 |
Metodi
montecarlo in finanza.
(Stage presso la Banca Popolare di Milano)
Paola Fontana, Facoltą di Economia
Relatore: prof. Paolo Giudici
Correlatore: dott. Fernando Metelli - BPM
Il rischio di mercato è andato assumendo negli ultimi tempi una rilevanza
crescente per tutti coloro che stabilmente operano nei mercati finanziari;
il processo di titolarizzazione ed innovazione, che ha interessato la produzione
di strumenti finanziari, e la crescente integrazione tra i mercati finanziari
internazionali, ne rappresentano le principali cause.
Da ciò nasce l'esigenza di analizzare, in modo più rigoroso e continuo,
la rischiosità delle posizioni assunte. Tale esigenza ha indotto i principali
istituti bancari e finanziari a sviluppare, modelli statistico-matematici per
la misurazione ed il controllo del rischio di mercato. La principale risposta è stata
data con l'elaborazione dei modelli Value at Risk.
Il Value at Risk è una grandezza di natura statistica per la quantificazione
del rischio di mercato di un portafoglio; esso misura "la perdita associata
ad un portafoglio di attività finanziarie che, con data probabilità pari
ad a, non viene superata in un orizzonte temporale di riferimento." (J.P.
Morgan).
L'approccio utilizzato per la misurazione del valore del portafoglio su cui ci
si è concentrati nel presente lavoro è la metodologia Monte Carlo
nella quale, utilizzando tecniche di simulazione, viene generato un numero elevato
di possibili traiettorie dei prezzi delle attività finanziarie, in base
alle quali si determina il VaR del portafoglio.
Di seguito si presenta un'applicazione della metodologia Monte Carlo per il calcolo
del VaR di una posizione in opzioni, in cui vengono affrontate tutte le fasi
del processo: individuazione dei fattori di rischio, esame della posizione in
opzioni e formule relative, generazione dello scenario di prezzi sulla base del
processo stocastico ipotizzato, cruciale scelta della modalità di calcolo
della volatilità, taglio della distribuzione e determinazione del VaR.
Anticipando i risultati ottenuti nell'applicazione pratica è possibile
affermare che: per quanto riguarda la procedura di calcolo del Value at Risk
della
posizione
esaminata, l'impianto formale alla base dell'approccio Monte Carlo è tale
da rendere necessaria la costruzione di un software adeguato ma non ha presentato
ostacoli insormontabili come viene spesso criticato per l' eccessivo dispendio
computazionale.
Dal confronto tra stime di VaR Monte Carlo ottenute con diversi tipi di volatilità,
l'impiego di quella implicita si è rivelato migliore in termini di ampiezza
del range tracciato, rispetto all'utilizzo della volatilità storica e
di quella calcolata con medie mobili esponenziali, com'era lecito attendersi
data la scarsa liquidità presentata dal mercato delle opzioni Iso Alfa
considerato.
Il VaR calcolato con la simulazione Monte Carlo sulla posizione in opzioni è superiore
alle stime effettuate con il metodo delta-gamma per un livello di protezione
del 95%, mentre sembra perdere di efficacia al 99%, finché la distribuzione
dalla quale si generano numeri casuali è una Normale Standardizzata. I
maggiori benefici del metodo Monte Carlo si riscontrano ad entrambi i livelli
di protezione quando la distribuzione da cui si generano numeri casuali è più complessa
ed incorpora l'asimmetria e la curtosi mostrate dai returns finanziari. Nel presente
lavoro si è proposto, a tale scopo, l'impiego della funzione Lambda di
Tukey e si è dimostrato che un'opportuna scelta dei parametri ha condotto
a notevoli miglioramenti nella stima del Value at Risk.
Considerando le esigenze di un'istituzione finanziaria che desideri implementare
un sistema per la misurazione del rischio di mercato, è possibile fornire
un giudizio positivo circa la capacità del metodologia esposta nel rappresentare,
non tanto una soluzione autonoma al complesso problema della gestione del rischio
di mercato, quanto un utile strumento per chi, in tal senso, intenda valersene.
|
 |
 |
 |
| |
| SAS Academic |
|