APPLICAZIONE DELLA
METODOLOGIA SBL NEL COLLAUDO DEI DISPOSITIVI A SEMICONDUTTORE
(Stage presso ST Microelectronics)
(A.A. 2005)
Francesco Capone, Università di Milano Bicocca - Facoltà Scienze
Statistiche
Relatore: prof. Paolo Mariani
L’argomento della tesi riguarda lo studio e l’applicazione
della metodologia Statistical Bin Limit che viene applicata ai dati di
produzione ottenuti al termine di una fase di collaudo alla quale sono
sottoposti i dispositivi a semiconduttore.
Lo studio in oggetto è stato svolto presso la divisione Controllo
qualità della ST Microelectronics, una multinazionale specializzata
nel settore della produzione di semiconduttori e componenti elettronici.
I dati di produzione sui quali verrà applicata la metodologia SBL
provengono da una determinata fase del processo produttivo: il collaudo
elettrico. Questa procedura viene eseguita su delle fette di silicio,
sulle quali in precedenza viene creato un determinato numero di chip,
mediante l’utilizzo di una sonda dotata di numerosi aghi che vengono
inseriti per alcuni secondi nelle terminazioni dei chip in modo tale da
collegarli con l’ambiente esterno per collaudarne velocemente il
funzionamento.
Durante la fase di test i chip che hanno presentato valori fuori specifica
vengono catalogati in base alla causa che ne ha determinato il guasto
attraverso una macroclassificazione che prevede 14 categorie denominate
Bin ed al termine del collaudo sarà possibile conoscere la resa
di ogni fetta di silicio, ovvero si potrà quantificare quale sia
il rapporto tra i chip che hanno superato con successo il test sul totale
di quelli presenti sulla fetta.
L’obiettivo della divisione è quello di aumentare le rese
e per raggiungere lo scopo è necessario utilizzare lo SBL ovvero
una tecnica che analizza gli scarti di produzione e che si prefigge come
scopo principale quello di migliorare e preventivare da errori i chip
attraverso il calcolo di una soglia critica corrispondente al numero massimo
di chip difettosi per fetta per una determinata tipologia di guasto.
Fissare un limite consentirebbe di scartare nella fase iniziale della
produzione i wafer sui quali si ritiene che anche i chip che hanno superato
il test possono avere in futuro problemi di affidabilità ed avere
un ciclo di vita inferiore rispetto alla media.
Il primo passo da compiere per giungere al calcolo del limite è quello
di individuare un modello statistico che rappresenti il più possibile
quello reale. Per poter eseguire una scelta oculata tra i diversi modelli
statistici applicati frequentemente agli scarti di produzione occorre
conoscere per prima cosa le caratteristiche principali della tipologia
dei dati in questione.
Com’è stato osservato da diversi matematici del settore una
caratteristica comune dei difetti di fabbricazione della produzione dei
dispositivi a semiconduttore è quella per cui i chip difettosi
tendono ad essere clusterizzati; la clusterizzazione in questi casi non
riguarda solo la posizione dei chip guasti sulla singola fetta ma diventa
un fenomeno tale da interessare molto spesso l’intero campione di
dati tanto da avere delle distribuzioni dove i fenomeni di clusterizzazione
si presentano soprattutto nelle code.
I difetti di clusterizzazione possono
essere causati da differenti elementi che intervengono durante la produzione
come ad esempio la presenza di un macchinario difettoso o l’intervento
errato di un operatore. Albin e Friedman suggeriscono di utilizzare
come modello statistico per giungere al calcolo del limite la distribuzione
di Neyman Tipo A.
Per un campione di dati la probabilità di avere difetti è pari
a:
con e 
Il numero medio di difetti è pari a  
La distribuzione di Neyman afferma che il numero di cluster
all’interno del campione è
distribuito
secondo Poisson con
una media il
numero di difetti dentro ciascun cluster è
distribuito secondo Poisson
con una media .
Si intuisce immediatamente come la distribuzione di Neyman
prende decisamente in considerazione l’ipotesi dell’esistenza,
all’interno di un campione di dati, di cluster e può quindi
adattarsi meglio alla tipologia dei dati in questione.
Introdurre un modello statistico adeguato non è sufficiente perché occorre
anche effettuare un test che calcoli la bontà d’adattamento
dei dati reali alla distribuzione di Neyman; per raggiungere il nostro
obiettivo ricorriamo al test del chi quadrato uno dei metodi più comuni
e più utilizzati per questo scopo.
Una volta superato il test ed accettato quindi l’assunto che la
distribuzione dei dati reali può essere descritta attraverso la
distribuzione di Neyman, viene stabilito il limite calcolando il valore
corrispondete al 99,9 percentile della distribuzione.
Il valore corrisponderà al numero massimo accettabile di chip difettosi
per una determinata tipologia di guasto presenti su una singola fetta
di silicio.
Per poter applicare questa metodologia e renderla automatica in maniera
tale da verificarne l’effettiva efficienza sui dati aziendali, si è pensato
di progettare e sviluppare un applicativo comune a tutta la divisione
che lavorasse con il linguaggio SAS. Ho quindi collaborato con i programmatori
di SAS presenti all’interno dell’azienda ed al termine del
lavoro abbiamo strutturato ed implementato un applicativo che lavora in
ambiente SAS mediante l’utilizzo di un’interfaccia aziendale
chiamata Proway.
Proway consente di prelevare i dati direttamente dal data base aziendale
che viene aggiornato quotidianamente dopo ogni collaudo elettrico, permette
di effettuare il calcolo dei limiti per ciascuna tipologia di guasto e
consente di impostare il percentile rispetto al quale si desidera calcolare
la soglia critica. Una volta lanciata l’applicazione, i calcoli
vengono compiuti rapidamente in ambiente SAS; al termine della procedura
il software fornisce all’utente un grafico con la distribuzione
degli scarti di distribuzione campionari e una tabella riepilogativa dei
limiti calcolati per ogni tipologia di guasto sia sulla
distribuzione di Neyman sia su quella reale mostrando anche la percentuale
di fette di silicio che verrebbero scartate dal campione se venisse applicato
il limite indicato in precedenza.
Attraverso l’utilizzo del software ho potuto applicare ai dati aziendali
la metodologia statistica descritta in precedenza ed ho verificato come
la distribuzione di Neyman è risultata essere un ottimo modello
statistico in quanto nell’80% dei casi sia risultata idonea e vicina
alla distribuzione reale.
In conclusione posso affermare di essere riuscito a costruire una procedura
di calcolo del limite che si fonda esclusivamente su conoscenze e su applicazioni
statistiche seguendo un procedimento logico e razionale.
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