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Tecniche di validazione della scala HoNOS

University ChallengeAlessandra Venerus | Università degli Studi di Milano-Bicocca (22/09/2011)
Corso di Laurea SGI (Triennale)
Relatore: prof. Pietro Giorgio Lovaglio

** La Tesi ha ricevuto l'encomio dal comitato di University Challenge **

Il seguente lavoro ha come obiettivo quello di analizzare e validare la struttura delle sottoscale di HoNOS, una scala composta da dodici items, ideata per valutare in modo multidimensionale gli esiti dei servizi di salute mentale inglesi, ed utilizzata tutt'ora a livello internazionale. Per poter effettuare questo lavoro ci si è soffermati su due studi in particolare presenti in letteratura, quelli di Tom Trauer (1999) e di Elizabeth Newnham (2009), il cui scopo era di proporre una valida alternativa alla struttura di sottoscale di HoNOS che inizialmente era stata proposta dai clinici e dagli studiosi che l'avevano creata.

Tramite analisi fattoriale esplorativa e confermativa sono stati applicati i due modelli in letteratura ai dati a disposizione, provenienti da tre centri sanitari lombardi (Ospedale Niguarda di Milano, Ospedale di Desio e Ospedale di Garbagnate, per un totale di 1624 pazienti), ed è stato valutato l'adattamento dei due modelli ai dati. Successivamente si è proceduto con la stima di due nuovi modelli, a quattro e cinque sottoscale; questi due nuovi modelli presentano indici di fit molto soddisfacenti e migliori di quelli già presenti in letteratura; inoltre essendo stati stimati su dati provenienti da diversi centri ospedalieri, si ritiene che si possano generalizzare con buoni risultati anche a nuovi dati. L'ultima fase del lavoro è stata quella di testare l'ipotesi che a categorie non omogenee di pazienti (differenti tra loro per patologia o per durata della cura), corrispondessero diverse strutture di sottoscale che originassero pertanto differenti strutture dei dati.

Quest'ultima fase può rivelarsi particolarmente utile, in quanto fornisce dei criteri specifici di valutazione dello stato psicofisico per ogni categoria di paziente, e rappresenta perciò una novità dal momento che gli studi presi in considerazione fino ad ora non affrontavano questo ulteriore aspetto. I test di invarianza hanno confermato l'ipotesi che la struttura sottostante i dati fosse differente nei diversi gruppi; sono stati dunque divisi i pazienti in quattro sottogruppi in ognuno dei quali sono state effettuate nuovamente le stime dei modelli di sottoscale a cinque fattori, ed anche questi modelli presentano ottimi indici di Fit. Tutte le analisi sono state svolte utilizzando il software SAS 9.2; in particolare sono state usate prevalentemente la PROC FACTOR, la PROC CALIS e la PROC TCALIS.