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I Credit Default Swap e la valutazione del Rischio di Credito

University ChallengeStella Azzurra Namio | Università degli Studi di Milano-Bicocca (16/11/2011)
Corso di Laurea Magistrale Biostatistica e Statistica Sperimentale
Relatore: Vittoria Cerasi
Correlatore: Matteo Maria Pelagatti

Questo studio nasce con la voglia di far luce sull'attuale situazione economica europea. Come afferma il presidente della UE Herman Van Rompuy "La situazione economica sta peggiorando, anche a causa della crisi dei debiti in alcuni Paesi che sta avendo un impatto sulle banche, e per questo occorre prendere misure decise".

In questo clima di instabilità abbiamo cercato di capirne di più monitorando in maniera oggettiva i dati sul rischio obbligazionario dell'area Euro. L'analisi si focalizza sul rischio sovrano relativo agli Stati, sul rischio corporate relativo alle banche, e in terzo luogo rispetto a entrambi è stata svolta un'analisi alla ricerca delle condizioni di integrazione tra le due parti. Il metodo utilizzato per valutare il rischio obbligazionario è quello offerto dalle quotazioni sui CDS che sono dei prodotti derivati che consentono di coprirsi dal rischio di default dell'emittente e sono un ottimo parametro per la valutazione di tale rischio. Il raffronto tra i CDS su obbligazioni sovrane e CDS su titoli bancari e la verifica dei legami che intercorrono tra tali variabili è stato di particolare interesse e ci ha permesso di capire dal punto di vista del rischio obbligazionario che l'Eurozona oggi è divisa sostanzialmente in due sottoinsiemi.

Esiste infatti una separazione tra il rischio bancario greco e quello degli altri paesi problematici, in particolare dell'Italia. Il default dell' Alpha Bank infatti sembra non incidere in maniera significativa sulla componente rischio Italia, al contrario potrebbe colpire la Francia con le sue banche strapiene di debito ellenico. Guardando alla banca greca dunque vediamo che le probabilità di influenzare incisivamente i rendimenti delle obbligazioni governative italiane a medio-lungo termine non sussistono, e in tal senso occorre che ogni Paese si prenda le proprie responsabilità, in particolare l'Italia deve attivare misure per la crescita e per la riduzione del debito, ora più che mai che il suo destino riposa nella credibilità delle politiche di risanamento interne. Nell'elaborato si procede ad un'analisi empirica su dati Bloomberg, si utilizzano tecniche statistiche di cointegrazione e il software di riferimento è SAS.