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La continua posticipazione dell'età all'uscita dalla famiglia di origine:
un'analisi tramite modello di diffusione

Alessandro Leporini
, Facoltà di Economia – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Relatore: prof. Alessandro Rosina

Negli ultimi anni, il fenomeno della posticipazione dell’età alla quale i giovani abbandonano la casa della famiglia d’origine ha assunto una dimensione rilevante e per certi aspetti anche piuttosto allarmante, come gli organi di informazione di massa non hanno mancato di segnalare.

Tuttavia, i dibattiti che hanno avuto come oggetto questo fenomeno, frequentemente hanno focalizzato l’attenzione unicamente sulle generazioni recenti, giungendo così a conclusioni parziali e a sbrigative bollature.

I dati mostrano, invece, che il rinvio dell’indipendenza abitativa è un fenomeno complesso che coinvolge più generazioni, essendo parte di quel rinvio generalizzato degli eventi che consentono di entrare nella vita adulta, che caratterizza il comportamento demografico degli ultimi quarant’anni.

Infatti, l’età media di svincolo dalla famiglia di origine era elevata ad inizio ‘900, si è successivamente ridotta fino a toccare un punto di minimo attorno ai primi anni Cinquanta, poi ha ripreso a salire subendo una brusca accelerazione attorno alla metà degli anni Sessanta. Ad oggi, sembra che questa tendenza non sia destinata a cambiare rotta in tempi rapidi.

Questo lavoro si propone di indagare sui fattori coinvolti nella continua posticipazione dell’età all’uscita dalla famiglia di origine, cercando di fare luce sulle caratteristiche individuali e strutturali che concorrono a determinarla e sull’ eventuale presenza di un meccanismo di diffusione.

Nel primo capitolo è stata effettuata la descrizione del fenomeno, delineando per sommi capi la situazione a livello europeo e focalizzando l’attenzione sul contesto italiano. All’interno del capitolo, inoltre, sono state presentate alcune ipotesi che autorevoli studiosi hanno ritenuto essere alla base del fenomeno oggetto di studio. In particolar modo, si distinguono per la loro conformità ai dati disponibili, l’ipotesi che imputa il rinvio dell’indipendenza residenziale allo sviluppo della scolarizzazione, in atto nel nostro paese da oltre trentacinque anni e l’ipotesi che considera i mutamenti nella sfera degli orientamenti valoriali dei giovani come una causa che domina sulle motivazioni economiche, assegnando quindi un peso rilevante a fattori di natura psicologica rispetto ad elementi di vincolo e costrizione.

Gli studi condotti in precedenza, infatti, hanno dimostrato che tra le cause imputabili alla continua posticipazione dell’età all’uscita, le motivazioni economiche assumono un ruolo quantomeno complementare a quello assunto da fattori di altra natura. Durante lo svolgimento di questo lavoro si cercherà di individuare l’effetto che alcune caratteristiche individuali e strutturali esercitano sulla propensione ad interrompere la coresidenza.

In questa analisi verranno utilizzate una serie di indagini longitudinali che consentono di seguire i cambiamenti adattivi che un soggetto mette in atto e quindi, di collocare gli eventi nel tempo individuale, storico e sociale. Il modello utilizzato appartiene alla famiglia di modelli che va sotto il nome di “Event History Diffusion Analysis” (EHDA), i quali hanno come obiettivo quello di spiegare la propensione individuale ad adottare un dato comportamento. Le basi teoriche e tecniche di questo approccio metodologico sono illustrate nel secondo capitolo. Nel suddetto capitolo, verranno altresì proposte alcune applicazioni frutto di precedenti studi condotti applicando la sopraccitata metodologia Event History a processi di diffusione.

Il terzo capitolo è interamente dedicato all’analisi del fenomeno oggetto di studio, ovverosia la continua posticipazione dell’età all’uscita dalla famiglia d’origine.

I dati sui quali è stata condotta l’analisi sono quelli provenienti dall’indagine statistica multiscopo sulle famiglie dal titolo “Famiglia, Soggetti Sociali e Condizioni dell’Infanzia” condotta dall’ISTAT nel 1998. Questa analisi è stata condotta su 12538 uomini italiani di età compresa tra i 25 ed i 55 anni.

Lo strumento di lavoro utilizzato è costituito dal pacchetto statistico SAS che ha reso possibile l’analisi dell’effetto che le diverse variabili esplicative esercitano sul rischio di interrompere la coabitazione con i genitori e di verificare l’eventuale presenza di un processo di diffusione in atto.

Nella prima parte del capitolo 3 sono state elencate tutte le variabili esplicative individuali/strutturali che andranno a far parte del modello. Le stesse variabili sono state quindi analizzate singolarmente mediante il metodo denominato “product limit estimator”, che consente una stima non parametrica delle curve di sopravvivenza ed è implementato dalla procedura LIFETEST di SAS e mediante il metodo della “verosimiglianza parziale” utilizzato nella “regressione di Cox” e implementato dalla procedura PHREG del più volte citato pacchetto statistico.

La scelta del modello da utilizzare è ricaduta su quello di Cox in virtù della sua flessibilità e della sua attitudine ad incorporare anche le variabili che possono variare nel corso del processo di studio (variabili time-dependent).

Nel terzo capitolo è stato inizialmente proposto un modello che non tenesse conto di alcun meccanismo di diffusione, in modo da poter analizzare segno ed intensità dell’effetto che ciascuna variabile time-constant esercita, al netto delle altre, sul rischio di interrompere la coabitazione con i genitori.

In un secondo momento è stato, invece, proposto un modello che, oltre alla stima delle covariate, consentisse anche l’individuazione di un eventuale processo di diffusione. Ciò si è reso possibile inserendo, all’interno del modello, un termine relativo alla diffusione denominato “pre-cohort adoption” che riferisce del ruolo delle coorti precedenti.

Infatti, un processo di diffusione implica che in ogni nuova generazione la quota di adottatori aumenti rispetto a quella delle generazioni precedenti.

Di conseguenza, quanto più il comportamento è stato adottato nelle coorti più anziane, tanto più il fenomeno avrà acquisito visibilità ed accettabilità sociale e sarà quindi meno problematica una sua eventuale adozione. I risultati dell’analisi e le conclusioni sono presenti nel quarto ed ultimo capitolo.

 
ALTRE informazioni
La Tesi è stata pubblicata (12/2006) su e-Gov Campus di Informatica ed Enti Locali.
Pdf, 1.4 Mb (3 pagine)
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