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Rischio di credito: applicazione di un modello interno per il rating.

Laura Vaselli
, Dipartimento di Economia - Università di Perugia
Relatore: prof. Franco Moriconi
Correlatore: prof. Stefano Herzel

Il percorso che conduce alla realizzazione di un processo di misurazione, monitoraggio e gestione dei rischi connessi ad un portafoglio di impieghi di una società finanziaria, non è sicuramente semplice e immediato. In questo lavoro si è cercato di sviluppare una metodologia di calcolo della perdita attesa, legata ad operazioni di natura finanziaria, specifica per un portafoglio di imprese di piccole dimensioni. Una prima considerazione riguarda l'approccio seguito nella stima della perdita attesa.

Diversi sono i modelli disponibili: alcuni utilizzano input dal mercato dei capitali (modelli option based, analisi degli spread e per classi di rating), altri utilizzano tecniche statistiche proprie della gestione di portafogli assicurativi (default mode), un terzo tipo utilizza sistemi di credit- scoring. Sebbene tutti i metodi proposti siano rivolti alla determinazione di un medesimo risultato, la scelta di un modello invece di un altro, non è senza rilievo, soprattutto quando l'analisi deve essere effettuata su un campione di imprese di piccole dimensioni, per le quali non si dispone di serie storiche di dati di mercato ma soltanto di un'informativa di natura contabile. La metodologia seguita nel corso dell'analisi si è basata su modelli di scoring che utilizzano tecniche di analisi dati (analisi discriminante, e analisi logistica), per assegnare un punteggio (score) a ciascun debitore.

Le variabili utilizzate sono di due tipi: da un lato si considerano gli indici di bilancio per le informazioni relative alla situazione economica e finanziaria dell'impresa; dall'altro si ha un'informazione relativa allo status dell'impresa sotto il profilo della solvibilità rispetto alle obbligazioni assunte contrattualmente. Quest'ultima grandezza è stata denominata indice di morosità e fornisce la misura del grado di tensione nella situazione finanziaria del soggetto indagato. L'applicazione dell'analisi discriminante e dell'analisi logistica a questi dati ha portato alla determinazione di una funzione lineare che consente di ottenere uno scoring per ciascuna impresa. In particolare dallo sviluppo dell'analisi discriminante si è ottenuta una regola la cui applicazione consente di operare una classificazione dicotomica tra i due possibili status in cui può trovarsi l'azienda, solvente o insolvente.

Questo risultato costituisce uno strumento utile nella gestione del processo di affidamento, poiché consente all'analista di operare una decisione sulla base di un criterio oggettivo che poggia sul confronto tra lo score ottenuto dalla semplice applicazione della regola lineare con un valore critico determinato in fase di costruzione del modello. La regola così ottenuta è in grado di riconoscere correttamente lo status del 90 per cento delle imprese inserite nel campione. La stessa regola può essere utilizzata anche per valutare nuove imprese non considerate nella fase di stima; ciò costituisce un'ulteriore applicazione che non è stata effettuata in questo lavoro, ma che potrà consentire di valutare in maniera più stringente le performance del modello. Dalla funzione lineare stimata mediante l'utilizzo della logistica si sono ottenuti non soltanto dei valori score, ma mediante una opportuna trasformazione, dei valori che costituiscono delle vere e proprie probabilità di insolvenza.

La stima di tali probabilità fornisce una misura cardinale di rischiosità che consente di attribuire una valutazione del merito creditizio della clientela Valutare un contratto finanziario in base alla sua rischiosità di fatto significa attribuire un rating e consentire all'intermediario di operare le proprie scelte di affidamento e di monitoraggio dei rischi in maniera oggettiva. Unendo al sistema di misurazione del rischio di credito valutazioni di carattere qualitativo sulla situazione complessiva d'impresa -fattore dichiaratamente non secondario nell'attribuzione del rating - si ottiene un sistema complesso di rating interno; ciò costituisce il risultato sintetico dell'analisi di un'ampia gamma di informazioni direttamente disponibili presso le banche, in ragione dell'ampiezza e della continuità dei loro rapporti con la clientela. Il crescente interesse rivolto a questi sistemi, dipende dal fatto che nelle proposte di revisione dell'Accordo sul Capitale del 1988, le autorità stanno orientandosi verso una ridefinizione dei criteri di determinazione dei requisiti patrimoniali che saranno comparativamente più bassi per gli intermediari che dimostreranno di disporre di strumenti adeguati per la misurazione dei rischi.

I problemi presentati rivelano l'esistenza di un'area di indagine che offrirà notevoli opportunità agli intermediari che sapranno comprendere tempestivamente l'importanza di una ricerca approfondita.

 
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