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Le determinanti dei
credit spread nei bond senza rating
Nicoletta Maffucci, Facoltà di
Economia Bancaria - Università di Siena
Relatore: prof. Gianpaolo Gabbi
Il credit spread di un’obbligazione è una
grandezza che fornisce informazioni sulla rischiosità relativa
di un corporate bond rispetto ad un omogeneo titolo risk-free.
Il credit spread varia a seconda delle caratteristiche del titolo (la
maturity, la presenza di clausole speciali, la presenza di garanzie reali,
la seniority), della probabilità di insolvenza dell’emittente,
della liquidità del titolo sul mercato, della tassazione. In una
ricerca di Gabbi, Sironi (2002) si è dimostrato che esso è essenzialmente
funzione del giudizio di rating attribuito all’emissione obbligazionaria.
Esistono però sul mercato, e il loro ammontare medio è aumentato
negli ultimi anni, titoli che sono sprovvisti del giudizio di rating. Poiché comunque
il mercato attribuisce un credit spread rispetto ai titoli di Stato risulta interessante
verificare quali siano le variabili esplicative di questo processo.
La finalità della ricerca è, quindi, l’individuazione di
quali fattori il mercato ritiene più significativi per spiegare la grandezza
dei credit spread di bond che non hanno il rating. La ricerca si basa su tre
campioni
di Eurobond, cioè emessi in una valuta
o in un paese diverso da quello di residenza dell’emittente e scambiati
sui mercati internazionali.
I bond sono osservati nel mercato primario; questo permette
di avere delle osservazioni che sono sganciate dalle politiche dei dealer,
che fanno il mercato di un titolo,
in modo da poter eliminare le inefficienze date dalle misurazioni dei prezzi
se è presente un bid-ask spread. I bond sono emessi da aziende Europee,
Americane, Sudamericane, Asiatiche e anche da fiduciarie che sono residenti
in quelli che sono definiti “centri off-shore”.
La ricerca cerca di spiegare la variabilità cross-section
dei credit spread nei tre campioni utilizzando le variabili disponibili
dei titoli.
Il data base fornisce per 987 emissioni le sole caratteristiche dei titoli,
per 29 emittenti anche degli indici di bilancio e per 77 emissioni fornisce
gli indici
di bilancio di aziende che sono legate agli emittenti da un legame economico
tale che la loro situazione patrimoniale ed economica può essere considerata
una proxy di quella dell’azienda emittente e i titoli hanno la clausola
di cross default, che prevede il diretto coinvolgimento delle imprese di
un gruppo in caso di un default. Il data base fornisce inoltre le medie degli
indici dei tre anni precedenti
all’emissione
dei titoli.
L’analisi svolta ha evidenziato la significatività:
delle dummy utilizzate per indicare gli emittenti in centri “off-shore”;
dell’indice Vendite/Totale attività
la significatività nel 60 % delle funzioni stimate del quick ratio ossia
(Attività correnti-Scorte)/Passività correnti.
Dunque il mercato
tende a “punire” gli emittenti
che risiedono in luoghi dove la legislazione fiscale e la vigilanza bancaria
sono meno attive
e hanno più difficoltà ad intraprendere controlli. Quindi
la variabile può essere una proxy dell’affidabilità dei
dati di bilancio.
Inoltre è emersa l’importanza della performance operativa, nel senso
che appare come la percentuale delle vendite in relazione agli investimenti sia
importante per valutare la “salute” dell’impresa a garanzia
della possibilità di effettuare i pagamenti di capitale ed interessi.
L’altro elemento evidenziato è l’importanza della “liquidità della
struttura finanziaria” dell’azienda, importante sia per la regolarità dei
pagamenti sia per valutare la capacità futura dell’azienda
di farvi fronte.
L’analisi può risultare di supporto alle imprese emittenti
che vogliono finanziarsi sul mercato e vogliono conoscere quale sarà l’impatto
che i loro valori interni avranno nella determinazione del tasso del loro
prestito, può altresì risultare di supporto alle investment
bank che devono organizzare il prestito ed effettuare il pricing iniziale
del bond in modo da
garantire il successo dell’emissione nel mercato ed anche alle istituzioni
finanziarie che dovranno organizzare sistemi interni di rating previsti
dal Nuovo Accordo di Basilea.
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