Su questa lunghezza d`onda si sta muovendo SAS, che proprio
di recente ha avviato un nuovo programma, che sta implementando in Italia
e che arriva da un input internazionale. Ne parliamo in questa intervista
a due voci con Walter Lanzani, Direttore Marketing e
con Carlo
Grandi,
Amministratore Delegato della filiale italiana.
|
 |
Scaricate
la brochure informativa e
scoprite come rendere il reporting
e la BI
di reale supporto agli obiettivi aziendali. Continua |
|
|
|
|
«Il SAS® BInnovation
Program - afferma Lanzani - ha proprio l'obiettivo
di supportare le aziende nella migrazione di vecchie
applicazioni di BI verso applicazioni più moderne. Per cui ci proponiamo
di avviare con le imprese un percorso per analizzare la loro
situazione, fare un assessment, per arrivare alla proposta di
un progetto, che poi implementiamo, misurandone anche i benefici.
Dietro a questo programma c`è una serie di strumenti molto
complessi, in quanto si tratta di migrare i sistemi di reporting,
che ormai in molte aziende sono arrivati a esaurire le loro capacità di
BI, verso nuovi sistemi di reporting, per avviare in azienda
una nuova era della BI, che deve avere anche capacità analitiche,
usando metodologie e tecnologie diverse, specifiche per le varie
funzioni aziendali». |
«È chiaro che in questo nuovo approccio -
interviene Grandi - non c`è solo una necessità di migrazione
ma anche di consolidamento, per ottenere una BI meno eterogenea ma più condivisa,
un pò, se vogliamo, come è successo
quindici anni fa nel mondo dei sistemi legacy ERP. Oggi in ambito BI,
i responsabili dei sistemi informativi stanno pensando a come poter consolidare
una situazione che negli anni si è sviluppata
in maniera disordinata, riportandola sotto un modello più unitario».
Il consolidamento, quindi, porta anche tutta una serie di vantaggi, come
avere una base unica per tutta la BI in azienda, avere flussi di dati
controllati, qualitativamente corretti, regole aziendali comuni su come
interpretarl e avere un approccio uniforme al reporting e all'analisi
delle informazioni.
«In base a questo programma e dopo aver fatto l'assessment, per
il quale occorre qualche giorno - sottolinea Lanzani - abbiamo tutti
gli elementi che ci consentono di stimare quali sono i costi della ristrutturazione
che dividiamo in tre fasi: i costi di migrazione delle applicazioni,
quelli delle licenze e il tempo impiegato. In questo modo è possibile
calcolare il ROI per cui il cliente sa quanto il tutto gli viene a costare.
Abbiamo calcolato che in un arco di tempo di progetto di 5 anni, il costo
di migrazione di licenze si ripaga entro i primi due anni. La standardizzazione
e il vedere insieme i dati che provengono dai diversi sistemi è il
primo passo, ed è l'inizio di
una nuova fase della BI in azienda: infatti parliamo di applicazioni
di tecniche predittive, forecasting, analisi
dati di matematica statistica,
in modo da dare non soltanto una fotografia dell'esistente ma anche una
visione evolutiva di quello che può succedere
in tutti gli ambiti di applicazione della BI e in tutte le funzioni aziendali.
Il processo di migrazione, quindi, consente di fare il salto
da applicazioni di BI client-server ad applicazioni Web based».
SAS, peraltro, sta portando avanti da tempo un approccio
che tende anche a semplificare sempre più l'utilizzo
della BI da parte degli utenti finali. Infatti la semplificazione avviene
a diversi livelli: per esempio è possibile
fornire all'utente un'interfaccia Excel, che è la
più nota, per cui la complessità tecnologica
che c'è dietro viene nascosta anche
all'IT. Ma anche le diverse soluzioni orizzontali di SAS hanno già all'interno
una serie di modelli matematici statistici complessi, che però fanno
parte del prodotto, per cui sono trasparenti per l'utente.
