 |
Valutazione
dei titoli strutturati reverse convertible.
Simone Birri, Dipartimento di Economia - Università di Perugia
Relatore: prof. Franco Moriconi
Correlatore: prof. Mauro Pagliacci
La Borsa Italiana, nel regolamento dei mercati organizzati, definisce
titoli strutturati quei titoli obbligazionari il cui rimborso è indicizzato
all'andamento dei prezzi di una delle seguenti attività: azioni, panieri
di indici, titoli o valute. I Reverse Convertible (RC) sono dei titoli
di credito strutturati che permettono di beneficiare di una cedola relativamente
elevata, che si aggira fra il 10% e il 20% annuo della quantità di sottostante
cui è associato il titolo, valore nominale, (superiore quindi ai rendimenti
obbligazionari di pari durata) e che subordinano il rimborso del capitale
investito al prezzo futuro di un'azione o di un paniere d'azioni.
Se alla scadenza del titolo, il livello finale dell'azione, in altre parole il
prezzo d'apertura in uno dei giorni lavorativi precedenti la scadenza, come stabilito
dal regolamento all'emissione, è superiore o uguale ad un valore prestabilito
(prezzo base), il sottoscrittore ottiene il rimborso del capitale investito.
In caso contrario il sottoscrittore non è rimborsato in contanti ma con un certo
numero di azioni (con controvalore inferiore al nominale dello strutturato).
Il valore del RC risulta quindi essere influenzato sia dai corsi della predefinita
azione che dai tassi d'interesse di mercato. I RC, secondo le loro specifiche
caratteristiche, si distinguono in standard, con minimo garantito e con clausola
knock-in. Quelli standard sono costituiti da un'obbligazione, con interesse pari
alla cedola dello strutturato, e da una posizione short su una put europea; mentre
quelli con minimo garantito comprendono, oltre questi elementi, anche una posizione
long su un'opzione put europea con strike pari al valore previsto come soglia
minima per il rimborso. La clausola knock-in rappresenta un'ulteriore soglia,
inferiore rispetto alla base, che riduce il rischio dell'investitore rendendo
meno probabile il verificarsi delle condizioni per il rimborso sotto forma di
azioni. I modelli impiegati nel pricing del titolo, che è fatto in ambito risk
neutral, sono.
- il modello di Cox Ingersoll e Ross, con la corrispondente equazione
di valutazione, necessario per determinare la struttura a termine dei tassi
d'interesse e il valore della componente obbligazionaria del RC;
- la
formula di Black e Scholes per il pricing delle opzioni europee;
- il
modello di Cox Ross e Rubinstein;
- il metodo Montecarlo.
La determinazione
del prezzo
del RC è realizzata con
l'ausilio di tre diversi modelli.
Il primo utilizza le formule di CIR e di B&S per determinare il valore,
rispettivamente, dell'obbligazione e dell'opzione, la differenza fra
questi due valori con l'aggiunta
della cedola attualizzata costituisce il prezzo del RC standard, per
il RC con minimo garantito è sufficiente aggiungere il valore dell'altra
put determinato ancora con B&S. Non è possibile, invece, con questo modello
valutare il RC con clausola knock-in. Il valore dello strutturato è ottenuto,
inoltre, con la formula di Cox Ross e Rubistein, mediante la costruzione
di un albero binomiale relativo
all'evoluzione del sottostante azionario nell'intervallo temporale
che precede la scadenza del titolo. In tal caso è possibile ottenere
un valore approssimato del RC con clausola knock-in. Anche il metodo
Montecarlo permette di determinare
il valore delle tre forme dello strutturato. Il pricing è effettuato
con l'ausilio di SAS. |
 |
 |
 |
| |
| SAS Academic |
|