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Le Reti
Neuronali Strutturate e il PLS per la misurazione della qualità della
vita
Luca Colarusso, Università degli Studi di Napoli "Federico
II" -
Facoltà di
Economia
Corso
di
laurea
in “Scienze Statistiche ed Informatiche per l'Economia e le Imprese”
Relatore: prof.ssa C. Davino
Il presente lavoro di tesi prende spunto da una ricerca effettuata dall’Osservatorio
sulla Qualità della vita nelle Circoscrizioni di Napoli
(Franco et al., 2005) il cui obiettivo era quello di definire un modello
per la
comprensione degli aspetti che incidono sulla “qualità della
vita” dei cittadini partenopei. In quel contesto l’attenzione
era focalizzata essenzialmente sul monitoraggio dei diversi aspetti che
incidono sulla vita economica, sociale e culturale della città offrendo
un quadro particolareggiato e sistematico delle diverse realtà presenti
e proponendosi come uno strumento di supporto alle scelte per i decision
makers del sistema pubblico cittadino.
Dato questo spunto e prendendo in considerazione il retaggio metodologico
che è stato fornito in quell’ambito, ovvero, sia le componenti
fondamentali in cui il concetto di Qualità della vita è stato
scomposto, sia la rilevazione soggettiva del concetto ottenuta attraverso
una indagine diretta sul campo, abbiamo indagato tale problema focalizzando
la nostra attenzione sul punto di vista delle tecniche statistiche disponibili
ed applicabili a fenomeni e temi di così grande interesse.
In particolare, le tecniche statistiche che abbiamo utilizzato in questo
percorso di analisi e scoperta sono state fondamentalmente due: la prima,
il Partial Least Squares (PLS), che può essere
considerata come una delle tecniche classiche per tali tipi di modelli;
la seconda, la
tecnica delle Reti Neuronali Strutturate (SNN),
che, per contro, rappresenta un approccio al problema alquanto pioneristico,
la cui bibliografia risulta
essere ancora un work in progress. Solitamente, difatti, la modellizzazione
di reti di relazioni causa-effetto è condotta
con metodi quali il già citato PLS o il modello ad Equazioni
Strutturali (SEM).
Tali metodologie, però, presentano
dei punti di debolezza dai quali difficilmente si può prescindere,
ravvisati soprattutto nella mancanza da parte degli stessi di adattare
relazioni asimmetriche
e non lineari esistenti necessariamente in un modello complesso quale
quello della Qualità della vita. Il modello a reti neuronali
strutturate, in particolare, rappresenta il ganglio centrale di questa
trattazione essendo esso una nuova proposta
di analisi, una nuova prospettiva di indagine che non risente eccessivamente
degli svantaggi cui sono soggette le tecniche sopra menzionate (PLS e
Structural Equation Model).
L’obiettivo di tale lavoro può essere sintetizzato, quindi,
semplicemente nella seguente domanda:
“E’ possibile creare un modello di relazioni causa-effetto,
predeterminato attraverso una struttura teorica per la Qualità della
vita e la Soddisfazione tenendo nel debito conto i problemi di non linearità e
asimmetricità delle relazioni esistenti tra le variabili latenti
dello stesso o senza dover forzatamente supporre la normalità ed
eventualmente l’ omogeneità della varianza all’interno
di dataset di grandi dimensioni?”
Tecniche statistiche quali quelle trattate in tale lavoro permettono
di fare ciò, per cui si è costruito un modello ad equazioni
strutturali, stimato tramite la regressione PLS ed un modello a reti neuronali
strutturate che imita l’ipotetica rete di relazioni suggerita dalla
teoria stessa, sottomettendo la indefinitezza della sua architettura,
al modello teorico sottostante e di fatto, rendendo possibile un ammorbidimento
delle posizioni critiche nei confronti di tale tecnica che hanno ad oggetto
prevalentemente una sua negativa proprietà conosciuta in letteratura
come “Black Box”.
La rete neuronale utilizzata in questo lavoro di tesi, infatti, a differenza
delle applicazioni classiche di questa tecnica fornisce risultati comprensibili
in virtù proprio della struttura di cui è dotata.
La scelta, quindi, di operare una strutturazione della rete si riverbera
soprattutto sulla possibilità di poter acquisire una comprensione
maggiore delle dinamiche attraverso cui la Qualità della vita si
concretizza nella visione del campione di individui potendo conseguire
in questo modo un livello di informazione quantitativamente e qualitativamente
migliore che nel caso di applicazioni tradizionali.
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