sas academic program / tesi con sas

Analisi delle transizioni lavorative nel mercato del lavoro Italiano

University ChallengeRiccardo Fino | Università degli Studi di Milano-Bicocca
Corso di laurea in Scienze Statistiche
Relatore: Prof. Pietro Giorgio Lovaglio
Università degli Studi Milano–Bicocca

** La Tesi ha vinto il Premio University Challenge, edizione 2013 **

La crisi economica del 2008 ha avuto un forte impatto in Europa e lo scenario lavorativo è stato quello più colpito, anche se in maniera diversa nei vari Paesi.

Con la tesi ho voluto analizzare la situazione del mercato del lavoro italiano e i suoi cambiamenti negli anni, fino al 2010. La base di partenza sono stati dati sugli italiani in età lavorativa negli anni 2007-2010, osservazioni su persone le cui caratteristiche occupazionali sono state registrate in due occasioni successive. Prendendo in considerazione lo stato occupazionale dei lavoratori nei vari anni, come varia nel tempo e in base a quali variabili, ho valutato l'impatto della crisi sulle diverse categorie lavorative e sulla probabilità di passare ad una condizione più o meno stabile del lavoro. Con delle macro SAS, tramite modelli markoviani sui dati ISTAT, ho calcolato le matrici di probabilità transizione tra gli status lavorativi a tempo omogeneo ed eterogeneo, distinte per caratteristiche dei soggetti. In particolare queste dinamiche sono state approfondite per la componente giovane della forza lavoro (18-34 anni), la fascia che risulta più incline a cambiamenti e sulla quale stato interessante vedere i risultati di un modello markoviano Mover-Stayer.

Le catene di Markov hanno dato come risultato numerose matrici di transizioni che hanno confermato e approfondito i risultati evidenziati in un'analisi preliminare. Soprattutto è stato interessante osservare come le dinamiche nel tempo, seppur connotate da un trend negativo comune, variano a seconda delle caratteristiche dei soggetti. I giovani evidenziano un comportamento differente dal resto dei lavoratori e spesso più volatile. Soltanto la componente più dinamica di questi riesce ad affrontare l'incertezza che la crisi pone nel mercato del lavoro con una maggiore flessibilità.