 |
Un'applicazione
del modello
di Cox, Ingersoll e Ross, esteso per il rischio di credito.
Mirko Maestrucci, Dipartimento di Economia - Università di Perugia
Relatore: prof. Franco Moriconi
Correlatore: prof. Mauro Pagliacci
L'argomento principale di questa tesi è la stima dei premi per il rischio
di credito sul mercato delle eurobbligazioni con l'ausilio del modello
di Cox, Ingersoll e Ross (1985b) esteso da Barone, Barone-Adesi e Castagna
(1997).
I premi per il rischio di credito rappresentano degli extra-rendimenti dovuti
alla possibilità di inadempienza dell'emittente, tenuto conto delle garanzie
collaterali dell'emissione. Premi per il rischio, probabilità di insolvenza,
coefficienti di recupero e prezzi di mercato rappresentano gli elementi principali
nella valutazione del rischio di credito. La relazione inversa tra valore attuale
dei titoli e spread sulla struttura per scadenza utilizzata per l'attualizzazione è stata
lo spunto per la procedura di stima.
Con metodo numerico implementato con SAS si sono potuti valutare i premi su quattro
cross-section. Inoltre, per alcuni titoli si sono effettuate stime su serie temporali
per un periodo di dieci mesi. I dati di mercato necessari sono stati estratti
dal sistema Bloomberg Professional e da Il Sole 24 Ore.
Gli approcci all'analisi
del rischio di credito sono numerosi e in questo lavoro ne sono stati citati
solo alcuni. La loro diversità dipende dai problemi che gli autori hanno cercato
di risolvere. La banca, nel dare un prezzo al denaro che concede in prestito,
non solo tiene conto delle probabilità di insolvenza, dei tassi di recupero e
delle perdite inattese, ma anche della redditività del suo capitale, di cui deve
rendere conto agli azionisti. L'analisi della struttura del capitale delle imprese è al
centro delle teorie elaborate da Merton, il quale utilizzando i meccanismi dell'option
pricig , ha messo in evidenza il legame tra rischiosità del debito e andamento
del valore dell'impresa. La rischiosità del debito per CreditMetrics, invece, è sintetizzata
in gran parte dal rating.
Utilizzando una logica simile a quella del Value At Risk (VAR), questa metodologia
tenta di calcolare la volatilità di strumenti e portafogli il cui valore è legato
al merito creditizio. Jarrow e Turnbull analizzano il rischio di default attraverso
l'analogia con il rischio di cambio. Utilizzando, in un ambito multiperiodale,
argomentazioni di non arbitraggio, sviluppano una metodologia per la valutazione
di titoli e strumenti derivati soggetti al rischio di credito. Se la banca, come
si è visto, attraverso la sua analisi e la sua base dati elabora probabilità di
insolvenza per giungere ad uno spread e successivamente ad un prezzo, è anche
possibile teorizzare il cammino inverso. I prezzi dei titoli, sempre attraverso
ipotesi di assenza di arbitraggi, possono essere utilizzati come fonte per ricavare
la percezione del rischio espressa dal mercato attraverso gli spread. Da questi, è possibile
poi effettuare una valutazione delle probabilità d'insolvenza e dei tassi di
recupero impliciti. Per il principio di arbitraggio, queste probabilità sono
però di tipo risk neutral. L'estensione del modello CIR non è solo uno strumento
per estrarre i premi per il rischio da titoli obbligazionari quotati su un mercato,
ma anche un modello per l'utilizzo di questi premi nel pricing di altri prodotti.
In questo lavoro, attraverso una stima con metodo numerico, si è potuto constatare
la possibilità di ottenere valori dei premi per il rischio di default, h , sia
su cross-section, sia su serie temporali. L'analisi delle cross-section ha messo
in evidenza la possibilità di utilizzare h come criterio per ordinare i titoli
in base alla loro rischiosità. Il confronto con un ordinamento basato sul rating
ha messo in evidenza analogie e discrepanze: generalmente i premi stimati sono
crescenti al diminuire della qualità creditizia, mentre nel caso delle stime
effettuate sui dati rilevati il 29 Aprile 1999, il premio per il rischio medio
della classe di titoli AA risulta di molto inferiore a quello dei titoli AAA.
Si è inoltre potuto constatare come la stima di un h rappresentativo di una classe
di rating può essere realizzata ipotizzando un modello per le osservazioni con
e ~ NID(0,1). Le stime di massima verosimiglianza che si ottengono risultano
superiori ai valori degli h medi, mettendo così in evidenza la non linearità dei
fattori che determinano i premi per il rischio. Le stime su serie storiche mostrano
come il mercato anticipi spesso il cambiamento del giudizio da parte delle agenzie
di rating.
La comprensione di queste ultime dinamiche attraverso il modello BBAC sarà oggetto
di futuri approfondimenti. E' comunque interessante notare che la stima di h
sulle serie temporali dei prezzi può essere la base per valutazioni sulla volatilità dei
premi per il rischio. Queste misure della rischiosità, possono essere inserite
in metodologie simili a quella proposta da CreditMetrics. L'approccio espresso
dal modello BBAC consente quindi la stima di un parametro continuo, che può essere
utilizzato come un criterio per un confronto tra titoli con prezzo, cedola e
scadenzario non omogenei, evitando il semplice confronto tra tassi interni di
rendimento. BBAC osservano che nel caso in cui siano trattate su un mercato opzioni
su titoli rischiosi, è possibile (quando l = 0) estrarre dal prezzo di tali opzioni
le due componenti di h, cioè la probabilità di default p e il tasso di recupero
implicito L, mentre nel caso in cui il premio di 'liquidità' l sia maggiore di
zero è possibile ricavare solo p.
E' tuttavia necessario definire una metodologia per determinare l'entità di l.
I grafici e le tabelle di h rispetto le maturity non evidenziano dei trend univoci.
L'importanza di un modello per la struttura dei tassi d'interesse che incorpora
il rischio di credito è dimostrata anche dalle opportunità di utilizzo per la
valutazione di alcuni prodotti derivati, in particolare di contratti interest
rate sensitive come opzioni, swap e contratti forward su tassi d'interesse. Dato
che un limite di molte metodologie (come CreditMetrics) è la separazione tra
rischio di tasso e rischio di credito, il modello BBAC si propone come strumento
per poter integrare la gestione dei due rischi. Numerose sono le applicazioni,
che vanno dalle tecniche di asset-liability managment alla valutazione di strumenti
innovativi come i total rate of return swap e altri credit derivatives. |
 |
 |
 |
| |
| SAS Academic |
|