Visti i grandi movimenti che sono accaduti nel mondo della BI, chiediamo,
come si relaziona oggi SAS con SAP, che oggi è impegnata ha inglobare
Business Objects e Oracle, che ha lo stesso problema con Hyperion? «È indubbio
- risponde Grandi - che ci sono delle specificità nelle nostre
offerte che sono riconosciute da questi fornitori, in quanto Business
Objects ha una minima parte di quello che può offrire SAS, dal
momento che noi offriamo tutta una serie di analytics e una vasta gamma
di applicativi che rendono piccola la parte di sovrapposizione, per cui
collaboriamo sempre con ambienti SAP e Oracle. Peraltro, da parte di
questi mega-vendor c'è anche
la consapevolezza che non possono possedere anima e corpo i loro clienti,
per cui sono attenti a non chiudersi troppo alle nuove tecnologie di
altri player. Inoltre, va anche detto che nelle grosse organizzazioni,
i fornitori selezionati, pur ridotti in numero, sono più di uno.
Riguardo all'impegno di SAS, va sottolineato
che ha sempre visto la parte analitica non come un punto finale della
catena in mano a uno specialista che otteneva informazioni privilegiate,
ma come una componente della catena informativa in modo che il lavoro
di pochi specialisti, usando prodotti analitici, potesse essere fruito
da una serie di persone in azienda che non hanno nessuna capacità né analitica
né specialistica.
Oggi, quindi, possono usare le informazioni prodotte con questi sistemi
per prendere le decisione relative alla loro attività. L'esempio
più banale è quello di
utilizzare questi sistemi per fornire delle informazioni all'operatore
del call center in modo che possa offrire al cliente le risposte che
cerca.
Per cui l'operatore del call center, alla fine, quando il cliente chiama,
sa che cosa dire. Tutti i nostri strumenti analitici hanno anche caratteristiche
di robustezza e di scalabilità per
poter essere poi usati non su PC ma su grandi server che macinano milioni
di record per volta. Ma non è il fatto
di avere gli analytics che fa la differenza del valore aggiunto di SAS,
quanto la capacità di
usarli in modo moderno, dal momento che vanno ad arricchire i gestionali».
CHE COSA SONO GLI ANALYTICS
Considerati la parte nobile della BI, gli analytics sono
strumenti software che permettono di trovare correlazioni
tra dati, analizzare serie storiche, determinare trend e
comportamenti stagionali, simulare scenari economici, segmentare
clienti e condurre attività di
data e text mining per comprendere meglio una vasta gamma di
fenomeni di business. Si tratta di strumenti che permettono
ai decisori di aziende private e pubbliche di prendere decisioni
migliori. Prevedere gli indicatori di budget in base alle serie
storiche, capire in anticipo il comportamento di clienti e
dipendenti, valutare il grado di rischio di un finanziamento,
sono alcuni esempi pratici di uso degli analytics, che rappresentano
lo stadio superiore rispetto alle funzionalità di
query e reporting tipiche dei sistemi BIi. Non tutti i software
di BIi, infatti, sono uguali, e non tutti offrono lo stesso
livello di funzioni analitiche. La differenza più evidente è che
gli analytics di SAS sono già nel
cuore del sistema. La società, al contrario
di altri, incorpora le componenti analitiche in qualsiasi punto
dei processo di elaborazione dei dati e in tutta la propria
offerta; SAS
Enterprise Miner, Text
Miner e Forecast
Server rappresentano l'ultima evoluzione in ambito analytics e sono
strumenti che possono essere sfruttati anche dagli utenti business. |
|
NUOVI ANNUNCI
Tra qualche mese SAS ha in previsione la seconda fase di rilascio della
tecnologia di BI, di cui fanno parte alcuni prodotti che si chiamano
Enterprise BI Server o Enterprise Data Integration Server. Stanno, inoltre,
uscendo anche delle soluzioni orizzontali che vanno stoccare diversi
ambiti: recentemente è stata rilasciata una soluzione per i demand
planning, la SAS Demand-Driven Forecasting, che è un pò l'unione
di tecnologie analitiche e gestionali, in questo caso di gestione del
budget, per facilitare all'interno dell'azienda l'avvio di un piano concordato
di vendite, che alla base impatta su approvvigionamenti, previsioni e
via dicendo. |
|
| |
Articolo di Maristella Rizzo tratto da Linea EDP, 30 giugno
2008.
© Copyright dell'editore.
L'articolo non è riproducibile senza il suo consenso. |
|