L'analisi dei fatti è alla base di ogni decisione. In
questo processo, giocano un ruolo importante l'esperienza e una certa
dose di
intuito.
La gestione d'impresa non fa differenza, anche quando si parla di modelli
di previsione, analytics e balanced scorecard. Qualcuno
potrebbe
obiettare che niente è certo a parte la morte e
le tasse. E forse avrebbe ragione. Molte imprese, però, dovrebbero
avere il coraggio di servirsi della propria conoscenza per attuare in
modo
corretto
le strategie allineandole agli obiettivi di business. La questione
non è più tecnologica,
ma culturale. In questa nuova prospettiva la Business intelligenue [BI] è parte
di un processo più ampio che parte dall'integrazione dei dati
e coinvolge tutte le funzioni aziendali, dall'IT alle risorse umane,
dal marketing
alla
finanza e controllo.
Da
trent'anni sul mercato statuniterse e da vent'anni su quello italiano,
SAS è protagonista assoluto
nel mercato della BI e degli advanced analytics [IDC] con un fatturato
worldwide nel 2006 di 1,9 miliardi di dollari, e in Italia di
76,212 milioni di euro con una crescita dell'8,0%.
La forza di SAS si fonda sulla capacità di stare al fianco
del cliente non solo come "distributore dI licenze" ma soprattutto
come partner, in deroga a una logica, assai diffusa, di certe multinazionali
del software.
La missione e quella di permettere, anche all'utente
meno esperto, di accedere con facilità ai dati, di fare e distribuire
report e di utilizzare sofisticate funzioni di analisi, garantendo
al dipartimento informatico il controllo sulla qualità e la coerenza
dei dati. Un processo che, oltre a generare informazioni di business
coerenti e
affidabili, massimizza la collaborazione all'interno e all'esterno dell'azienda.
DALLA BUSINESS INTELLIGENCE ALL'ENTERPRISE INTELLIGENCE
In questa nuova fase di evoluzione della Business Intelliqence,
potrebbe presentarsi però qualche problema di nomenclatura.
A metterci subito sull'avviso è Walter Lanzani che
dal 1995 ricopre in SAS la carica di Direttore Marketing,
e che insieme ad Alessandro
Zeigner, oggi Vice President Southern Europe, è
stato uno dei protagonisti della crescita dì SAS in Italia (la
sede italiana conta oggi oltre 350 dipendenti].
«La
Business Intelligence - spiega Lanzani - sta diventando un ombrello
che comprende molte cose diverse. AI momento continuiamo a chiamarla
Business Intelligence in quanto è la definizione
che, ancora oggi, colloca certe tematiche in un certo ambito. Non so
dire per quanto tempo il termine sarà ancora valido, senza generare
fraintendimenti. Per noi è più corretto parlare di "Enterprise
Intelligence" cioe di quell'insieme di metodologie,
tecnologie e aspetti di business legati agli utenti. La Business Intelligence
come query reporting
può essere considerata una commodity o lo diventerà
presto, perchè qualsiasi software gestionale permette l'interrogazione
del database. Anche il termine piattaforma può essere ambiguo
perché si
presta a diversi ambiti e a diverse strategie che un fornitore o un
vendor può avere. Per quanto riguarda SAS, la piattaforma
di Enteprise Intelligence rappresenta lo "strato" di Information
Management che consente di governare il processo sul quale poi vengono
sviluppate le soluzioni e le tecnologie per ogni settore di business».
«Per noi è più corretto
parlare di "Enterprise
lntelligence" cioè di quell' insieme
di metodologie, tecnologie e aspetti di business legati agli utenti»
UN CAOS INFORMATIVO CHE VA GOVERNATO
Non appena dalla terra promessa della certezza veniamo cacciati in
un mondo in cui regna il caos, ci rendiamo conto che dati e informazioni
possono essere come l'ago della bussola, in un orizzonte senza punti
di riferimento. «La proliferazione dei mezzi informativi -
spiega Walter Lanzani - rende la ricerca di valore all'interno
dell'informazione difficoltosa con l'aggravante che le informazioni
rilevanti sono spesso
all'interno delle varie differenti aree di business.
La
mancanza di processi di governance e di distribuzione
delle informazioni è una delle cause di inefficienza aziendale.
Spesso il processo di estrazione, trasformazione e caricamento dei
dati, strutturati
o non strutturati, con cui si identifica comunemente la Business Intelligence
non è sufficiente. Siamo bombardati di dati
e informazioni, ma sempre più spesso le aziende non sanno valutarli
in modo univoco. L'incapacità di interpretare correttamente
i dati e la loro manipolazione minano il potere della conoscenza. E'
necessario tarare gli strumenti di misurazione in modo da fornire
una visione unica della realtà aziendale. I modelli e i numeri
ci aiutano a razionalizzare questa realtà. Ma si sa che la realtà pullula
di comportamenti incoerenti e fenomeni non facilmente governabili.
