende private e pubbliche di prendere decisioni migliori. Prevedere gli indicatori di budget in base alle serie storiche, capire in anticipo il comportamento di clienti e dipendenti, valutare il grado di rischio di un finanziamento, sono alcuni esempi pratici di uso degli analytics, che rappresentano lo stadio superiore rispetto alle funzionalità di query e reporting tipiche dei sistemi BIi. Non tutti i software di BIi, infatti, sono uguali, e non tutti offrono lo stesso livello di funzioni analitiche. La differenza più evidente è che gli analytics di SAS sono già nel cuore del sistema. La società, al contrario di altri, incorpora le componenti analitiche in qualsiasi punto dei processo di elaborazione dei dati e in tutta la propria offerta; SAS Enterprise Miner, Text Miner e Forecast Server rappresentano l'ultima evoluzione in ambito analytics e sono strumenti che possono essere sfruttati anche dagli utenti business.

NUOVI ANNUNCI
Tra qualche mese SAS ha in previsione la seconda fase di rilascio della tecnologia di BI, di cui fanno parte alcuni prodotti che si chiamano Enterprise BI Server o Enterprise Data Integration Server. Stanno, inoltre, uscendo anche delle soluzioni orizzontali che vanno stoccare diversi ambiti: recentemente è stata rilasciata una soluzione per i demand planning, la SAS Demand-Driven Forecasting, che è un pò l'unione di tecnologie analitiche e gestionali, in questo caso di gestione del budget, per facilitare all'interno dell'azienda l'avvio di un piano concordato di vendite, che alla base impatta su approvvigionamenti, previsioni e via dicendo.
 
Articolo di Maristella Rizzo tratto da Linea EDP, 30 giugno 2008.
© Copyright dell'editore. L'articolo non è riproducibile senza il suo consenso.
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