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ANALISI STATISTICA DELLE CONDIZIONI DI VITA NEL COMUNE DI MONTERIGGIONI

Elena Francesconi, Università di Siena - Facoltà di Economia
Relatore: dott. Gianni Betti

Nell'effettuare un'analisi statistica delle condizioni di vita, non si può non includere una definizione quantitativa della povertà chiarendo che quando si parla di povertà e di esclusione sociale non si deve pensare solamente ai poveri in senso stretto (nomadi, senza tetto, barboni…) perchè questi processi di marginalizzazione toccano, anche in modo rilevante, interi territori dove non tutti sperimentano l'indigenza economica, ma quasi tutti vivono difficoltà di comunicazione materiale e relazionale o distanza fisica e culturale dai luoghi del potere sociale.

L'esclusione può riguardare anche alcuni gruppi sociali: i giovani in cerca di prima occupazione, i lavoratori adulti "in esubero", abbandonati ad una solitaria ricerca dei mezzi per rientrare in attività e perciò in società, gli anziani che a causa di una insufficienza di servizi possono trovarsi ad affrontare una vecchiaia miserevole e appesantita dalla solitudine.

Tutto questo concorre a definire il fenomeno della povertà e dell'emarginazione sociale così come si presenta oggi nelle società occidentali industrializzate.

In letteratura la povertà economica è usualmente definita come insufficienza di risorse necessarie a garantire un elevato livello di benessere, rispetto ad alcuni standard predefiniti. Tali livelli minimi di benessere possono essere espressi in termini assoluti o relativi. Nel primo caso il riferimento è il livello medio di benessere nella popolazione, mentre nel secondo caso la povertà non è intesa solo come insufficienza di reddito necessario per la sopravvivenza, ma come una carenza di risorse materiali, culturali e sociali che permettono di accedere ai modelli di vita diffusi in una data società.

Sotto quest'ottica la povertà viene considerata come un fenomeno multidimensionale in quanto determinato non solo dall'insufficienza di reddito monetario, ma anche da una molteplicità di altri fattori, legati più che alla sfera economica a quella sociale e psicologica. Il concetto di povertà tende quindi a sconfinare nella sfera personale e soggettiva, ovvero nella sensazione di disagio che si prova in base alla propria situazione socio-economica.

Il presente lavoro studia le condizioni di vita e il fenomeno della povertà nel Comune di Monteriggioni: nel primo capitolo, dopo l'esposizione iniziale dei differenti approcci allo studio della povertà, sono stati descritti i criteri di derivazione delle linee di povertà, individuando un livello di reddito in base al quale la popolazione è suddivisa in poveri e non poveri. Prima di quantificare il numero dei poveri è stato necessario rendere equivalenti i redditi, sulla base della posizione che ogni individuo occupa all'interno della propria famiglia (capofamiglia, coniuge, figlio). I valori ottenuti non sono altro che i valori originali, corretti per tenere conto delle economie di scala che scaturiscono dalla convivenza degli individui. Tutto ciò ha permesso, durante l'analisi empirica, di avere a disposizione dati omogenei sui redditi e quindi confrontabili. In seguito si è provveduto a definire degli indici statistici capaci di misurare il grado di deprivazione delle famiglie individuate come povere.

Nel secondo capitolo, dopo aver descritto alcune caratteristiche demografiche e sociali del Comune di Monteriggioni, sono stati indicati i criteri di scelta e composizione del campione di famiglie utilizzato per l'indagine. Il campione è stato estratto dalle liste anagrafiche del Comune ed è risultato composto da 120 famiglie. Una volta verificata la rappresentatività del campione, se ne sono descritte le caratteristiche fondamentali. Successivamente sono stati descritti i criteri di organizzazione delle interviste e la struttura del questionario utilizzato.

Nel terzo capitolo è stata effettuata un'analisi descrittiva dei dati, sintetizzando i risultati ottenuti attraverso l'esame della distribuzione e degli incroci delle informazioni raccolte e ritenute più significative.

Nel quarto capitolo si è proceduto alla misura della povertà mediante l'utilizzo delle seguenti metodologie tradizionali:

  • International Standard of Poverty Line locale;
  • International Standard of Poverty Line regionale.

Queste due metodologie sono state usate al fine di considerare il carattere economico della povertà in base al quale l'insufficienza di reddito costituisce la causa principale di una situazione di indigenza. Con i valori della linea di povertà locale si è provveduto a calcolare gli indici di povertà sull'intero campione di famiglie. Nel corso del capitolo è stato analizzato anche l'aspetto multidimensionale della povertà attraverso l'utilizzo della teoria degli insiemi sfocati, calcolando i seguenti indici:

  • Indice di povertà sfocata basato sul reddito;
  • Indice di povertà supplementare;
  • Indici di povertà latente e manifesta.

L'utilizzo della teoria fuzzy per l'analisi della povertà è uno degli elementi innovativi del presente studio, poiché non considera solo variabili monetarie ma altri indicatori di povertà quali il possesso o meno di alcuni beni durevoli e la percezione dei soggetti delle proprie condizioni di vita.

L'obiettivo è quello di sviluppare un approccio volto all'estensione della convenzionale classificazione dicotomica della popolazione in poveri e non poveri. Questa estensione consiste nella definizione di una misura del grado di povertà compresa nell'intervallo tra 0 (il più ricco) e 1 (il più povero). L'applicazione di quest'ultima metodologia è importante perché alternativa a quella puramente dicotomica che non tiene conto dei reali livelli di povertà.

 
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