In altre parole, forse, c'è bisogno di una rivoluzione dell'informazione
che sostituisca all'immagine del demone di Laplace, l'immagine
più realistica di una razionalità per così dire "ecologica" che
possa però attingere attraverso una cassetta degli attrezzi
dotata di strumenti fast and frugal, rapidi ed efficienti,
che mettano le imprese in grado di far fronte alle situazioni di incertezza
e di
governare
l'intero ciclo di vita delle informazioni in azienda. La qualità dei
dati, manco a dirlo, è un aspetto cruciale. «Esistono
troppi sistemi da cui possono fluire i dati - afferma Lanzani -
ecco perché le fasi di Data Integration e Data Quality sono
fondamentali».
INFORMATION MANAGEMENT, QUESTIONE DI INTEGRAZIONE
«Esiste un'evoluzione della BI che vuole tradurre in
modo efficace l'esigenza di efficienza in ogni settore aziendale.
I processi di integrazione di dati e metadati e di analisi avanzata
- spiega Lanzani
- non sono più da considerarsi un lusso, ma un imperativo strategico
per migliorare le performance aziendali». Il nuovo corso della
BI è rappresentato
dall'Information Management. Si tratta di un
nuovo approccio al sistema azienda che mette a fattor comune Data Quality
e Data
Integration,
Intelligence Storage, Analytics e Business Intelligence in una logica
di gestione dell'informazione sia come asset strategico, sia come servizio.
Tutte tecnologie che SAS possiede e che, se integrate, permettono di
sfruttare tutto il potenziale delle informazioni, accrescendone la qualità e
la correttezza per renderle disponibili a utenti, processi e applicazioni
secondo le tempistiche di fruizione richieste.
PIÙ SOLUZIONI, UN UNICO OBIETTIVO: VALORIZZARE
LE INFORMAZIONI
Per il prossimo futuro SAS continuerà a puntare molto sulle soluzioni
di Perfomance Management, filo conduttore di molteplici
scenari evolutivi. Un buon sistema di Performance Management mette in
relazione
obiettivi,
vincoli di budget e fase esecutiva. Dalle Hr al marketing - spiega
Lanzani - passando per la finanza
e controllo, misurare la performance di un'area di business significa
anticipare, prevedere, disporre di funzioni di analisi e simulazioni
riorganizzative
di strutture
e di processi». Il Performance Management
in area Hr, ad esempio, mostra le applicazioni più innovative
in ambito changing management, merging & acquisition e workforce
ageing. Anche in ambito Risk Management le novità non
mancano. SAS propone nuove aree di applicazioni non solo in ambito bancario
e
assicurativo,
ma anche nella PA e Sanità. «Le controversie
tra pazienti e aziende ospedaliere locali hanno raggiunto livelli di
guardia. Si tratta di un fenomeno critico - spiega Lanzani - sul
quale bisogna intervenire. Asl e compagnie assicurative, chiamate
a coprire i rischi nelle strutture, devono trovare un punto comune per
elaborare policy volte a incrementare le performance finanziarie riducendo
contemporaneamente il tempo e il costo di compliance.
Tra le aree da sempre al centro dell'attività di SAS troviamo
il Crm, ma inteso nella sua accezione più analitica. I crescenti
livelli di competizione, infatti, impongono alle aziende non solo di
conoscere
i propri clienti, ma soprattutto di predirne comportamenti.
SAS la definisce
Customer Management, un'evoluzione del Crm. Le aziende
che hanno milioni di clienti hanno già compreso
che la sola attività di profiling non è più sufficiente
- afferma Lanzani - , adesso si tratta di passare ad analisi
più raffinate in grado di identificare, per esempio, i canali
migliori in relazione ai costi di contatto in fase di lancio di una
campagna o di promozione per supportare l'attività di marketing».
SAS è in
grado di proporre una Enterprise Intelligence
che comprende tecnologie, soluzioni e metodologie e che pervade in modo
esteso tutte le componenti informative dell'azienda. "La nostra piattaforma
di Enterprise Intelligence - conclude
Lanzani - è il risultato di un'attività ininterrotta da trent'anni
nel campo della BI. Il nostro fiore all'occhiello resta la parte
analitica, la componente più pregiata e difficilmente improvvisabile
di questi sistemi, frutto di centinaia di referenze a livello mondiale». Non
a caso SAS investe da sempre il 24% del proprio fatturato in attività
di ricerca e sviluppo.
I NUMERI DI SAS
Attualmente SAS è presente a livello mondiale con oltre 10mila
dipendenti e attività in 112 paesi e investe il 24% del proprio fatturato
in Ricerca e Sviluppo. In Italia è presente dal 1987 con direzione generale
a Milano e uffici a Roma, Torino e Venezia-Mestre e conta oltre 350 dipendenti.
La maggior incidenza sul fatturato italiano riguarda i ricavi provenienti
dal settore credito e finanza (54,63%) seguito da Pubblica Amministrazione
e sanità (18.09%), telco e utilities (14,38%) e industria commercio e i
servizi (12,9%).